Come salvarsi la pelle

Questo è il mese della prevenzione contro il tumore al seno: la campagna della Lilt cerca di sensibilizzare tutte le donne per convincerle a fare visite di controllo. Questi check-up, certo noiosi e anche un po’ angoscianti, sono però importantissimi.

Schivarli non è mai una buona idea.
Posso testimoniarlo di persona.
Non per un caso di tumore al seno ma per uno al collo dell’utero.
Se non avessi creduto nella prevenzione oggi non sarei qui a raccontarlo.
Avevo trent’anni e stavo benissimo.
Sono andata alla ASL a fare un pap-test perchè quando abitavo a Londra ne avevo già fatto uno, copiando le mie amiche che lo facevano. Mi hanno telefonato per dirmi che volevano vedere meglio. Ho fatto allora una colposcopia, che è un esame più approfondito. Poi qualche altre controllo, tutti gli esami davano lo stesso esito. Sul mio collo dell’utero c’erano cellule cancerogene. Non volevo crederci, ma era vero. Mi hanno operato, mi hanno tolto una fettina di utero.

Mi hanno detto che se poi avessi voluto figli avrei dovuto fare il cerchiaggio.
Piangevo ma pensavo che figli non ne volevo. L’operazione è andata bene, si chiamava CIN3.

Quando vado da un nuovo medico lo dico e dopo mi guardano con più rispetto come se fossi stata in Vietnam.
Ho fatto tutti i controlli, per tanto tempo.
Prima più ravvicinati poi meno.
Quando finalmente ho deciso di diventare mamma, dopo molte riflessioni, non ho fatto il cerchiaggio e infatti ho avuto due gravidanze a rischio e sono stata in ospedale.

Ma alla fine le bambine sono nate e sono diventata extramamma.

Per darvi il colpo di grazia racconto anche che in questi anni ho visto due mamme della scuola morire di tumore al seno.

Quindi niente scherzi, vigliaccheria o pigrizia. Fatevi controllare senza troppe pippe.