Figlia felice?

Una volta, nella mia vita precedente senza prole, l’idea della pacchia della domenica mattina era quella di poltrire a letto il più possibile.

Oggi invece la prospettiva si è ribaltata: ho capito che se voglio godermela devo svegliarmi all’alba. Di solito va così: apro un occhio attorno alle 7.30, avrei ancora un gran sonno ma so che se non mi alzo sarò fottuta. Perciò con uno sforzo inumano mi trascino verso la cucina visualizzando almeno un’ora di assoluta beatitudine: cappuccio rilassato con lettura dei giornali (di ieri ma non si può andare tanto per il sottile), poi surfatina sui blog e magari un bel post, poi se vogliamo esagerare, fuga veloce prima che si alzino gli altri membri della famiglia verso la palestra. Questo il sogno. Di solito irrealizzato e irrealizzabile.

Questa la realtà di stamattina.
Appena mi sono seduta e ho infilato il mio cucchiaio nella tazza del muesli è arrivata Emma in cucina, dicendo:
“Che bello che sei sola così ti faccio compagnia!”
Sono stata abbastanza veloce nel trasformare un: “Maporcaloca!” in
“Chebellohaidormitobene!?”
E menomale perchè altrimenti mi sarei sentita una tale cacca…infatti la piccola Emma ha detto: “Aspetta ho una sorpresa!”
E’ sparita un attimo ed è tornata con questo regalo per me:
“Ma Emma è bellissimo! Grazie tesoro!”
“Come lo chiamerai?”
Ho fatto finta di pensarci un po’, poi mi sono illuminata:
“Flipper! Mi sembra il nome ideale per un gufetto, vero?”
Emma ha annuito contenta.
Tutti i suoi pupazzi si chiamano Flipper: c’è l’unicorno Flipper, il leone Flipper, l’orsetto  Flipper, il procione Flipper, il pipistrello Flipper,  il coniglio Flipper.
Invece le femmine si chiamano Guggi: la tartaruga Guggi, la giraffa Guggi, la rana Guggi.
Quando Anita gliel’ha fatto notare ghignando, c’è stata una rissa.
Sono molto orgogliosa del mio Flipper, della dinastia Flipper. Penso che Emma, nonostante sia figlia mia, abbia il dna da Mammafelice.