Merda d’artista?

Due sere fa Sant’ e io siamo stati al cinema a vedere Tree of life il film che è stato premiato all’ultimo festival di Cannes.
Avevo molta voglia di vederlo anche se avevo letto che al cinema Lumiere di Bologna era stato proiettato per dieci giorni al contrario, il secondo tempo e poi il primo, e nessuno se ne era accorto.
Insomma un film enigmatico. Poi ho letto questo post. Sono andata quindi consapevole che si trattasse di un film difficile., ma per una che non ha mai visto cinepanettoni (piuttosto la morte), che si è sciroppata per anni film coreani, ungheresi, cileni e iraniani la sfida sembrava appetibile.
Eco come è andata…
Il messaggio del regista: voi siete un puntino nell’universo ogni vostra emozione/gioia/dolore è solo una caccola nell’evoluzione del mondo.
Ha ragione ma non è il caso di infierire.
E invece lui ha infierito di brutto. In una famiglia americana dove un Brat Pitt, parecchio imbolsito, era un papà severissimo. Ci sono tre figli maschi, a diciannove anni ne muore uno.
Dolore, disperazione e sensi di colpa. La mamma è pallida e boccheggia troppo spesso.
E avanti e indietro con i flash back, con i primi piani sulle fronde degli alberi, con immagini da documentario sull’evoluzione. Per mezz’ora, solo nel primo tempo, immagini bellissime e lunghissime di tsunami, feti, vulcani, alba boreale, e anche piccoli dinosauri.
Le bestiole preistoriche sono apparse a circa quaranta minuti dall’inizio, eravamo già provatissimi.
Sant’ mi ha detto sottovoce guardando il piccolo Apatosaurus che muoveva i primi passi:
“Questo fa una brutta fine”
“Avrebbe dovuto farla il regista”, ho risposto perchè ero già incattivita dalla noia.
Allora Sant’, felice, ha colto la palla al balzo: “Andiamo via”
Eravamo nel cinema parrocchiale di zona e temevo che le porte si riaprissero solo alla fine del primo tempo.
“Non credo che possiamo, deve essere chiuso”
“Sfondiamo?”
“Aspettiamo ancora un po’ dai, magari migliora”
Speranza vana, sullo schermo sono continuate ad apparire immagini a random, un po’ Piero Angela un po’ vita domestica anni ’50. Tanti alberi ripresi dal basso. Le guancione di Brad Pitt sempre più inquietanti. Sean Penn con occhiaie profonde.
“Vado a vedere se si riesce a uscire, poi ti vengo a chiamare”
“Ok, tengo le dita incrociate”
“Vieni, è aperto!”
“Freedoooom!”
Siamo corsi fuori sollevati e altre due coppie sconosciute ci hanno imitato.

Ieri ho parlato con una mia amica che è risucita a resistere fino alla fine (suo marito si è addormentato quasi subito e perciò ha retto tutto il film). Mi ha raccontato che il secondo tempo era uguale al primo. Abbiamo convenuto che il regista (filosofo) è un gran presuntuoso e il film può classificarsi sotto questa voce.