Tortellini city

In treno tornando da Roma. C’erano molte gallerie, a Firenze sono saliti due signori in giacca e cravatta e si sono seduti a pochi posti da me. Forse perchè il treno era moto rumoroso, uno dei due ha cominciato a parlare a voce molto alta. Senza vergogna.
“…era un ragazzo simpaticissimo, uno sboccato, uno che beveva, di compagnia! Poi ha incontrato lei ed è cambiato”
“Cambiato come?”
“Non poteva più far niente!”
“Lei era figa?”
“Mmmm…abbastanza…la sorella era una strafiga… infatti ha sposato un DJ”
“E allora?”
“Allora niente, una gran tristezza. All’inizio lui raccontava qualcosa di quello che facevano…”
Risatine.
“Poi più nulla”
“Come più nulla?”
“Non racconta va più nulla e non poteva più far niente di normale”
“Plagiato”
“Eh certo, plagiato. All’inzio veniva ogni tanto ancora fuori con noi. Ci troviamo lì al chioschetto in Piazza Lima”
“A far cosa?”
“A chiacchierare, a bere. Lui qualche volta veniva ancora, ma da quando stava con lei era diventato un altro. Anzi ancora un po’ ci provava, quando lei si spostava, magari per andare a ordinare a prendere qualcosa in auto, per un minuto lui tornava quello dei vecchi tempi. Diceva parolacce e ruttava, poi appena tornava era di nuovo soggiogato”
“Ma lei era figa?”
“Te l’ho già detto, abbastanza”
“Però che spreco, che tristezza”
“Eh sì, un ragazzo di quarant’anni rovinato così”

Sto andando a Bologna. Stasera sarò alla libreria Ambasciatori con Panz e altri amici:

Chi è in zona e non ha nulla di meglio da fare …

Rilancio qui il concorso da URL che avevo già pubblicizzato sulla pagina di FB. Se ne avete voglia fotografate/vi con la copertina del mio mio libro e vincerete un regalo del negozio on-line Erbe di Melanele. Scadenza 27 giugno.
Dov’è la “bazza”? (con lo slang bolognese mi trovo molto meglio che con quello romano)
Il regalo vale più del libro!

Per le amiche che invece aspettano la loro copia vinta con il blog candy chiedo, scusandomi, di avere ancora un po’ di pazienza. Il libro è in ristampa e le nuove copie dovrebbero arrivare all’editore giovedì.

Nella capitale

Arrivo a Roma con una certa emozione.
Salgo sul taxi e vedo le strade con i nomi strani: Labicana, Merulana…
Mi appare il Colosseo, penso alla casa di Scajola e a quella di Lori Del Santo. Ma anche a Natalì e alla povera Brenda. Tanti pini marittimi, la pioggia, le suore che guidano e molti ingorghi.
Quando finalmente arriviamo nella piazzetta dove deve esserci il mio albergo, anzi B&B, non lo vediamo. Il tassista comincia a chiedere, a porconare, a non trovarlo. In effetti non c’è alcuna traccia del fantomatico hotel che avevo prenotato via internet. Telefoniamo ma nessuno ha risponde.
“Ha già pagato, vero? Allora le hanno dato una sòla!”
La mamma 2.0 non può farsi fregare sul web.
“No, no, guardiamo meglio…”
Finalmente un signore che porta fuori il cane dice: “Giù di lì, vede l’insegna?”
L’insegna c’è, il tassista è sollevato e mi molla all’inizio di una scalinata che scende e sgomma via.
E’ in un condominio, come se facessi un B&B a casa mia, solo con più gerani.
Porta chiusa, suono, nessuna risposta. Riprovo tre volte. Piove, ho il telefono scarico, il trolley e i tacchi.
Cominciano a girarmi le balle. Prima che possa veramente disperarmi, arriva una signora che dice:
“Mi scusi ero uscita un attimo”
Mi fa entrare, mi mostra una camera, mi dà una chiave e sparisce di nuovo. Ho il letto a baldacchino, o forse a “baldracchino”. Telefono a Silvia: “L’hotel è un posto strano, non mi sento tanto tranquilla, a che ora arrivi a prendermi?”
Poi chiamo anche Piattini, penso di fare la simpatica ed esordire con: “Cerco la dottoressa Vagina Oragasmova”, ma all’ultimo secondo mi censuro. E faccio bene, perchè al telefono di casa risponde suo marito (è Highlander, lo so ma non glielo dico) .

Al centro commerciale de I Granai, dove c’è la libreria della presentazione ho appuntamento anche con Caia, Natalia e più tardi arriva anche LGO. Sono felice ed emozionata di incontrarle, sono gentilissime a venire a supportarmi. Chiacchieriamo e ridiamo come se ci conoscessimo da sempre. Ogni tanto dall’altoparlante una voce aliena dice il mio nome e ricorda l’ora della presentazione che si sta avvicinando. Vorrei sparire sotto il tavolo del bar attorno cui siamo sedute. Ma è troppo tardi.

La presentazione va bene. Dopo pochissimo mi passa la paura. Piattini è una presentatrice perfetta, Caia legge alcuni brani come una grande attrice e Silvia parla e commenta e io devo aver detto una serie di stupidate che fortunatamente non ricordo. Natalia, fra il pubblico, scatta alcune foto e LGO è seduta anche lei, di fronte a noi, insieme alla sua bambina. Parliamo del libro, di mommyblogging e di rete.
Poi andiamo a cena, ridiamo, chiacchieriamo, ci confidiamo e spettegoliamo.
Finalmente assaggio un supplì. Meraviglioso! Come tutta questa avventura: eterna gratitudine alle mie amiche blogger romane e scusatemi se per caso ho sbagliato lo spelling nel fumetto.
(Non volevo disturbare nessuno per chiedere, su Google c’è un dizionario Italiano-Romanesco ma la mia frase non l’ho trovata. Sant’ diceva che “un” si contrae, Anita ed io eravamo invece scettiche, alla fine a vinto lui)

In tour

Emma ieri mattina è partita per la gita. Strenua come se andasse al fronte. All’ultimo minuto cercava gli occhiali, o meglio la custodia degli occhiali. Freneticamente.
“Ce l’hai tu mamma!”
“Nella tua borsa!”
“L’ho data a te!”
Ho ravanato nel suo zaino e tra carte di goleador, carte di pokemon, un pezzo di compasso pericoloso, un cubo di rubrik, degli elastici e altre nefandezze ho trovato la custodia. C’era anche un vecchio panino prosciutto e formaggio in necrosi. Puzzava e stava per produrre le prime forme di vita. L’ho trovato quando lei era già uscita. Ho lavato l’interno dello zaino dicendo cose non belle e neanche ripetibili.
E’ sopravvissuta alla gita, al mal di gola e al raffreddore. Stasera è tornata e mi ha apostrofato:
“Ciao mamma, come va il tuo blogpost?”
“Non ho avuto tempo di scrivere niente”, ho risposto torva sentendomi anche un po’ presa in giro.

Venerdì sarò a Roma a presentare il libro con Silvia, Anna e Caia poi ci saranno anche Natalia e LGO (me l’han promesso). Sto perdendo un po’ la testa e ho mandato inviti un po’ a capocchia, chiedendo a blogger di Padova e Verona se abitavano a Roma oppure in Toscana. Scusatemi. Devo farmi una mappa e mettere delle bandierine con i vostri avatar. Chi è veramente a Roma e ha voglia di passare mi fa un gran piacere.

(l’invito l’ha fatto Anita: non è gratis ma mi fa un buon prezzo)