Una bella serata ventosa

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Ok, arrivo tardi.
Il giorno dopo, il day after, è passato da un pezzo.
C’è già stato infatti anche lo spazio per le polemiche e la dietrologia.
Mi dispiace se lo share della serata su RAI3 non sia stato all’altezza delle aspettative degli organizzatori ma nella mia esperienza personale è stata veramente una bella serata, ricca di entusiasmo e partecipazione. Quasi commovente, considerato l’argomento trattato.
Erano libri. Non calcio e gnocca, le grandi passioni italiane.
Conoscere i miei compagni di avventura è stata una boccata di aria fresca (metafora scelta anche perchè in piazzetta tirava una tramontana della miseria).
Ero la più vecchia, (non solo di blog) la più cinica e la più pettegola. Non avevo ancora finito la birra, che ha annaffiato la nostra frugale cena, che già raccontavo intrighi del dorato mondo dell’editoria: quella ha pubblicato perchè va a letto con YYX, quell’altra invece… e blah blah…
Ma i ragazzi sono stati carini. Non mi hanno detto: “zitta acida babbiona!”, anzi mi hanno sopportato e supportato con grazia!
Eravamo parcheggiati sotto il palco, sul quale si alternavano ospiti più o meno famosi. Tutti però innamorati della letteratura, arrivavano con un libro in mano e leggevano il loro passaggio del cuore.
I collegamenti con la famosa trasmissione Rai dovevano essere tre invece ne sono saltati due, però nessuno sembrava preoccuparsene. Era un vero evento di piazza: con tanta gente (grandi, piccoli, alti, bassi, giovani, vecchi, truzzi e intellettuali) che si divertiva.
E congelava anche un po’. Un po’ tanto.
(unico neo della serata live)
Ho twittato a più non posso e ringrazio chi mi ha seguito, commentato e ha ampliato la conversazione. Ho raccontato di Giacomo (di Aldo e Giovanni) che mi ha un po’ deluso perchè ha affermato di non credere nel digitale, Gherardo Colombo ha detto che il suo libro del cuore è I fratelli Karamazov e il capitolo preferito Il grande inquisitore, l’ha letto e deciso cosa fare nella vita. Gianni Biondillo ha svelato che il suo amore per i libri è nato a nove anni nella biblioteca di Quarto Oggiaro, dove c’era un’edizione di Ventimila leghe sotto i mari con la copertina così bella che non ha resistito e l’ha rubata! Poi ho avuto la conferma he twitter è uno strumento molto efficace e democratico.
(No, non ho twittato con Dolce & Gabbana!)
Avevo scritto che il regista Ferzan Ozpetek è un grande fan dei libri di Elena Ferrante e ha divorato tutta la serie de L’amica geniale in quattro giorni. Poi ho capito di essermi sbagliata quando lo stesso Ozpetek mi ha risposto chiarendo che no, li aveva letti in un mese. E la mia amica invece si è twittata con Selvaggia Lucarelli di cui avevo commentato i sandali 🙂

Uso e abuso di twitter


Prendo spunto da questo post per togliermi anch’io un sassolino dalla scarpa…dalla scarpa di twitter.
Ho un account da più di due anni ma solo da quest’estate twitto con regolarità. E anche un certo divertimento, twitter mi piace di più di FB. Dare un messaggio, conciso in soli 140 caratteri è un po’ una sfida, ci vuole un certo allenamento come quando in redazione si fanno titoli, sommari e occhielli e si deve dire tutto solo in quelle battute.
E non si può assolutamente sgarrare. Questo è uno dei lati migliori di twitter: la sintesi.
Un altro aspetto positivo di questo social network è che si possono avere le notizie in tempo record, è come leggere i titoli dei quotidiani e in un attimo si può essere dentrissimo alla notizia, al centro del mondo.
Poi tra i miei preferiti ci sono i twit ironici, quelli che in 2 righe riescono a dire una cosa vera e anche buffa. Sopporto e a volte apprezzo anche i pensieri, le proteste, i sogni.
Mentre quello che non riesco a reggere e il dark side, il lato meno nobile e più molesto, l’overdose di comunicazioni, diciamo confidenziali, che vengono vomitate senza vergogna da tutti su tutto.
All’inizio erano i vip, le celebrities, da Obama in giù, che twittavano per la gioia dei fan dicendo: “vado qui, vado lì”, “sono nel tal posto”, guardate la mia foto “passo l’aspirapolvere come una persona normale”, adesso c’è gente che ha copiato e scrive “ho buttato la pasta”, “mio figlio ha il raffeddore”, “ho un brufolo sul naso”, “sono seduto sul water”, un chissenefrega globale e transoceanico. Se fosse qualcosa di epico come “mi è spuntato il terzo braccio” potrei ancora aver voglia di condividere ma la banalità più bieca mi irrita molto.
Insopportabili sono poi gli adepti di “foursquare”, una boiata che serve a pubblicizzare locali, comunicando “agli amici” dove ci si trova.
Anche qui tutto è iniziato ad un livello un po’ più alto (locali alla moda, persone famose) adesso siamo scesi fino a tweet di questo tipo: “sono alla pizzeria Caccolina a Piattola al mare” e nessuno, proprio nessuno, credo che leggendolo pensi “WOW!”