Corriamo per una causa importante

Continuo a correre e per farlo meglio ho scoperto tutti i trucchi. E gli errori da non fare. Li ho imparati anche se la mia app, appena il discorso si fa interessante, tipo : “…e poi se vuoi allenarti meglio, avere più energia e anche perdere peso dovresti mangiare più…mi fa abboccare e poi quando clicco su continua a leggere mi manda a una pagina che dice che, appunto, per continuare a leggere è necessario un upgrade. Vale a dire passare alla versione “pro” dell’app, ovviamente a pagamento!

Così mi sono ingeniata e diabolicamente le info sono riuscita e procurarmele altrove. E se proprio voglio “spendere” preferisco farlo per una causa importante. Come, ad esempio, partecipando la corsa benefica MovemenRun che si svolgerà domenica 19 novembre a Milano ai Giardini Montanelli. Questa manifestazione che è una corsa ma può essere anche una camminata, di 5km a cui possono partecipare tutti, bambini compresi, attraverso i giardini di Porta Venezia è organizzata dalla LILT per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione del cancro alla prostata, il carcinoma maschile più diffuso.

Due sono le armi fondamentali a nostra disposizione per combatterlo: un corretto stile di vita, che includa ovviamente anche l’esercizio fisico e la prevenzione.

So per esperienza personale quanto quest’ultima sia importante (mi è servita per schivare due tumori!) e quindi sostengo in pieno questa iniziativa. Novembre è il mese della prevenzione del tumore alla prostata in tutti gli ambulatori LILT è possibile sottoporsi a un controllo gratuito.

Correre rende felici, la produzione di endorfine regala un grande benessere. La fatica del movimento fisico aiuta a scaricare le tensioni. Se inizio a correre di cattivo umore, chilometro dopo chilometro mi rilasso e come per magia produco pensieri positivi. Sperimento una botta di euforia che, a fine allenamento mi stampa un’espressione stravolta ma raggiante.

E questa volta sono ancora più contenta di poter unire il mio egoistico benessere a un progetto così importante. Venite anche voi a correre: tutte le informazioni su iscrizione e modalità di partecipazione si trovano qui.

#timeout contro la violenza alle donne

Sono oltre 6 milioni le donne vittime di violenza in Italia. Ma non sono le sole. Molte di queste donne sono madri e a subire le violenze sono spesso anche i loro figli: in 2 casi su 3 i bambini vedono la violenza.

Questi bambini portano i segni di quanto hanno vissuto per sempre e hanno più probabilità di infliggere o accettare violenza una volta adulti. Loro malgrado sono vittime di un orribile circolo vizioso, le bambine diventeranno donne che sopporteranno un partner violento e i maschietti avranno nel loro comportamento la pesante eredità paterna.

È urgente e necessario intervenire. WeWorld Onlus, ONG italiana che opera per contrastare la violenza sulle donne con azioni di prevenzione, sensibilizzazione e lavoro sul campo. #timeout è l’hashtag della campagna nata per proteggere le donne e i loro bambini perchè non c’è più il tempo di procastinare un’azione di aiuto.

È possibile fare una donazione (2€ via sms o 5€ o 10€ chiamando da rete fissa) per fermare la violenza al numero solidale 45543, attivo fino al 19 marzo, giorno della Festa del Papà.

I fondi raccolti attraverso gli sms e le chiamate al 45543 serviranno a sostenere gli sportelli SOStegno Donna, aperti 24h 7 giorni su 7 all’interno dei Pronto Soccorso degli ospedali di Roma e Trieste per intercettare le donne vittime di violenza e dare loro un aiuto immediato, e gli Spazi Donna WeWorld, centri aperti alle donne, presenti a Roma, Napoli e Palermo, nei quartieri dove la violenza è talmente diffusa da non essere riconosciuta nemmeno dalle vittime. Qui oltre alle donne sono accolti i bambini cresciuti in situazioni difficili, che attraverso il gioco imparano che la violenza non è l’unica vita possibile.

Per aiutare oltre il Natale

I cartoni animati sono una grande passione dei più piccoli, che li guardano incantati per ore e ore, ma ci sono anche bambini sfortunati (sordi, ipovedenti, autistici) che non possono fruire di questo passatempo proprio a causa del loro handicap.
Ora per aiutarli è nato questo progetto, che attraverso una grafica speciale ha come obbiettivo quello di rendere accessibile i cartoni animati anche a questi bambini. Per realizzarlo è stata allestita una raccolta di fondi (a partire da pochi euro) che permetterà di rendere questo primo cartone animato ambientato nel MagiRegno e con i personaggi degli Zampa veramente accessibile a tutti i più piccoli.
Questo progetto è finalizzato soprattutto all’inclusione: bambini con abilità diverse potranno “guardare” un cartone con gli altri, potranno “parlare” e condividere le emozioni e le avventure dei loro beniamini.
La formula prevede che gli episodi siano accessibili ai bambini sordi (attraverso la presenza dell’interprete LIS e dei sottotitoli), ai bambini ciechi e ipovedenti (grazie alla presenza di scene con descrizione sonora e ad una grafica adatta), ai bambini autistici (grazie a disegni semplici ma non banali, con poche sfumature e a poche variazioni di tono nei dialoghi e nei sottofondi sonori).

Anch’io quest’anno ho cominciato a fare qualcosa di concreto per aiutare: ho appena iniziato a fare la volontaria alla clinica pediatrica De Marchi, in centro a Milano. Mi sono comprata un bel camice bianco e in sala d’aspetto al Pronto Soccorso cerco di aiutare i genitori e i bambini che aspettano di essere visitati. Leggo storie, gioco con i cubetti, faccio puzzle e disegni. Molti sono stranieri: arrivano al Pronto Soccorso perchè non hanno i soldi per un pediatra privato e quelli dalla ASL non sempre quasi mai sono reperibili al telefono. Dopo i primi errori, ho imparato a non confondere le loro etnie (perchè altrimentimi guardano un po’ male) quindi mi limito a chiedere da dove vengono senza fare supposizioni. Di solito le famiglie sono numerose e per un piccolo paziente arrivano in tanti. Molti bambini non parlano italiano, ma il linguaggio dei giochi è universale e tutti dopo un po’, timidamente, sono contenti di farsi coinvolgere. E i loro sorrisi sono la cosa più bella del mondo.