Lola à la plage

Abbiamo portato Lola al mare ed è andata così…

Ci siamo strategicamente posizionate alla fine dell’ansa della spiaggia al confine con la scuola di vela. Sembrava un posto tranquillo, un po’ isolato, ricco di ombra. Infatti Lola è stata fatta accomodare sotto la scafo di un… (catamarano? barchetta? pattino?) di una piccola imbarcazione parcheggiata forse da tempo immemorabile. Insomma una bella, invidiabile cuccia marina.

A fianco aveva la sua ciotola d’acqua, era tardo pomeriggio, soffiava una piacevole brezza e tutto sembrava perfetto.

Mi sono immersa nel mio giallo da spiaggia e ho assaporato il rilassante ozio vacanziero: sole, mare e abbronzatura.

Poi a un certo punto un po’ angosciata dalle ripetute nefandezze del serial killer, protagonista del mio romanzo, ho alzato lo sguardo verso l’orizzonte. Così ho potuto ammirare la piccola flotta dei ragazzi della scuola di vela che, a fine lezione, tornava a riva. Sull’imbarcazione ammiraglia, dove stavano gli istruttori c’era un bellissimo e altero cane polena. Un pastore australiano.
“Che bello! Che meraviglia di cane alfa!”

Eravamo veramente ammirate, e ovviamente abbiamo pensato che quel fichissimo cane fosse altamente instagrammabile. Così ho perso di vista un attimo l’equipaggio per cercare nella borsa il telefono e paparazzarlo.

E’ stato un attimo ma è successo di tutto.

Il cane Alfa appena sbarcato ha annusato l’intrusa: Lola!

Come si permetteva di sostare nella sua spiaggia?

Come una furia ha zampato verso di noi per farci capire di chi fosse il territorio.

Mentre ancora lo cercavo all’orizzone, come capitano della sua barchetta, l’australiano Alfa rovesciava la ciotola, zampava sabbia sulle nostre stuoie, tentava di pisciare sul nostro guinzaglio, abbaiava e rincorreva Lola.

Ma soprattutto suscitava l’emulazione di un altro cucciolo del suo branco, un simpatico meticcio bianco che non era polena e quindi in barca doveva stare schiscio e umilmente seduto all’interno dello scafo. Un cane più giovane e insicuro che, vendendo Alfa comportarsi così da bullo, cercava di imitarlo.

Insomma l’inferno.

Lola che ha oramai una certa età (9 anni-il tempo vola!) ed è anche un po’ milf e ancora sicura del suo fascino, non si è lasciata impressionare. Gli ha abbaiato e ringhiato dietro.

Alfa non voleva sentire ragioni, infatti ha detto: “Qui è mio e comando io!” e cominciato ad alzare compulsivamente la zampa su tutto quello che era posato sulla spiaggia nel raggio di 50 metri. Anche sullo zaino di un ignaro bagnante che si era allontanato un attimo per prendere un gelato.

Trova la tua dog beach

Anche se l’esercito dei proprietari di cani, in Italia, è arrivato a sette milioni di padroni felici (secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark 2017), nei mesi estivi nella maggior parte dei lidi è vietato portare cani sulle spiagge. Tuttavia, grazie a una crescente sensibilità nei confronti dei nostri amici, sono sempre di più le spiagge che si attrezzano per diventare “a misura di cane”.

Riporto uno studio di Volagratis.com che ha preso in considerazione alcune delle mete più gettonate dell’estate italiana, identificando alcuni bagni che possono essere considerati a tutti gli effetti “pet-friendly”.

EMILIA ROMAGNA

Con la sua Riviera, l’Emilia Romagna è una delle mete estive più frequentate. Già rinomata per essere a misura di famiglia e di bambini, la Regione è all’avanguardia anche per quanto riguarda gli amici animali con oltre 30 bagni attrezzati, tra strutture private e spiagge libere. In tutta la regione non è concesso agli animali di fare il bagno, ma da Rimini a Riccione, da Cesenatico a Ravenna, sono molteplici i servizi in spiaggia a disposizione degli animali: aree dedicate, veterinario, educatori cinofili tra gli altri. In particolare, si distinguono: la Dog Beach del Bagno81 di Rimini, il Bagno Corallo di Cesenatico e Beach 33 di Rimini.

