L’amore è una bugia: un’anteprima

Per incuriosirvi un po’ di più sul mio romanzo, aspettando mercoledì 24, ecco qualche pagina. Il giveaway ha avuto un po’ di condivisioni ma stranamente anonime, quindi ricordatevi, eventualmente, di lasciare un commento 🙂

Di regola si può leggere negli store online un estratto di 20 pagine di un romanzo, perciò ho pensato di non ripetere quelle ma andare un po’ più avanti, senza “spoilerare” ovviamente.

(Peccato perchè le pgine più belle sono un po’ più avanti, ma ho cercato di trattenermi).

Quindi ecco alcuni pezzi che mi sono divertita a scrivere

(Mi piace un sacco inventare i dialoghi, le descrizioni invece per me sono più pesanti da scrivere).

Questi sono i due amiconi, i protagonisti maschili:

Più tardi la serata non prevedeva niente di particolarmente eccitante: all’orizzonte non c’erano appuntamenti mondani o eventuali incontri piccanti. Così Andrea e Mattia decisero di con- cedersi un bel trancio di pizza unta e saporita, a buon mercato.

Stravaccati sulla panca “dell’egiziano” sotto casa di Andrea, si gustarono un po’ annoiati una cena veloce innaffiata di birra. «Ti fai anche un kebab dopo la pizza? Sei proprio un maiale! È inutile che ti ammazzi sull’ellittica se poi mangi così» commentò Mattia, scandalizzato, dopo che il suo amico aveva ordinato altro cibo.
«Ho fame perché oggi non ho pranzato. Ho avuto pazienti tutto il giorno, senza pausa. Non faccio mica il giornalista fancazzista!» si difese Andrea.Ma Mattia non lo ascoltava più. Stava armeggiando con lo smartphone. Sorrise. Poi cominciò a digitare un messaggio.

«Ne prendi un’altra?» gli fece Andrea.
«Di cosa?»
«Di birra, coglione.»
Mattia non reagì. Era troppo preso dall’interazione con il telefono.
«La prossima volta vengo a mangiare da solo, visto che sei di grande compagnia.»
«Stai calmo! Mi è arrivato un messaggio su Facebook da una tipa, che ho incontrato l’altra sera allo showcase dei Depeche. Una ragazzina, figlia di un ex groupie di Dave Gahan…»

«Ah! Interessante! Tale madre tale figlia.»

«Non proprio. Però su questo ho fatto l’attacco nel mio pezzo. Lei l’ha letto e si è arrabbiata perché ho un po’ ricamato sulla storia.»

«Hai raccontato un sacco di balle come al solito.»
«Più o meno.»

 Qui la protagonista Elena incontra la sua amica:

…finalmente all’orizzonte comparve Giulia. Era trafelata, accaldata e barcollava sui tacchi, che le impedivano un passo spedito.

«Questi sandali maledetti mi stanno distruggendo i piedi» si lamentò prima di stramazzare sulla sedia di fianco a Elena.

«Però sono bellissimi…»

«Grazie, ma dovrei andare a lavorare in tuta, altro che tacchi e vestitino. Almeno starei comoda e magari quel porco la smetterebbe di allungare le mani.»

«È successo ancora?»

«Succede sempre. È la sua tecnica. Appena può, mi si stru- scia contro, peggio dei maniaci sul tram. Mi scanso, ma sembra non farci caso. Non demorde. Oggi mentre facevo delle foto- copie, con una scusa, mi si è piazzato dietro e non ho resistito: sono arretrata di un passo e gli ho piantato il tacco sul piede…Ho avuto un momento di soddisfazione quando ha guaito di dolore.»

«Brava, si meritava la stilettata!»

«Sì, ma non posso fare così tutte le volte che mi si avvicina. Devo finire il praticantato, lo sa e ne approfitta. Ho parlato con la segretaria più vecchia dello studio, ma naturalmente non ha potuto raccontarmi molto perché anche lei ha bisogno di lavo- rare. Comunque mi ha fatto capire che di ragazze neolaureate dal loro ufficio ne sono passate tante.»

«E sono tutte scappate…»

«Infatti, il maiale usa sempre la stessa strategia. Mette un annuncio in facoltà per cercare praticanti… non può scrivere che vuole solo donne, ma quando fa i colloqui i maschi pun- tualmente li scarta. Così ha sempre carne fresca. Abboccano in molte. Lo studio Pinzoni è in centro, piccolo ma abbastanza conosciuto. Con la fame di posti di lavoro che c’è in giro, all’inizio sembra una buona opportunità.»

«Giulia, è uno schifo, devi denunciarlo per molestie.»

«Ci ho pensato, ma lui è più potente di me, temo che la cosa mi si ritorcerebbe contro.»

