Hi guys!

E’ sempre aperto, a parte Natale e forse Pasqua.
Quindi ieri sera, domenica alle 19,30 quando Anita mi ha chiesto di andare, vedendo che non c’era fila siamo entrate.
Buio, musica a palla, profumo intossicante. Nel negozio di Abercrombie &Fitch è sempre notte.
Hi guys!”, ci ha apostrofato una commessa biondina con la mini-gonnina fiorata di ordinanza. Lo stile yankee è da contratto, poi dopo averci salutato ha continuato a parlare con il collega/modello/commesso:
“…sì, perchè minchia…però io…”

Siamo salite, abbiamo girato per le sale labirintiche. Abbiamo visto commessi obbligati a indossare i sandali infradito, (le uniche calzature che vende il negozio) anche ieri, giorno di bora a Trieste. Quelli sulla porta invece non si devono mettere la maglietta ma almeno ai piedi hanno le Converse.
Abbiamo guardato, ho preso in mano una felpa. Ho controllato il prezzo. Ho commentato: “Ah, però!”
Un commesso di fianco a me, ha sentito e mi ha risposto: “Ah, però, sì!”
L’ho guardato stupita, sorridendo. Forse era un dissidente, o forse uno che alle 19,45 ne aveva un po’ le scatole piene della griffe.
Emma dopo cinque minuti non ne poteva più e sbuffava. Anita invece era in fibrillazione. Siamo arrivate nella sala del salottino. Quella dove alla parete c’è una bacheca piena di fucili. Sembrava di stare a casa di Sarah Palin. Ma c’erano due poltrone vuote e così ci siamo stravaccate lì. Anita poteva frullare intorno e guardare tutto.
Era bello stare seduta lì, cercavo di non guardare i fucili che mi davano angoscia e concentrarmi invece sullo studio antropologico dei clienti. Molti adolescenti con genitori dalla faccia stravolta e scocciata, qualche bambino ipercinetico che correva, ragazzine ipereccitate che ridacchiavano e poi una gita di anziani (almeno dieci) quelli che di solito vanno sul pullman a vedere le pentole.

Le altre due poltrone del salottino erano occupate da un signore annoiato che smanettava con lo smartphone ed era parzialmente coperto di felpe e cardigan, di fronte aveva la figlia di circa 9 anni che saltellava e chiamava mamma. La suddetta è arrivata dopo un po’, ha buttato un altro cardigan sul marito, si è tolta quello che aveva addosso, ha smistato un po’ e alla fine ne ha indossato un altro che aveva in mano.
Poi ha cercato di attirare l’attenzione del suo sposo:
“Guarda ti piace? Come sto?”
“Mmmm…”, ha detto lui alzando a malavoglia lo sguardo dal telefono.
“Certo, non lo metto con questi jeans…”
“Mmmm…”
“Con i pantaloni blu e una canotta sotto”
Lui ha ripreso a guardare il telefono.
“Vabbè, li prendo tutti e due”
“Mmmmm…”
Poi si è alzato, con un’aria rassegnata e si è diretto verso la cassa.
Mentre la bambina, che aveva anche lei la sua pilina di felpe gli è saltata al collo, gridando:
“Dai papi paga che poi uscendo la facciamo la foto con il modello! La facciamo vero? Vero? Vero? Vero?”

22 comments

  • Aò teribileeeee!!!! (non mi viene altro da dire, sorry).
    Ciao Taomamma

  • stessa esperienza, in solitaria però, la scorsa settimana, ho messo piede per la prima volta in questo posto, che ormai a milano i ragazzini hanno solo le loro felpe e tshirt. cercavo un regalo per un compleanno, dove ho portato una felpa abercrombie a un bambino che ne indossava già una e ne ha ricevute altre 4 quel giorno 🙁 omologazione a go go.
    il negozio è buio che non vedi niente, musica a palla e una marea di bambini rompi… che si guardano allo specchio a 10 anni per chiedere alle loro mamme se sono fighi….

  • Ho mandato mio marito in Mission Abercrombie.
    L’intento era quello di individuare la sua taglia per eventualmente ordinare un giaccone sul loro sito outlet.
    “Allora, ha trovato la taglia?”
    “No, non ho proprio trovato i giacconi”
    “Come non li hai trovati! Potevi chiedere ai commessi”
    “Parlavano solo inglese”
    “?”
    “Mi hanno detto: Hi Sir”
    “Magari lavorando a Milano (ed essendo prob nati alla Bovisa) qualche parola di italiano la masticavano”
    “Si, dopo li ho ricercati, ma erano spariti tutti”
    “??”
    “Era buio, non si vedeva una cippa, una musica da far rincretinire, non vedevo i prezzi nè le taglie, ho mandato tutti af.. e son venuto via”

    Ecco come A&F ha definitivamente perduto un ottimo potenziale cliente, a vantaggio di Oviesse….
    🙂

  • Stefania

    …e dì la verità l’avete fatta anche voi la foto? vero? vero? vero? vero?
    Stefania mamma di Vittoria

  • lisa

    anche Marta mi ha pressato per questa gita… sono riuscita a prendere tempo e alla fine ha optato per Step Up in 3D! ma settimana prox. mi tocca di sicuro.. sigh!

