Genova da scoprire

Metà delle mie origini sono liguri e quand’ero piccola avevo una zia ricca che abitava a Genova. Era quasi un mito. Ogni tanto mia madre (probabilmente aveva bisogno di evadere un po’ dalla nostra famiglia) andava a trovare la zia e stava via una settimana.
Questa zia era ricca perchè aveva un marito che guadagnava bene. Il marito “navigava”, lavorava in Marina, e stava molto lontano da casa.
Poi si è scoperto che aveva messo in piedi anche una seconda famiglia, per quello navigava tanto.
Genova per me era una città magica, con un grande fascino e un alone di mistero (a cui aveva contribuito molto anche il comportamento di mio zio).
Delle gite a casa della zia mi sono rimasti solo ricordi grandiosi: giardini, palazzi antichi, terrazze, monumenti, fontane magnifiche. L’ultima volta che sono andata da mia zia avrò avuto 6-7 anni e la mia immagine di Genova si è fermata lì.
Per anni poi ho continuato a sognare giardini, palazzi antichi, ecc, ecc. immaginando Genova.
Da grande ho avuto poche occasioni di visitarla, solo di passaggio per imbarcarmi per la Corsica e in un paio di veloci occasioni di lavoro. E devo ammettere che in quei fugaci momenti non mi è sembrata proprio all’altezza dei miei vecchi sogni.

Invece, un mese fa, quando sono stata a visitare l’Acquario e il Museo del Mare e ho avuto anche la possibilità di fare un giro nel centro della città e nei carrugi, tutta la magia che mi aveva conquistato da bambina è ritornata.

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Palazzo Spinola

Senz’altro la sorpresa (o era un deja-vu?) più sorprendente è stata visitare le Strade Nuove e i sontuosissmi Palazzi dei Rolli, costruiti tra il 500 e il 600, che testimoniano il periodo di massimo splendore e potere economico di Genova Repubblica Marinara. Queste residenze erano la dimora dei notabili della città, che erano obbligati da una legge cittadina del 1576 a ospitare gli stranieri importanti e ricchi nel loro palazzo, come fosse un albergo, quando questi arrivavano in visita a Genova. Senz’altro un modo snob di intessere contatti e fare pubbliche relazioni ad altissimo livello.
Dallo splendore dei Rolli (decretati patrimonio dell’Umanità dall’Unesco) al fascino dei carrugi dove ho potuto visitare alcune botteghe storiche tipiche. La prima scoperta è stata quella specializzata in presepi. Mi hanno raccontato infatti che dopo Napoli, la prima città nell’arte del presepe, c’è Genova. E in zona, da Natale in poi, si organizzano veri e propri tour per visitare i presepi più belli e interessanti nelle chiese della zona.

Uno scorcio di cielo sui vicoli del centro storico

Foto: Stefano Goldberg

Poi ho comprato il pandolce, il panettone genovese, e fra le molte e bellissime pasticcerie antiche ho scoperto Klainguti dove volevo gustare un Falstaff, una brioche con crema e pasta di mandorle, perchè era il dolce preferito di Giuseppe Verdi che quand’era a Genova ogni mattina andava a mangiarsene una, dicendo: “Il vostro Falstaff è molto meglio del mio!”

Me l’ha raccontato il proprietario della pasticceria, aggiungendo anche con umiltà, che non era tutto merito della loro brioche, perchè in realtà Verdi era golossismo.
Infatti, dopo aver lasciato Genova, mandava il suo amico De Amicis (il vecchio Edmondo) in un’altra pasticceria a prendergli dei confetti speciali che poi si faceva portare a Milano.
(Ho perso il biglietto dove mi ero annotata il nome di questo locale perciò, purtroppo, non posso scriverlo. Ma è tutto vero!)
Però se volete sapere tutto sulle botteghe storiche e sui luoghi più meravigliosi e nascosti di Genova cliccate qui.

Tetti e terrazzini del Centro Storico

Foto: Stefano Goldberg