Effetto Marylin: chiappe al vento

L’altro giorno pranzavo con una mia amica nel dehors di un ristorante appena aperto e molto alla moda.
Un locale così richiesto che l’unico tavolo che eravamo riuscite ad accaparrarci era praticamente in mezzo al marciapiede, proprio di fianco a una grande grata.
Quando abbiamo accettato di sederci lì non lo sapevamo, ma era una postazione strategica.
Probabilmente richiestissima.
Infatti dopo pochi minuti dall’aver ordinato, abbiamo visto una signora che passava, totalmente ignara, sulla grata e zac! Il vento che soffiava da sotto le alzava completamente la gonna (lunghetta e beige) scoprendo sotto una mutanda contenitiva nera, elasticizzata a effetto gambaletto. La signora, sui sessanta, è rimasta un attimo perplessa e poi si è allontanata velocemente tirando giù nervosamente la sottana.
Lo spettacolo era iniziato. Meglio di Candid Camera.
Uno sguardo complice con la mia amica e abbiamo aspettato la prossima vittima: una trentenne con abito a sottoveste svasato, lunghezza al ginocchio. E’ passata anche lei inconsapevole sopra la grata e vai!
Chiappe nude. Complimenti: niente cellulite. Nessuna mutanda in vista.
Almeno così sosteneva la mia amica, secondo me invece aveva un g-string. Comunque anche questa signorina si è allontanata velocemente. Anzi prima si è guardata intorno per vedere se qualcuno l’avesse osservata. Ci siamo scambiate una risatina.
Poi è arrivato il cibo e sono anche passate un paio di ragazze, noiose, in pantaloni.
Dopo un po’, una giapponese, molto modaiola che aveva una gonna lunga nera che le copriva quasi completamente i polpacci. Si vedeva che aveva speso. Vita alta con cintura e un tessuto pesante, bello, con degli intarsi, in perfetto stile giapponese, un po’ Yamamoto, un po’ Comme des Garcons.
Ha svolazzato un po’ sollevando l’orlo, la giapponese ha fatto un’espressione strana, ma non si è visto nulla.
Poi abbiamo chiesto il conto e ne frattempo sono passate un paio di Sloggi, una nera e una bianca, erano assieme, si sono messe a ridere e sono corse via subito.
E un altro g-string con il fidanzato che sembrava anche un po’ stizzito.
E’ stato un pranzo divertente.
Mi è venuto anche in mente il vecchio consiglio di mia madre: quando esci metti sempre la biancheria migliore, si sa mai che ti investano, vai all’ospedale e ti devi spogliare. Si potrebbe aggiornare: si sa mai che passi sulla grata!
Io portavo i pantaloni, la mia amica un vestito ma pudicamente ha circumnavigato la grata.