Biscotti vegan semi e cioccolato

Nei giorni dopo Natale il tempo è un po’ sospeso: ci si rilassa, si pensano buoni propositi per l’anno che verrà, si vedono parenti e amici e si cerca di tener a bada i sensi di colpa alimentari. Abbiamo mangiato troppo, dobbiamo corrrere al riparo. Stare in riga almeno per 48 ore, prima dell’abbuffata di Capodanno. Ma non si può negarlo, zucchero e affini danno assuefazione, non si può smettere così di colpo… Sarebbe un trauma, qualcosa di dolce è necessario per conservare l’allegria delle feste. Allora si possono provare questi cookies che come base hanno la polpa di banana e contengono un mix di semi che fanno benissimo. Facilissimi da fare e totalmente innocui per la linea (a parte le gocce di cioccolato fondente). Supersani e golosissimi.

Ingredienti

  • 2 tazze di fiocchi di avena
  • 3 banane
  • mezza tazza di semi a piacere (ho usato semi di girasole, zucca, sesamo e lino)
  • mezza tazza di cocco in scaglie
  • mezza tazza di uvetta
  • mezza tazza di gocce di cioccolato fondente
  • due cucchiai di semi di chia
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • un cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • succo di un limone
  • cannella q.b.

Procedimento
Unire i semi di chia a 3 cucchiai d’acqua, mescolare bene e lasciare riposare.
Riscaldare il forno a 180ºC.
Sminuzzare nel mixer 1.5 tazze di avena fino ad ottenere una consistenza farinosa.
In una ciotola grande schiacciare le banane con una forchetta finché non diventano una poltiglia, poi aggiungere la farina di avena, i restanti fiocchi d’avena e tutti gli altri ingredienti secchi.
Mescolare bene aggiungendo al mix i semi di chia che dovrebbero essersi uniti in una gelatina.
Dopo aver amalgamato bene tutti gli ingredienti, aggiungere il succo di limone.
Formare delle palline su una teglia ricoperta di carta da forno.
Appiattire tutte le palline e infornare per 20 minuti.
Togliere dal forno e lasciare raffreddare completamente i biscotti prima di mangiarli!

Crostata vegan

Dal meraviglioso libro di Natalia Cattelani ho scelto di fare una crostata vegan che sembrava facile e golosa. Mi sono procurata tutti gli ingredienti (latte di soia,olio, zucchero di canna, farina tipo 0, limone, lievito, marmellata e mandorle a lamelle) anzi quando al super non ho trovato subito le mandorle ho preso anche i pistacchi (a lamelle? sbriciolati?) insomma i pistacchi a pezzetti.

Peccato che non avessi verificato prima di avere la tortiera della taglia giusta (22cm di diametro). Dettaglio non insignificante. Infatti quando l’ho cercata, ho scoperto che era rotta, l’anello esterno non si chiudeva più (scherzo di una delle ragazze!!!). Così dovevo scegliere fra quella troppo grande e quella troppo piccola. Bisogna pensare positivo e così ho scelto quella con il diametro più grande.

Crostata vegana di Natalia Cattelani da Dolci di casa

Ho guardato la ricetta e ho letto che Natalia suggeriva di imburrare spennellare di olio la tortiera e poi infarinarla. Ho avuto un momento di dubbio e ho infarinato e spennellato anche una teglia in pirex. Poi Natalia diceva di accendere il forno.

Così ho fatto. Poi però il pirex non mi convinceva e allora ho ripreso la tortiera extralarge e “buttato” il pirex nel lavandino. Poi ho preso una ciotola e mixato gli ingredienti. Un momento di panico è stato quando Natalia consigliava di miscelare nel setaccio farina e lievito. Non possedevo un setaccio, avevo pensato di soprassedere alla richiesta. Poi ho ricordato i dolci di mia madre, che probabilmente non miscelava, infatti le sue torte avevano sempre quel brutto lievito che “legava” i denti.

Allora ho preso un colino e obbedito diligente. Poi ho lasciato riposare in frigo e dopo impastato.

Quando ho messo la pasta nella teglia ho capito che non ne avevo abbastanza per fare il rotolino tutt’intorno e le palline di pasta in mezzo. Ma oramai non potevo più trnare indietro! Allora ci ho dato dentro con la marmellata (ho scoperto che era troppo poca, qualcuno se l’era mangiata a tradimento) e allora ho esagerato con i pistacchi e le mandorle (che poi avevo trovato).

Alla fine è venuta fuori una specie di pizza.

Molto diversa dalla crostata di Natalia, ma comunque buonissima!

Oggi sono stata a Tempo di Libri alla presentazione del suo manuale e quando le ho raccontato la mia avventura è stata molto comprensiva!