Poke Bowls fai-da-te

Se siete dei veri foodies avrete senz’altro sentito parlare delle poké bowls, uno dei piatti più di tendenza del 2018.
Questo tipo di pietanza, che viene dalle Hawaii e il cui nome significa letteralmente “tagliato a cubetti”, deve il suo successo alla sua semplicità, o, più probabilmente al fatto che, considerando gli ingredienti, si tratta di una variante del sushi o del ceviche.
Sono sempre di più i ristoranti che offrono questo tipo di piatto, che oltre ad essere molto sano e ad avere poke calorie, è estremamente personalizzabile. Di solito si sceglie una base di cereali o insalata, seguita da una fonte di proteine, spesso il pesce, o il tofu per la versione veggy. La ciotola si arricchisce poi a piacere con verdure, semi, salse e anche frutta (con il mango è buonissima!).

Noi abbiamo provato a ricreare un poké un po’ più casalingo, usando il salmone affumicato al posto del pesce crudo, per velocizzare e semplificare il tutto.

Ingredienti per due persone:
Una tazza di riso jasmine (oppure riso per il sushi / riso integrale o anche quinoa)
Mezzo avocado
Una tazza e mezza di edamame
Un foglio di alghe nori (quelle per il sushi)
Due cucchiai di zenzero marinato
100g di salmone affumicato
Semi di sesamo

Procedimento:
1) Cuocere il riso e l’edamame in pentole separate, seguendo i tempi di cottura sulle rispettive confezioni.
2) Una volta cotti, scolare e lasciare raffreddare completamente.
3) Tagliare il foglio di alga in quadratini piccoli e farlo tostare per un minuto su una padella calda.
4) Tagliare l’avocado a dadini.
5) Tagliare il salmone in pezzi piccoli.
6) Assemblare le ciotole, assicurandosi che riso, alghe ed edamame siano freddi: mettere il riso come base, coprirlo con gli altri ingredienti e per ultimi, aggiungere una spolverata di semi di sesamo.

Cioccolato estivo fai-da-te

Una delle poche certezze che mi sono rimaste nella vita è questa: in estate non comprare mai cioccolato. Me l’aveva spiegato tempo fa un’amica, proprietaria di un bar. La cioccolata bisogna smettere di acquistarla quando inizia a fare caldo (maggio-giugno) e poi ricominciare a settembre.

Dopo le ferie quando nei punti vendita iniziano le consegne dei nuovi prodotti.

In Italia fa molto caldo e la cioccolata estiva è quella che è stata trasportata a temperature troppo alte per la conservazione…quindi meglio evitare.

Però non è così facile vivere senza cioccolato, almeno non per me.
Così dopo molti giorni di tristezza e di astinenza ad Anita (sì sempre lei!) è venuta l’idea di fare la cioccolata in casa. E dopo essermi mangiata quella creata da lei, buona e arricchita con le nocciole, ho deciso di provarci anch’io.

Ingredienti
(difficili da definire in dosi precise, quindi se provate fidatevi conto del vostro intuito culinario!)

    • 1/2 mug di olio di cocco
    • 1 mug di cacao amaro
    • 2 tazzine da caffè di sciroppo d’agave
    • 1 manciata di nocciole

Procedimento

In un pentolino sciogliere l’olio di cocco con lo sciroppo d’agave, quando diventa liquido continuare a mescolare aggiungendo lentamente il cacao, tenere la fiamma bassa ed evitare che cominci l’ebollizione. Quando la miscela è liquida e senza grumi si può spegnere e versare.
Dove?

Le più smart probabilmente posseggono delle meravigliose formine in silicone. Purtroppo io no.
E l’astinenza da cioccolato mi rendeva anche piuttosto frettolosa e poco incline a perdere tempo in acquisti strategici.

Perciò ho versato la cioccolata calda in pirottini che ho messo nella pentola teglia contenitore dove faccio anche i cupcake. Le dosi che ho scritto valgono per 6 cupcake, quindi se volete più cioccolata e avete i contenitori adatti conviene raddoppiare.
Io non potevo permettermelo! Non potevo neanche permettrmi di aggiungere le nocciole perchè ne erano rimaste solo due nel barattolo e così ho deciso di mangiarle direttamente. Ma sarebbe questo il momento di arricchire la cioccolata liquida con l’eventuale frutta secca. Nocciole o anche pistacchi, interi o spezzettati. Poi si può infilare la teglia nel freezer. E lasciare indurire la miscela per almeno due-tre ore.
Quando l’ho tirata fuori, liberata dalla carta dei pirottini e assaggiata mi sono commossa: buonissima! Se non ve la finite tutta subito, potete conservarla in frigo per 3/4 giorni.