Latin lover


Bellissima questa commedia di Cristina Comencini, tutta la femminile con dialoghi spumeggianti, intelligenti e mai volgari. Riesce a far sorridere sempre e a coinvolgere fino all’ultimo colpo di scena.
La trama è semplice ma il risultato notevole.
A dieci anni dalla morte, la famiglia allargata di un attore affascinante e sciupafemmine, lo ricorda con una grande commemorazione nella bellissima villa di famiglia. Alla riunione partecipano le mogli e le numerose figlie, tutte di nazionalità diversa. C’è l’italiana, la spagnola, la francese, la svedese e anche l’americana. Perchè come vuole la tradizione dei grandi latin lover nostrani (vedi Gassman e Mastroianni) non era certo il confine italiano a restringere il campo d’azione. In questa rimpatriata ne succedono di tutti i colori perchè invidie, competizioni e idiosincrasie fra le donne della famiglia non si sono mai placate. Si scoprono segreti e tradimenti e dopo questa celebrazione la vita non sarà più la stessa per nessuna.
In un cast di attrici straordinarie, questo è l’ultimo film di Virna Lisi, (qui ancora bellissima) spiccano Angela Finocchiaro e Valeria Bruni Tedeschi. Ma la mia preferita è stata la sorella spagnola, interpretata da Candela Peña, la più sottosopra di tutte per colpa di un profumo: Eau Savage di Christian Dior. E sono stata contentissima, perchè è veramente una fragranza pericolosa, la stessa che avevo scelto per l’incipit di Affari d’amore!

E sono 12!


Oggi è il compleanno di Emma. Volevo fare una torta con i superfiocchi come questa e anche questa, ma dopo essermi consultata con l’esperta, Anita, ho capito che per riuscire in un tale impresa dovevo procurarmi i coloranti alimentari in gel e li vendono solo in un negozio che non sarei mai riuscita a raggiungere in tempo per prepararla.
Così abbiamo ripiegato su un progetto meno laborioso (io ho solo fatto la torta con la busta!!!), Anita ieri sera ha abbellito il tutto con la glassa fatta di coloranti liquidi, gli zuccherini, le lettere, numeri in cioccolato e la pasta di mandorle, tutti ingredienti che ho trovato al super vicino a casa. Per la sorella, Anita è stata alzata fino a tardi a creare e decorare, le ha fatto anche l’unicorno !

Poi l’ingratitudine di Emma ha avuto un picco: mentre sua sorella stanchissima terminava i compiti, tralasciati per finire la torta, è andata anche a romperle le scatole con qualche richiesta assurda. Anita le ha risposto male e lei se l’è presa. Poi oggi ci sarà un nuovo round di battibecchi e così via da dodici anni (vabbè facciamo undici perchè il primo anno Emma non parlava!). Questa è la vita fra sorelle.

P.S. Avevo in mente un alro post, molto più interessante e ben scritto, ma ho questi ragazzini in casa, fanno un rumore terribile e non riesco a concentrarmi. Adesso li porto al cinema!

