Buonanotte

Era scritto anche su La Repubblica dell’altro giorno: adesso i ragazzi dormono di meno. Vanno a letto più tardi e intontiti come sono dai loro gadget elettronici, perdono in qualità e tempo di sonno. Due ore di nanna in meno delle generazioni precedenti. 

La conferma di questa tendenza a casa mia, ieri sera.
Ore 22.15. Le ragazze sono a letto. Vestiti per domani sulla sedia.
Rito della buonanotte espletato. Zaini preparati, sacca sportiva e merende aggiunte.
“Allora, ci vediamo domani!”
“Buonanotte!
“Buonanotte, ci vediamo domani”
Dopo aver ripetuto quindici volte queste frasi, chiudo finalmente, con un sospiro di sollievo, la porta della mia camera. Prendo un libro e mi metto a leggere. Dopo venti minuti d’ora sento delle voci. Delle risatine. Tendo l’orecchio. Le loro voci.  Mi alzo quatta quatta e senza far rumore mi avvicino tattica alla porta della loro camera. Voglio coglierle in flagrante.
Silenzio. Aspetto. Silenzio.
“Lo so che siete sveglie. Vi ho sentito parlottare e ridacchiare. Adesso bastaaaaaaa! Dovete dormire. Domani siete i due soliti zombie”
“Ma è già giorno?”, chiede Emma. “Abbiamo parlato tutta la notte?”
“Questo è il sogno di Emma!”, sghignazza Anita.
“Siiii, voglio parlare tutta la notte!”, si entusiasma la piccola nottambula.
“Bastaaaaaaa! Adesso dormite!”
“Allora un altro bacio!”
Mi avvicino ad Anita che dorme di sopra nel letto a castello e infilo orizzontalmente la guancia nell’angusto spazio tra la spondina e il materasso.
“Ah! Tobi!”, sospira lei, baciandomi.
“Tobi????”
“Sì, è il nome del telefonino che mi vorrei comprare…spero tanto di sognarlo” 
  

Profumo di…

Ora della buonanotte. Mi chino sul letto di Emma. Pronuncio la formula di rito, da alcuni mesi strategicamente contratta e ridotta in acronimi.
“Pmx tmx: comprende tutto. Amo gaga”
Ci abbracciamo e baciamo.
“Mamma sai di cacca”
Nel momento clou, nel trionfo della tenerezza madre-figlia, Emma si allontana schifata.
Non mi stupisco, né mi offendo.
“Deve essere l’olietto che mi sono messa in faccia”
“Ma è nuovo?”
“Si, Emma quello che compro di solito era finito e mi hanno dato questo”
“Mamma fa una puzza terribile…mamma leggi gli ingredienti…magari fa male anche a te”
Il disgusto di Emma si mischia in una certa preoccupazione. Benchè puzzona sono sempre la sua mamma.
“Ok Emma, guarderò gli ingredienti. Buonanotte tesoro”
“Emma ha ragione, mamma ci salutiamo così da lontano…” rincara la dose Anita.

Esco dalla cameretta perplessa: tenermi le rughe o baciare le mie figlie?
E’ una vecchia storia. Prima era: tenermi le rughe o baciare mio marito? Infatti il sant’uomo già da anni alla sera si allontanava, anche lui schifato: “Cosa ti sei messa in faccia???”
Paziente spiegavo che il mio olietto repellente era vitamina E, arma letale contro i radicali liberi. Era stata denominata “vitamina E che puzza” e cercavo di usarla nei momenti di estrema solitudine.
L’ultima volta però in erboristeria la solita vitamina era finita, la commessa mi ha proposto:
“La stessa versione ma senza profumazione…”
Ho accettato non pensando che “senza profumazione” significasse “orrido tanfo” e vita da monatta.

Paure e insicurezze a go-go

Dopo l’11 settembre Bush, negli USA Bush ha inaugurato la politica della paura. generando ansia e insicurezza nella popolazione per poter governare meglio. Nel nostro piccolo anche noi mamme siamo gestite così dai media: quasi ogni giorno leggiamo notizie che ci rendono più insicure, spesso ci terrorizzano e ci fanno sentire particolarmente vulnerabili. Mettersi in discussione è importante, ma vivere sempre in preda ai timori è letale. Ieri sul Corriere della Sera, nel settore salute c’era un articolo su sostanze inquinanti che come il bisfenolo A, addittivo del policarbonato e i ftatalati (entrambe presenti negli oggetti e accessori di plastica) che sono in grado di alterare l’equilibrio ormonale. Di chi? Di tutti e in particolare dei bebé al di sotto degli otto mesi di vita, che potrebbero subire ripercussioni nel loro sistema riproduttivo. Terrorizzante, come sostiene la prestigiosa rivista americana “Pediatrics” anche perchè queste maledette sostanze, invisibili e inodori, sono tutt’intorno a noi e al mondo dei neonati. I ftalati, materiali aggiunti al PVC per renderlo più malleabile, sono già stati messi sotto accusa tempo fa e trovati soprattutto nei giocattoli made in China, ma si trovano in mille altri prodotti, come cosmetici, articoli per l’igiene dell’infanzia, nella carta da parati, nei rivestimenti delle auto, ecc. Il bisfenolo A invece è usato nei biberon di plastica e si attiva soprattutto con le bevande calde e quando il contenitore è particolarmente usurato. Quindi biberon di vetro e sempre nuovi. Ma i timori serpeggiano comunque ovunque, anche per chi come me, oramai in casa non ha più tettarelle e biberon. (Ma che dire dei contenitori Tupperware?). La mia ultima paura non riguardava la plastica ma era più psicologica, a proposito dell’ansia da separazione di Emma. Mia figlia ha sette anni e mezzo ma al momento della buonanotte, il rito dei saluti sta diventando sempre più lungo e complesso. Temevo fosse anche un po’ schizoide. Alla sera da noi va così: la mia secondogenita è sotto le copertine. Si spegne la luce, si accende la rana-lampada che diffonde una luce verde e soffusa. E si comincia: “Dormi bene Emma tesoro…(seguono due parole amorose che ometto per dovere di privacy)…ci vediamo domani, parliamo di tante cose. Patto!(E ci si dà la mano). Bacio che rimane (un po’ più affettuoso del solito bacio base, che di solito è veloce)”. Se per caso si sbaglia una parola o la sequenza di queste, è necessario ricominciare da capo. “Patto” poi si fa anche come saluto quando si va a scuola. Con il papà, ed Emma ha tentato di instaurarlo anche con Anita, ma mi sono opposta. Ho chiesto un parere a una mia amica psicologa che mi ha detto di non preoccuparmi. Il rito della buonanotte è importante. Emma non soffre di turbe particolari. Magari dobbiamo sveltire un po’ sulla formula magica di commiato, ma non bisogna sopprimerla. Ho sospirato di sollievo ma poi ho pensato: “Non lo dirà solo perchè è mia amica?”