Scusa se ti chiamo amore

L’altro giorno dovevo pagare la mensa scolastica con un bollettino postale.
Allora sono andata all’ufficio postale vicino alla scuola elementare di Emma, anzichè al solito ufficio vicino a casa.
Non c’era fila. Mi avvicino allo sportello dove c’era una bella ragazza mora sui trent’anni.
Le passo i bollettini.
Le mi guarda e dice: “Vuoi usare il bancomat, amore?”
“??????”
Diventa paonazza: “Mi scusi!”
Poi rivolta alle colleghe: “Ho chiamato amore la signora, non sono cosa mi sia preso!”
“Per me va bene, ma se lo dice a un ragazzo magari si monta la testa”, le rispondo per rassicurarla.
E penso che non è vero che gli impiegati pubblici sono sempre scortesi!
Intanto lei dall’imbarazzo ha accartocciato tutti i bollettini nella macchina e deve rifare da capo l’operazione.
C’è ancora tempo per un po’ di conversazione.
“Comunque qui intorno non mi sembra che ci siano dei gran bei ragazzi, quindi è meglio che faccia attenzione”
“E’ vero, è vero…” conferma lei che finalmente mi ha chiesto di digitare il PIN.
Poi mi passa le ricevute: “Tutto a posto!”
Allora la ringrazio, le sorrido e le dico: “Arrivederci, tesoro!”