Bambini soldato


Questa è la mia bambina adottata a distanza, ha 5 anni e frequenta una scuola materna a Dosso in Niger. La foto sembra segnaletica, ma purtroppo è l’unica che possiedo, per ora. Pago la retta della sua scuola e con Emma e Anita le scriviamo: mandandole anche qualche disegno e adesivo. Non possiamo inviare giochi o altri regali materiali. Prima di lei ho avuto un bellissimo ragazzino di Capoverde che ho sostenuto fino alle medie e prima ancora un’altra piccola nigeriana che però dopo due anni è sparita. La ong a cui mi appoggio ha perso i contatti con lei. Non so cosa le sia successo. Spero non sia diventata una bambina soldato.
La storia di questi piccoli combattenti strappati alla loro infanzia e trasformati in marionette da guerra, mi angoscia. E’ una realtà così orrenda che sembra quasi incredibile. Recentemente se ne è parlato parecchio, bambini arruolati dalle Farc, il gruppo di guerriglieri colombiani che aveva rapito Ingrid Betancourt e piccoli africani usati come esche in prima linea.
E’ uscito un libro di una sopravvissuta, una giovane donna che ora vive in Danimarca e ha raccontato con lucidità l’orrore della sua esperienza. Stamattina al telegiornale ho visto il presidente di Save the children che parlava della loro campagna per scolarizzare i bambini dei paesi più poveri del mondo e salvarli da un futuro disperato da combattenti.
Dell’ipocrisia dei “grandi” del G8 che vendono le armi a questi Paesi e poi si scandalizzano e stupiscono sull’ uso immondo che ne viene fatto.