Intifada bergamasca

L’altro giorno stavo passando in auto nella zona di Bergamo.
Sant’ guidava ed ero al suo fianco con il finestrino aperto. C’era una curva e sopra un piccolo cavalcavia: un ponte che aveva una parte aperta con una ringhiera e poi una zona più riparata. Casualmente ho guardato su e ho visto un ragazzino, sugli undici-dodici anni. Aveva qualcosa di familiare: poteva essere il gemello di un ex compagno di scuola di Anita. Anche lui mi ha guardato e poi zac! mi ha tirato un bel sasso. Fortunatamente non aveva una buona mira, noi andavamo abbastanza piano e ha colpito il tetto della nostra auto anzichè la mia faccia.
L’ho scampata bella. Quella brutta canaglia non era l’ex compagno di Anita e perciò senz’altro non mi ha tirato il sasso per vendicarsi di una merenda non di suo gusto che gli ho dato quando una volta è venuto a casa mia.
Allora forse non gli piacevano i miei occhiali da sole.
Oppure gli dava sui nervi la mia faccia.
O era un bimbo che odiava i blog.
Forse era solo un piccolo demente annoiato che aveva dei degni amichetti dall’altra parte della ringhiera, nascosti nella zona riparata del cavalcavia. E sghignazzavano insieme a ogni macchina colpita.
Sant’ si è subito preoccupato del tetto dell’auto (quando ha visto/sentito che porconavo illesa), non ci siamo fermati e tornati indietro a inseguire il piccolo vandalo perchè stavamo entrando in autostrada e non era possibile.
Abbiamo quindi continuato a guidare verso casa, cogliendo l’occasione di raccontare alle ragazze un po’ di cronaca passata e le brutte storie dei sassi dal cavalcavia e delle loro stupide emulazioni.
Comunque per chi transita in quella zona …state all’occhio!