  • Paura!!!!devo far leggere questo post a mio marito, così forse il nostro classico shopping di provincia non gli sembrerà più una condanna!!!Sapesse che tra 4 anni potrebbe portare la sua adoratta figlioletta a milano a far shopping e foto con i fighi gli verrebbe un colpo!!!!

  • No…vabbè! Io amo fare shopping. Ma questa situazione sarebbe stata troppo anche per me…quoto @Giulia.

  • Abitando nella città citata dal tuo post, a volte mi lamento di non trovare certe cose nei negozi. Ma di questo ammalliante e innovativo shop proprio non sento la mancanza…

    Postilla: avere un figlio maschio che odia lo shopping a volte è una fortuna… 😀

  • Oddio mi hai fatto ridere! Che tristezza questa ricerca ossessiva del trendy/alternativo/iperfashion/ ad ogni costo, anche calpestando la base di ogni buon commercio: la cura del cliente, per dirla come loro il Customer care
    Ciao!

  • LGO

    Il buio serve a non vedere quello che compri? Ah. Geniale.

  • Prima di una breve vacanza a N.Y., due anni fa, ignoravo totalmente l’esistenza di A&F. Ma, là, fui dapprima colpita dalle decine e decine di turisti con borse griffate della ‘maison’, quindi ci ‘imbattemmo’ nel negozio sulla V strada, con la lunga fila di chi attendeva il turno di entrare, i commessi fustacchioni sulla porta, la musica assordante…
    E l’ultima mattina di permanenza, andammo là anche noi, comperando due magliettine per due nipoti adolescenti, credendo che le destinatarie avrebbero fatto salti di gioia per cotanto regalo, ma probabilmente le ‘provinciali’ fanciulle erano anch’esse del tutto ignare del successo di tale marchio, perché non ebbero reazione alcuna, al di là di un ‘grazie’ di prammatica.

  • Tao
    dici bene. L’unica è prenderla sul ridere!
    Itmom
    Sai che ti ho proprio pensata ieri, telepaticamente e poi sono tornata e avevi messo un commento! Cmq sono contenta, si fa per dire, che anche tu abbia vissuto la stessa esperienza.
    Dani VS
    mi hai fatto morire! E’ vero sono così, completamente dementi, ballano, dicono “Hi!” e poi se chiedi qualcosa non sanno neppure aiutarti. anche Anita che è cmq nella stesso loro lunghezza d’onda, ha cominciato a odiarli.

  • Stefania
    che bello “rivederti” pensavo non mi leggessi più! La foto mi hanno chiesto, a me (!?!) se volevo farla ma ho detto “no thanks!” la prossima dirò sì e la posto 😀
    Lisa
    ti tocca, non scappi 🙂
    Giulia
    infatti dalle facce penso ci fossero un po’ di papà in infelice trasferta dalla provincia!
    Bismama
    adesso dovrebbero aprire anche la versione estiva di A&F (che è per i boscaioli) aspettiamo il megastore per i surfisti e mi sembra che novembre sia il mese ideale!
    Melanele
    L’avevo scritto proprio pensando a te, sono contenta che tua abbia colto!

  • La D.
    Per loro il customer care è la polaroid che ti offrono all’entrata e poi finisce lì,
    nice to meet you, anyway!
    LGO
    è come in un locale notturno: non vedi una cippa!
    Cautelosa
    tu sei stata previdente! Sei troppo avanti! Ora le tue nipoti saranno grate, e potranno tirarsela con i loro amici 😀
    Son soddisfazioni, eh?

  • Paura e delirio ad Abercrombie, una mia amica lavorava lì e nonostante i colleghi modelli è scappata a gambe levate!

  • Titti

    La prossima volta ti consiglio un giro anche nel nuovo negozio di Diesel in San Babila. C’è un dj figo che mette musica a palla…Abercrombie è stata l’ultima tappa sabato pomeriggio dopo l’esperienziale Replay (anche qui commessi con camicia a quadri aperta e musica alta), Footlocker (impossibile camminare e restare vestiti…), Diesel…sono tornata a casa nauseata e con un gran mal di testa e ho rimpianto Gusella!

  • Margot
    interessante testimonianza, voglio saperne di più!
    Titti
    hai fatto proprio un bel tour! E Disney per Bianca l’hai saltato?

  • Titti

    Bianca era esclusa dal tour…e poi secondo te Ludo sarebbe entrato da Disney?? Ormai ci sono dei negozi dove non si può mettere neanche dentro il naso…Disney è in cima alla lista, segue a distanza ravvicinata Benetton…

  • il marito di Dani VS mi ha fatto morire!!!

    eheh per fortuna Bimba ignora questo mondo e per quando crescerà ci saranno altre firme

  • Ho sbarrato gli occhi…. aiutatemi a riportarli in posizione normale, please! …e, stop….. non ho parole!….

  • extramamma

    Titti
    sai che hai ragione…anche anita odia Benetton…chissà perchè questi teen-ager ce l’hanno tanto con questo brand. Forse ricorda loro di quand’erano piccoli?
    Agrimonia
    e anche altra musica a palla, spero 😀
    Beta
    vieni a Milano che ci facciamo un giro assieme!!! Con DaniVS e suo marito sarebbe divertente!

  • 9 anni??? nove????? ussignuur!
    cmq faccio bene a evitare di entrare ogni volta che passo davanti anche se lavoro a 200 metri da A&F, si sa mai che mi contagio, da certe malattie bisogna stare alla larga!!