El toro

Ci sono tanti momenti di orgoglio nella vita di una madre.
La prima parolina…i primi passi… il primo giudizio lusinghiero delle insegnanti… quando al saggio di nuoto si sbaraglia quella cacchetta di bambina di quella mamma del cavolo che se la tirava così tanto… insomma momenti topici che fanno battere il cuore e inumidire gli occhi.
Il brutto è che più i figli crescono più questi attimi magici diventano complessi: nel mondo delle mamme il tasso di competitività è altissimo perciò le performace richieste sono sempre più ardue e i record da sbaragliare quasi olimpici.
Anita però l’altro giorno è riuscita a stupirmi.
Eravamo al Luna Park e mi ha detto, guardando un toro meccanico da rodeo: “Lo so cavalcare”
L’ho guardata perplessa, allora ha aggiunto: “Perchè so andare a cavallo”
Di solito su questo gioco si cimentano dei ragazzi palestrati…
Anita ha detto:”Non è una questione di forza, solo di equilibrio”
E me l’ha dimostrato. Sotto gli sguardi increduli degli astanti che ridacchiavano vedendo una ragazzina esile montare sulla bestia meccanica, è salita sul toro ed è riuscita a cavalcarlo molto di più dei fisiconi che l’avevano preceduta.
Non è riuscita a sbaragliare il record e aggiudicarsi il pupazzone che era in palio.
Ma solo per un pelo!

Cloppete Cloppete

La piccola Anita domenica mattina ha fatto una gara. E’ arrivata prima ex aequo con un paio di altri compagni di squadra, perchè non si calcolava il tempo ma il fatto che il percorso fosse fatto senza errori. Un giusto escamotage per far stressare di meno i giovani partecipanti che altrimenti cercano di far correre il più possibile il cavallo e a volte può essere pericoloso.
Anita e il cavallo Lovely (di nome e di fatto) sono state molto brave.
Il dark side delle gare è che alla mattina della domenica bisogna svegliarsi alle 6,30 ma Sant’ (di nome di fatto anche lui) si è sacrificato.