Dieci anni

Domani la piccola Emma compirà dieci anni.
Alla faccia di tutte le psicologhe e i pedagogisti del mondo, a costo di inibirne la crescita, la chiamo ancora “il mio bebè” e lei sembra contenta.
Emma è migliorata molto nell’ultimo periodo. Per essere una che per anni si è svegliata dicendo: “Non potevate…” per lamentarsi a 360° di qualsiasi cosa pensava che avessimo fatto mentre lei dormiva.
Invece di “Ciao”, come prima parola diceva “non potevate“. Un imperfetto in seconda plurale che manifestava gelosia e insofferenza verso Anita ma usato universalmente per protestare sempre e comunque.
Convinta che qualcuno tramasse contro di lei.
Non potevate fare colazione senza di me…Non potevate toccare quel gioco che è mio…Non potevate guardare quel cartone…”
Ora invece da un paio di anni è proprio brava e molto meno rompiscatole.
Va abbastanza d’accordo con sua sorella e proprio l’altro giorno ha cominciato a produrre un carnet di buoni che regalerà ad Anita per la festa delle sorelle. Una ricorrenza che ancora sul calendario non esiste, ma le mie figlie in un anelito di amore “sorellico” hanno deciso di istituire (data ancora in fase di definizione).
I buoni sono ad esempio “computer senza rotture”: se Anita lo gioca, Emma si impegna a lasciarla in pace mentre è al computer…”fatti rifare il letto by Emma” e così via.
C’è solo un settore dove questo angelo decenne è ancora più o meno ferma allo svezzamento.
Nel bon ton a tavola. Continua a comportarsi come un petit cochon. E se i RIS venissero a casa mia troverebbero unte e appiccicose impronte digitali ovunque. Emma lo sa ma se ne frega.
Ieri sera ero con Anita in camera a confabulare per organizzare una sorpresa per il compleanno di Emma, quando sentiamo un inquietante fragore di bottiglie provenire dalla cucina (un po’ di tempo fa abbiamo comprato la macchina per depurare l’acqua del rubinetto e adesso a tavola usiamo bottiglie di vetro che piene sono piuttosto pesanti da versare).
“Emma cosa hai fatto?”, urlo preoccupata.
“Niente!”
“Come niente?”
“Ho preso la bottiglia e l’ho un po’ sporcata!”
“Di cosa?”
“Di mano!”

S.O.S adolescenza

Domenica mattina. Come altre volte mi sveglio nella casa silenziosa. Tutti dormono. Vado in cucina quatta quatta e mi preparo la colazione; pregusto una libidinosa e solitaria lettura dei giornali (in arretrato). Sto per sedermi con il quotidiano già aperto davanti alla tazza del cappuccino spolverato alla cannella, quando in cucina arriva Emma.
“Ciao, mi sono svegliata così ti faccio compagnia”
Mi alzo, reprimo un porcavacca di ingratitudine, e preparo la colazione anche a lei.
Mi risiedo, Emma mi guarda e dice:
“Vuoi sapere come si dividono gli adolescenti?”
“???”
“Prima ci sono i tredicenni che non sono grandi ma nemmeno piccoli e cominciano a dare fastidio”
La guardo interrogativa e lei continua:
“Poi ci sono quelli tra i quattordici e i diciotto anni che sono sempre arrabbiati e musoni”
Mi chiedo se mia figlia sia posseduta dallo spirito di Pietropolli Charmet, lo psicologo più famoso esperto in problematiche sui teen-agers. Poi mi viene in mente che sulla mia scrivania avevo lasciato un ritaglio su un libro che voglio comprare che parla dell’evoluzione del cervello degli adolescenti.
“Hai letto queste cose sul ritaglio?”
“No, lì non si capiva niente…queste cose le so io…poi dopo a diciotto anni diventi adulto e forse normale”
Continuo a guardarla senza dire niente. Allora lei continua:
“Ma una volta non era così…”
Allora capisco, vuole compiacermi. Pensa che sia una babbiona, tipo nonno Simpson, che anela i bei tempi andati?
“Grazie Emma dell’analisi, ma è sempre stato così…io ero anche peggio”
Sembra un pochino delusa, ma neanche troppo. Affonda il cucchiaio nei Chocopops e inizia a mangiare.
In questo periodo Emma vive un momento di particolare successo in famiglia, dopo lunghi anni in cui è stata considerata (giustamente) la rompiballe, ora è diventata una piccola saggia, ragionevole e disponibile.
La nuova situazione di prestigio le piace e cavalca l’onda. Se può mietere consensi ci dà dentro. E soprattutto se può provare che anche i libri, o i ritagli, sostengono nero-su-bianco che chi dà veramente fastidio, tra noi, è sua sorella maggiore perchè è un’adolescente, (ufficialmente da una settimana, da quando ha compiuto tredici anni) è contenta.
Insomma anche lei fa la sua piccola campagna elettorale.