Mamma da soap

Dodici anni vissuti intensamente.
I compleanni sono tempo di bilanci. Sembrava ieri…blah…blah…
Tranquille, non temete! Non racconto il mio parto di Anita, ma solo perchè la mia amica psicologa, pochi giorni fa, ha sentito un’altra “mamma delle medie” che elencava minuziosamente la sua esperienza in sala travaglio a un’amica e ha commentato:
“Dopo così tanti anni, se racconti ancora il tuo parto non sei normale!”
I primogeniti, tanto bistrattati dall’arrivo dei fratelli minori, godono comunque di un privilegio, la loro gravidanza e il loro arrivo rimane registrato indelebilmente negli annali di famiglia. La prima contrazione non si dimentica. Quelle dei fratelli invece passano più inosservate.
Non racconterò il mio parto, non descriverò minuziosamente le mie ragadi da allattamento ma userò una metafora…

Dodici anni fa ero al settimo mese immobilizzata in ospedale aspettando la 34ma settimana e Sant’ mi aveva portato una piccola televisione per svagarmi (a quei tempi non c’erano smartphone e micro laptop con dvd, ecc). Già ero impallinata con il francese e alle 9 di mattina, a casa prima di andare al lavoro (i giornalisti iniziano tardi) guardavo Amor, Gloire et Beauté che era la versione francese di Beautiful. In italiano non l’avevo mai visto, ma la versione french con tutti i nomi storpiati, (i cognomi americani pronunciati con l’accento francese) e il doppiaggio, con i dialoghi scanditi e lenti, lo rendevano particolarmente accattivante per me.

Quindi, in ospedale, imbottita di vasosuprima, mi sparavo una bella puntata di Beautiful, a rovinare l’atmosfera è arrivato però, un giorno, il mio fido ginecologo. Prima di dare un’occhiata alla mia pancia, ha buttato l’occhio sul video e ha commentato sarcasticamente, con una risatina:
“Ah! Programmi intellettuali!”
Vergognandomi come una casalinga disperata, ho spiegato che veramente, per me, era un corso di lingua, ma non mi ha creduto. Ha continuato a sorridere sotto i baffi e ha detto all’infermiera di mettermi il monitoraggio.

Ieri mattina, alla stessa ora ho riacceso France 2 e, incredibilmente, ho ribeccato Amor, Gloire et Beauté c’era Brooke, che oramai non so più quante volte si è risposata con Ridge, con il padre di questo o con suo cugino. C’era un ragazzo, con il pizzetto, un tipo un po’ intellettuale da centro sociale, ma figo, che diceva, preoccupato, a Brooke:
“Mamon…fossi in te non risposerei per la settima volta Ridge…”
Mamon???? Mamon??? Ma ho sentito bene?
Quel venticinquenne è il figlio di Brooke?

Incredibile come passa il tempo!