TOSCANA – SPIAGGE LIBERE

Anche la Toscana è tra le Regioni con più spiagge dog friendly. La provincia con più spiagge per cani è quella di Livorno, seguono la provincia di Grosseto e le province di Pisa e di Lucca. Ecco un elenco di spiagge libere dove i cani possono fare il bagno tutto il giorno a patto che siano al guinzaglio e che il padrone sia munito di secchiello e paletta. C’è la spiaggia di Capocavallo, Cecina, la spiaggia nella zona compresa tra la Chiesina di San Cerbone e il pontile del porticciolo, Golfo di Baratti. Poi la spiaggia comunale di Felciaio, Isola d’Elba e quella di Torre del Lago Fraz. Torre del lago Puccini 55049 Viareggio.

Nelle altre regioni più gettonate in estate, ecco le spiagge più ‘a misura di animali’:

LIGURIA – Baba Beach, Alassio.

SARDEGNA – Tilliguerta Dog Beach, Cagliari.

PUGLIA – Santos Bau Bau Beach, Torre Canne Fasano Brindisi.

 SICILIA

Con le sue innumerevoli spiagge da sogno è purtroppo in fondo alla classifica italiana per quanto riguarda l’accoglienza dei pet. Tuttavia, a Catania è possibile trovare una vera “dog beach”, al Lido Azzurro, dove i cani potranno correre liberi dentro il parco giochi e fare il bagno in acqua, ovviamente sotto la responsabilità del padrone, e dove è disponibile anche un servizio di “dog sitting” per i padroni che vorranno lasciare il proprio cane (per mezza giornata). La Bau Bau Beach di Priolo, in provincia di Siracusa, offre anche percorso di “agility” per mantenerli in forma e farli giocare, mentre la splendida Vulcano, presso il Lido sabbie nere e acque calde, permette anche ai cani di fare il bagno godendosi l’acqua fresca e cristallina.

Cani e bambini à la plage


Lola ha visto il mare per la prima volta. Poteva farne a meno, non l’ha apprezzato per niente. Anzi le onde le mettevaqno fifa. Tra i suoi numerosi e diversificati antenati senz’altro non c’è un terranova. E invece al mare (in Francia) è pieno di cani di mare. Ce n’era uno che giocava a palla sulla battigia, un altro che saliva e scendeva da una di quelle tavole da surf con cui fanno (di solito) il bagno i bambini.

Poi c’era un labrador nero, marinaio nel dna, che stava su uno yacht e giocava con un vero pezzo di corda da barca, mentre Lola ha la stessa corda taroccata da mordicchiare, quella made in China, quella finta e colorata che vendono nei pet shop.


A Lola la gita al mare non è piaciuta, era anche un po’ nervosa e guardinga quando stava sotto il tavolino di un bar dove andavamo a bere perchè c’era l’wi-fi.

Lola comunque ha schivato la convivenza forzata in spiaggia. Anzi ne ha approffittato per sgarrare tutte le regole e aspettarci sdraiata al mio posto sul letto, l’impronta delle sue zampette sul lenzuolo candido l’hanno tradita.
In spiaggia c’era una famigliola composta da papà, mamma e due bambine. La più grande avrà avuto cinque anni. Non andavano per nulla d’accordo. La grande in particolare era particolarmente violenta con la sorellina. Ad ogni contrarietà cercava di menarla aiutandosi anche con paletta e rastrello. La mamma allora interveniva, le separava e mandava la primogenita violenta in castigo. Il luogo di questo esilio punitivo era un palo, situato in un angolo un po’ lontano alla fine della spiaggia. La colpevole doveva stare lì a espiare le colpe. Faccina rivolta verso il palo.
Dopo pochi minuti cercava di tornare tra i “buoni” e cominciava a girarsi per capire come buttava.
Ma la mamma la nasava subito e le urlava: “Guarda il palo! Non girarti!”
E’ successo diverse volte. La piccola doveva continuare a sopportare la simbiosi con il palo.
Se da grande diventerà ballerina di lap-dance non sarà una scelta sorprendente.