E anche una descrizione:

Si infilò dentro per comprare una ricarica. Mentre aspettava di essere servita, Elena scorse biglietti di Gratta & Vinci appesi ovunque. Anche sopra il suo naso. Pensò che, anche per lei, forse tentare la sorte poteva essere l’unica via d’uscita. Era stata così sfortunata con il furto di quel pomeriggio da essere in credito con la fortuna. Riuscì quasi a sorridere.

Se avesse vinto, con uno di quei tagliandi che promettevano vent’anni di rendita con l’unica preoccupazione di andare in vacanza, in una botta sola avrebbe potuto mandare al diavolo Bigli e anche Lorenzo!

«Una ricarica da dieci e un Turista per sempre.»

Mentre grattava con una moneta le icone colorate degli in- fradito disegnate sul tagliando, invocò mentalmente la fortuna. Concentrata sul suo sogno, si appoggiò al bancone dove c’erano ancora i resti dell’happy hour. Pezzetti di pizza e focaccia, in mezzo a patatine e olive che avevano visto giorni migliori.

Giveaway: L’amore è una bugia

Uscirà mercoledì 24 maggio, come ebook, al prezzo irrisorio di 5 caffè (tutti pubblicizzano così, sponsorizza questo…paga quell’altro …costa come 1 caffè al giorno!) quindi invece di bervi 5 tazzine (poi siete agitate, nervose e non dormite) potreste provare il mio romanzo.

Storia d’amore, un triangolo, un po’ di precariato, molestie sul lavoro, genitori affannati, Milano, tanta musica, qualche ricetta vegana, instagram, una malattia, una libreria: insomma c’è quasi tutto.

Se invece volete provare a vincerlo con il giveaway le regole sono:

-lasciare una traccia in un commento

-condividere su FB

-entro la mezzanotte del 23/5

Per capire se vi interessa questo è il succo della trama:

Giovane, carina e precaria, Elena è intrappolata nella maledizione delle moderne generazioni: una laurea, un lavoro che non la soddisfa e la ricerca del grande amore. Fino a quando una sera s’imbuca allo showcase dei Depeche Mode e incontra Mattia, giornalista di grande carisma e di bell’aspetto.

Elena perde completamente la testa, anche se Mattia è il classico sciupafemmine seriale e il suo vero “compagno di vita” finora è stato Andrea, amico fin dai tempi del liceo. I due si completano a vicenda: il primo affascinante ed estroverso, il secondo timido e intelligente. Entrambi single convinti, spesso è capitato che Andrea riciclasse le fidanzate “usate” di Mattia. Sarà così anche per Elena?

I due si frequentano per qualche mese ma quando Mattia decide di lasciarla, una scoperta improvvisa cambia tutto. I sintomi che aveva tanto a lungo trascurato, si rivelano molto più gravi del previsto.

Mostrarsi vulnerabile e cercare conforto in una relazione stabile o mentire e allontanarsi? E se è vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno, Andrea si dimostrerà tale?

Tra bugie e improvvisi ribaltamenti, un romanzo appassionante che presenta il lato oscuro dell’amicizia e dell’amore.

 

Quando amavamo Hemingway

Forte, affascinante, coraggioso e pieno di talento. Ernest Hemingway è un mito letterario (Premio Nobel nel ’54 e Premio Pulitzer nel ’53), è stato un eroe di guerra e un reporter in prima linea: avventuroso e sprezzante del pericolo.

All’apparenza un uomo come quelli che oramai, come i dodo, si sono estinti: sicuri di sè e dannatamente macho. E invece è arrivato un romanzo Quando amavamo Hemingway, che svela una realtà completamente diversa.

Hemingway aveva una reputazione pubblica da duro ma in verità era un narciso insicuro che si attaccava troppo alla bottiglia e non riusciva a sopravvivere senza una moglie adorante che gli facesse da supporto. Infatti questo romanzo best-seller di Naomi Wood (che diventerà una miniserie prodotta da Amazon) racconta con uno stile appassionato, fluido e coinvolgente, la storia delle quattro signore Hemingway. Donne innamorate che, loro malgrado, si sono passate la staffetta nella vita sentimentale dello scrittore.

La prima, compagna di vita bohemien a Parigi, è stata Hadley, una pianista che Hemingway ha sposato poco più che ventenne. Poi quando ha cominciato a pubblicare l’ha tradita con Pauline, detta Fife, giornalista di Vogue. Ernest vigliaccamente dichiarava di amare in egual misura moglie e amante. Poverino, non riusciva a scegliere, così Hadley per aiutarlo ha dovuto chiedere lei il divorzio.

Poi lo stesso copione, qualche anno dopo, si è ripetuto: Hemingway oramai famoso viveva a Key West e faceva le sue scappatelle nella guerra di Spagna dove si era innamorato di una collega giornalista: Martha. Anche in questo caso non sapeva scegliere ed è stata la seconda moglie, ancora una volta, ad aiutarlo, cacciandolo fuori di casa.

