Skate mum

Se la Palin è un hockey-mum io sono una skate-mum.
Sabato pomeriggio ho fatto la mia solita brava azione e ho portato A + E in un nuovo skate park, l’ex area Motta, di cui ci avevano “tanto parlato”.
Siamo arrivate, la rampa era affollatissima e gli skaters tutti tatticissimi: felpe con teschi, pantaloni da rapper e skateboard sbrecciato dalle troppe acrobazie. Età: sotto i 14. Quelli con le bici bmx più grandi. (C’erano anche un paio di trentacinquenni a cui si sarebbe potuta rivolgere la retorica domanda: “ma non hai proprio altro da fare?”).
Mi sono mimetizzata. Spalmata su una panchina, nascosta dietro al giornale per non dare nell’occhio e non imbarazzare Anita ed Emma. Le sventurate già avevano l’handicap di essere femmine e presentarsi con la madre al seguito era veramente troppo imbarazzante.
Ma all’imbrunire è arrivata la mia rivincita. Improvvisamente (chi l’avrebbe mai immaginato!) di fianco agli skaters più cool si sono materializzate mamme e nonne premurose. Chi portava un giubbino caldo, chi raddrizzava un cappello da baseball, chi ingiungeva un subitaneo ritorno al focolare domestico. Un papà spaventava una nonna con racconti dell’orrore:…”sono degli incoscienti… tutti giorni qui alla rampa arriva l’ambulanza …si lanciano senza guardare…”
Insomma sembrava di essere all’orario “della presa” alla materna.
L’ansia genitoriale era la stessa, le scarpe solo un tantino più griffate.