Festa della mamma: il fake


C’era un profumo che mi piaceva moltissimo. L’ho suggerito come regalo per la festa della mamma. Ho saputo che questo mio desiderio in famiglia era stato esaudito e allora contavo i giorni che mancavano alla magica ricorrenza. Prima arrivava e prima avevo il profumo. Nei giornali c’erano gran pubblicità di regali per la mamma, di solito è la prima domenica di maggio e quindi ero sicura: sarebbe stato oggi il giorno X.
Figlie e marito si sono fidati ciecamente.
Ieri sera prima di andare a letto ho guardato l’orologio: 12,10. Evviva!
Era gà festa, l’ho comunicato ai miei cari e ho chiesto i regali. Mi è arrivato subito il profumo (buonissimo) e poi la vera sorpresa, la bacheca che vedete nella foto sopra.
Quando l’ho vista piena di cuori e frasi pensavo fossero bigliettini che Anita ed Emma avessero scritto per me. Poi ho cominciato a leggere ho sgranato gli occhi: era una raccolta di messaggi che avevo lasciato a loro negli ultimi due anni. Comunicazioni del tipo: metti via le mutande, proibito giocare al computer, svuota la lavastoviglie, condite anche con baci, carta ritagliata a forma di cuore e frasi scherzose. Per una botta di cultura ce n’è anche una in latino per Anita che fa il classico (l’avevo copiata).
Le ragazze le hanno raccolte dicendomi che era un peccato buttarle visto che avevo fatto anche disegni, usato i pennarelli e ritagliato cartoncini. Le hanno conservate per premiare la mia buona volontà nello sgridare e fare i lavoretti allo stesso tempo.
Mi hanno anche detto che come mamma vado bene. Mi sono addormentata felice e avvolta in una nuvola di profumo alla rosa. Nella beatitudine ho anche sognato che parlavo francese e tutti mi capivano.
Stamattina ho scoperto che non è la festa della mamma.
Sarà solo la prossima settimana, porcavacca.
Allora ho chiesto a Sant’: “E per la vera festa della mamma, festeggiamo?”
Lui ha sorriso e scosso la testa. “Te la sei fumata!”

Un dinosauro in garage

Due anni fa avevo scritto questo .
Tanto per garantirvi la veridicità dei post oggi, venerdì ho trovato qui un’articolo sull’autore del mostro nel garage.

E vabbè che a casa mia succedono sempre cose strane ma almeno questo alza decisamente il livello del vicinato. Due anni fa non sapevo con chi avevo a che fare!
Il bravissimo paleo-illustratore è il figlio della signora che abita di sopra e aveva usato il garage come laboratorio.

Si parte!


Per celebrare degnamente i dieci anni di Emma, ce l’abbiamo messa tutta: ho copiato l’idea da Natalia e ho fatto downshifting per addattarla alle mie capacità culinarie. Anita ha abbracciato l’idea, cospirando con me nella sorpresa e ricoprendo la Lego-torta di glassa.
Il risultato finale ha rialzato la mia autostima come cuoca, dopo i recenti flop di cui ben sapete.
Emma era felicissima, lei è ossessionata dai mattoncini Lego. Quando rimaniamo sole in una situazione un po’ intima, come nel lettone, le brillano gli occhi mentre mi chiede: “Mamma, di cosa parliamo? Di Lego?”
Quando ha visto la torta era troppo felice.
E domani per festeggiare io e lei ce ne andiamo a Legoland, a Billund in Danimarca.
Un weekend lungo nel mondo di Lego, sarò off-line, mi disintossicherò dalla rete e mi immergerò nei mattoncini.