Dopo un po’ di anni e qualche reportage di guerra, si è innamorato di una giovane scrittrice (sì, l’età delle mogli era in ordine decrescente rispetto a quella del caro Ernest) e anche qui scegliere è stato durissimo. Così l’ha fatto la terza moglie, stanca di essere presa in giro.

Quando amavamo Hemingway racconta tutto questo con una scrittura leggera e intensa, integrando il punto di vista di ognuna delle protagoniste, spaziando in realtà storiche diversissime e affascinanti. Dal mondo ovattato e scintillante della Parigi degli anni’20 (dove gli Hemingway frequentavano Scott Fiztgerald e il suo entourage), ai momenti tragici del dopoguerra a Londra, con un tocco esotico a Cuba e in Florida.

P.S. Ho parlato di questo romanzo con un amico che mi ha detto di conoscere la nipote dell’infermiera Agnes von Kurowsky di cui Hemingway si era innamorato ventenne quando era ricoverato in un ospedale italiano. La donna aveva rifiutato lo scrittore e preferito il nonno di questa tizia. Forse non è diventata famosa ma senz’altro ha avuto un matrimonio più felice delle quattro mogli dello scrittore!

Terapia di coppia per amanti

L’idea geniale alla base di questo romanzo è racchiusa già nel titolo: Modesto e Viviana stanno insieme “clandestinamente” da tre anni, ma cominciano ad avvertire un po’ di problemi e allora decidono (decide lei, ovviamente) di andare dallo psicologo. Di solito la terapia di coppia è riservata ai protagonisti dei matrimoni in crisi e questa scelta alternativa è spumeggiante di aspettative, peccato poi che il risultato nelle pagine del libro non sia all’altezza delle premesse.
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La trama infatti non riesce a coinvolgere più di tanto, specialmente all’inizio i due amanti risultano un po’ banali. La scrittura di Diego De Silva è colloquiale, ironica e divertente. A tratti anche troppo, sembra voler essere simpatico a tutti i costi, attraverso le battute del “lui” della coppia. Si tratta di un musicista, dal nome che è tutto un programma, Modesto Fracasso, grande affabulatore, sempre pronto ad autoassolversi e non prendersi troppo sul serio. Ma lei, Viviana ne è pazzamente innamorata, però come “tutte le donne”, si fa un sacco di elucubrazioni mentali e risulta anche una “control freak” da manuale. Il romanzo è scritto a due voci, (poi diventeranno tre perchè si intromette anche lo psicanalista) ma le parti più incisive sono quelle di Modesto, in cui De Silva dà il meglio di sè, mentre il parere femminile rimane sempre un po’ intriso di luoghi comuni sugli atteggiamenti femminili più tipici. Il personaggio di Viviana, casalinga di lusso con figlio problematico, è bidimensionale, poco simpatico, non riesce ad appassionare, mentre Modesto è descritto meglio.
La storia a tratti fa sorridere, ma alla lunga annoia anche un po’.
Riusciranno i due amanti a vivere felici e contenti? O saranno costretti a soffrire?
Arrivati alle ultime pagine l’indifferenza per la loro sorte, purtroppo, sommerge chi legge.

Gli ipocriti

Vivere in maniera falsa, per salvare le apparenze, per non farsi domande, per darsi un tono. Semplicemente per vigliaccheria. E’ quello che racconta il bel romanzo di Eleonora Mazzoni
Manu ha quindici anni e mezzo e vive a Bologna, in una famiglia benestante ed estremamente cattolica, fa infatti parte del Movimento, un gruppo religioso molto coivolgente ma anche piuttosto intransigente. Alla ragazzina le regole di questa comunità vanno un po’ strette, ma cerca di seguirle al meglio anche per non deludere i genitori, specialmente il padre che è un personaggio carismatico dell’organizzazione religiosa. Ma i compromessi di Manu vanno a farsi friggere il giorno che, per caso, trova nel cassetto del padre una confezione di preservativi. Sconvolta dalla scoperta, da figlia devota e credulona, si trasforma in una piccola detective e scopre la doppia vita del padre: piena di ipocrisia e di quello che lui stesso definirebbe “peccato”.
Tutte le sue certezze crollano mentre squarcia la verità del mondo dei grandi, quelli che predicano bene ma razzolano male. I codardi che raccontano un sacco di bugie per salvare la faccia, quelli sempre pronti a giudicare ma mai a mettersi in gioco.
Manu affronta questo viaggio nella realtà della vita con le emozioni e le passioni della sua giovane età, soffrendo e crescendo, come in un romanzo di formazione.
La scrittura di Eleonore Mazzoni è potente e coinvolgente mentre affronta un tema delicato e fin troppo presente nella nostra società dove troppo spesso l’ipocrisa domina sovrana e ben pochi hanno il coraggio di ammetterlo.