Morire a sedici anni

La notizia l’ho sentita ieri mattina, per caso alla radio, mentre guidavo per andare al saggio del corso di teatro di Emma. Mi sembrava troppo assurda, troppo orrenda. Poi al telegiornale, a pranzo, dove innondavano la tragedia di paroloni, di retorica, di ipotesi. Ho spento, non potevo ascoltarle mi veniva da vomitare. Al pomeriggio ho visto in rete le immagini che Melissa, la ragazzina morta, aveva messo su facebook. Sono tutte uguali le foto delle adolescenti: in gruppo con le amiche sorridenti, con i capelli lunghi, i sorrisi meravigliosi, le smalto sulle unghie, i braccialetti, le converse e i jeans stretti. Come quelle di mia figlia, come quelle in cui clicca “mi piace”, come quelle delle sue oltre 500 amiche. Ho cominciato a singhiozzare davanti allo schermo.
Anita se n’è accorta e mi ha detto: “Mamma non guardare”
Poi ho pensato alla madre di questa ragazza. Alla mamma che tutte le mattine la salutava quando prendeva il pullman per andare a scuola. Anch’io saluto le mie figlie quando escono, presto, con la musica nelle orecchie, per prendere l’autobus verso la scuola. Mi sono domandata se anche lei scuotesse la testa se usciva vestita da inverno quand’è estate o da estate quando è inverno, ma stava zitta per non essere pesante. Se anche lei si arrabbiasse quando magari la ragazzina non trovava più l’abbonamento studenti. Se anche lei si prendeva un bacio frettoloso sulla porta di casa e la seguisse con lo sguardo pensando: “Come è bella, speriamo non le succeda niente”. Se anche a lei a metà mattina arrivassero degli sms: “Mamma, ho preso sette nella verifica”.
Non si può morire così a sedici anni per questo continuo a piangere e a pensare alla madre di quella ragazzina.

4 comments

  • E’ stato un pensiero che mi ha accompagnato per tutto il giorno ed anche ieri. Ho guardato a lungo mia figlia che ormai non è più adolescente, ma l’ho ricordata e mi manca anche ora il respiro. Non ho trovato le parole , grazie per averle trovate tu!

  • Titti

    very sad…

  • Non c’è niente da dire. Da insegnante, è uguale uguale.

  • che cosa orrenda. io nn riesco nemmeno a pensarci senza piangere, nn riesco nemmeno ad immaginarlo questo dolore. come è possibile che accada una cosa del genere? quanto bestie devono essere chi le pensa cosa del genere? ci ho pensato anche io alle cose che scrivi: l’abbonamento, i vestiti estivi d’inverno, il bacio frettoloso…sono tutti uguali questi ragazzini e io li sento tutti figli come i miei figli.