La paranza dei bambini

L’ho comprato e letto per dovere sociale. Rispetto Roberto Saviano per il suo coraggio e avendo letto solo critiche positive, ho iniziato a leggere La paranza dei bambini piena di aspettative e curiosità. Anzi, mi ero anche concessa un antipasto con l’estratto su Amazon, ero rimasta un po’ scioccata dalla violenza dei protagonisti ma avevo deciso di avere abbastanza stomaco per proseguire nella lettura.

Purtroppo però l’estratto e il finale del romanzo sono le uniche parti in cui c’è un po’ di azione e di sorpresa, il resto della trama è una lista di nefandezze che, dopo una ventina di pagine, diventa ripetitiva. I ragazzini, gli adolescenti, i baby-camorristi sono spietati ma anche stupidi e noiosi.

Prevedibili nella loro sfilza di criminalità, per distinguerli e ricordare i loro soprannomi ci sarebbe voluto uno schemino. Infatti le personalità non sono delineate, rimangono tutti uguali. Vanno in motorino, si comportano da truzzi e spargono più terrore possibile. Si riconosce facilmente solo il capo, il baby camorrista alfa di cui speravo di sapere qualcosa in più, ma Saviano ne fa un ritratto pochissimo coinvolgente: è biondo, cattivo, presuntuoso, carrierista e innamorato di una certa Letizia.

Il tedio della lettura riesce a offuscare anche lo scandalo e l’abominio delle loro azioni criminose.

La scrittura poi è piatta, più da cronista che da romanziere. Le ripetizioni delle frasi in dialetto, sempre le stesse, sono una condanna. L’idea dello slang è stata illustrata bene ma non era necessario esasperare il lettore.

Come sarebbe andata a finire a questi giovani delinquenti era così poco interessante che a metà avevo deciso di mollare il libro, poi però dopo una pausa di qualche giorno mi sono obbligata a continuare la lettura. Per dovero morale. Ammettere che Saviano mi annoia mortalmente mi pareva una brutta cosa, quasi un crimine.

Così mi sono impegnata fino alle ultime pagine del romanzo, ma purtroppo non sono riuscita a cambiare opinione.

E’ un mega best-seller e i recentissimi fatti di cronaca hanno purtroppo confermato che quello che scrive Saviano è tutto vero. Credo che se La paranza dei bambini diventerà un film (o una serie tv) sarà uno dei rari casi in cui l’adattamento cinematografico sarà meglio del romanzo.