Vaffangufo

E’ il momento delle vecchie barzellette e quindi vorrei ricordarne una anch’io, quella per bambini… quella del gufo, guffetto, gufettino e gufettinino…se non la sapete non importa, non fa molto ridere. Però c’è un pezzo che è appunto “Vaffangufo!” che è proprio quello che mi è sgorgato dal cuore ieri mentre piangevo sui 33 euro (10 di biglietto + 1 di occhialini x3) buttati per vedere in 3D il film più brutto della mia vita.

Il regno di Ga’Hoole, una saga su una famiglia di gufi.

Dovevamo vedere Adele e l’enigma del Faraone ma non c’erano più posti, allora in extremis alla cassa abbiamo optato per i gufi. E siamo state punite.

Angoscia, sciagura, vomito. Niente di personale contro i gufi, ma questo film pieno di effetti speciali sul volo avrebbe addormentato anche gli attivisti della Lipu.

Anch’io all’inizio avevo deciso di chiudere le palpebre dietro agli occhialini del 3D, pensando: “tanto le mie figlie sono grandi quando sarà finito mi sveglieranno e spero di non russare“, ma poi i protagonisti mi irritavano troppo per riuscire a prendere sonno. Così siamo uscite prima della fine del primo tempo, anche se diluviava, c’era la bufera e tirava vento. Ma meglio la furia degli elementi che un minuto di più in mezzo a quei pennuti saccenti dagli occhi iniettati di sangue.

La storia, piena di citazioni di nomi improbabili di località mitologiche pseudo celtiche (l’autrice ne ha scritto 15 libri, quindi occhio!), era iper-noiosa: costruita sulla vicenda di due fratelli uno buono e uno cattivo che poi alla fine combatteranno tra di loro. Una saga del bene e del male con gufi che sputano il bolo (che sarebbe il rigurgito con cui gufi evacuano le schifezze mangiate, tipo pelo e ossa dei topi che si sono slurpati via ) e hanno come babysitter un serpente rosso. In 3D faceva paura a me, figuriamoci ai bambini piccoli che popolavano la sala. Scommetto che avranno incubi per almeno tre mesi!