I cuccioli non sono regali da mettere sotto l’albero

Le feste natalizie non sono divertenti per i nostri animali domestici.

La confusione di luci, colori e musica da godere in compagnia. Atmosfera bellissima per gli umani, un po’ meno per i nostri compagni di vita pelosi. Perché sia i cani che i gatti sono animali abitudinari e mentre noi apprezziamo nelle vacanze uno strappo alla routine, per loro è tutta un’altra esperienza.

Avere la tana… ooops la casa piena di estranei rumorosi e festaioli non rappresenta il massimo del divertimento.

Anzi. E poi c’è la questione dei regali, troppo spesso qualcuno pensa di avere l’ideona di donare un cucciolo, magari a un bambino. Ma questa iniziativa non va presa con leggerezza, E’ sempre importante decidere di prendere un animale in casa in un momento in cui ci sia tempo da dedicargli per farlo ambientare, quindi le vacanze di Natale vanno bene. Però adottare un cucciolo è una decisione importante che deve essere condivisa da tutta la famiglia e così pure l’impegno di crescerlo e gestirlo.

I numeri degli abbandoni sono impressionanti, in Italia ogni anno vengono lasciati per strada 50.000 cani e 80.000 gatti. Molti di questi animali vengono adottati, magari comprati. E poi come fossero oggetti perdono quello spirito di novità che li fa apprezzare dai proprietari e come fossero cose, poi lasciati al loro destino.

A Natale sono carini ma passati alcuni mesi di gestione, d’estate diventano un peso da scaricare prima delle vacanze!

Nonostante ora gli animali d’affezione vengano considerati, anche dalla legge, come membri di un nucleo familiare, le cifre relative alla negligenza e agli abbandoni sono ancora vergognosamente alte.

Per contrastrarle è necessario un atteggiamento rispettoso e consapevole che forse passa anche dalla decisione di non considerare mai e poi mai un cucciolo, di cane o di gatto, come un’idea graziosa e suggestiva da mettere in un cesto regalo sotto l’albero di Natale.

Un Halloween dog friendly

La sera del 31 ottobre, Halloween, per i cani non è mai un gran divertimento. Una festa da gatti che sarebbe da togliere dal calendario. Questa moda importata dagli USA non è certo amata dai cani nostrani! I nostri amici pelosi amano la routine e nella notte di Halloween invece tutto è sottosopra.

Perchè il relax in cuccia è disturbato da scampanellate di bambini rompiscatole che urlano dolcetto o scherzetto. Le passeggiate tocca farle in mezzo a botti e mortaretti. E gli stropiccii di sacchetti di plastica sono deludenti perchè dischiudono caramelle e non croccantini al gusto di manzo o agnello. Insomma un gran stress.

Però tutto questo si può evitare partecipando a un’interessante e avventurosa escursione notturna nei boschi, per sentirsi ancora un po’ lupi (come i gloriosi antenati!).

Una bellissima idea dog friendly proposta dall’Oasi Zegna, nei pressi di Biella, dove cane e padrone potranno affrontare assieme un’avventurosa escursione notturna per un Halloween boschivo veramente speciale.

Lola imbronciata nell’ultimo Halloween!

Al cinema con il cane

Qualche anno fa a Londra ci sono stati i primi cinema che hanno permesso alle neomamme di portare il bebé e allattarlo nel buio della sala. Succedeva in orari speciali delle proiezioni pomeridiane. Dalla scorsa estate è partito, sempre nei cinema londinesi, un nuovo esperimento sociale molto interessante, al cinema si può portare il cane.

La sala pioniera di questa accoglienza è stata quella di Pictureshouse in Picccadilly, almeno una proiezione ogni sei settimane è dog friendly. La prossima è domenica 7 ottobre. Per il cane cinefilo è prevista una copertina, una ciotola d’acqua e anche uno snack.

Le prime pellicole a misura di cane sono partite dal classico Lilly e il vagabondo, così se qualche spettatore abbaiava poteva confondersi con i “dialoghi” del film. Poi quest’anno i cani sono stati (giustamente) ammessi a vedere L’isola dei cani, il bellissimo e consigliatissimo film stop motion di Wes Anderson.

Ovviamente ai cani non interessa nulla della trama del film, o quanto si ringhi o abbai nella storia. Anzi se ne infischiano anche del popcorn. L’importante è essere vicino al padrone, quindi per la proprietà transitiva (amano il padrone che ama il cinema) si fanno andar bene anche la sosta in sala. Ma non solo i cani del west-end londinese possono godersi un buon film, qui potete trovare, in questo informatissimo blog per i cani londinesi, tutte le sale dog-friendly nei diversi quartieri.

Per i cani nostrani l’accesso al cinema è ancora fantascienza, soprattutto nei multisala, ma nel cinema parrocchiale del mio quartiere la leggenda narra che un cane accompagnava la padrona ogni settimana. Si sedevano in prima fila e lui ronfava tranquillo ai suoi piedi.

Sono bigliettatia-volontaria di questo cinema e proprio stasera abbiamo la riunione annuale per definire orari e mansioni. Presenterò la mozione di libero accesso ai cani del quartiere accompagnati dai padroni, vedremo se entreranno i cani o sarò sbattuta fuori io!
P.S. Un dettaglio imbarrazzante su Lola: oggi ha sentito abbaiare in una serie TV e ha risposto all’abbaio!

Lola à la plage

Abbiamo portato Lola al mare ed è andata così…

Ci siamo strategicamente posizionate alla fine dell’ansa della spiaggia al confine con la scuola di vela. Sembrava un posto tranquillo, un po’ isolato, ricco di ombra. Infatti Lola è stata fatta accomodare sotto la scafo di un… (catamarano? barchetta? pattino?) di una piccola imbarcazione parcheggiata forse da tempo immemorabile. Insomma una bella, invidiabile cuccia marina.

A fianco aveva la sua ciotola d’acqua, era tardo pomeriggio, soffiava una piacevole brezza e tutto sembrava perfetto.

Mi sono immersa nel mio giallo da spiaggia e ho assaporato il rilassante ozio vacanziero: sole, mare e abbronzatura.

Poi a un certo punto un po’ angosciata dalle ripetute nefandezze del serial killer, protagonista del mio romanzo, ho alzato lo sguardo verso l’orizzonte. Così ho potuto ammirare la piccola flotta dei ragazzi della scuola di vela che, a fine lezione, tornava a riva. Sull’imbarcazione ammiraglia, dove stavano gli istruttori c’era un bellissimo e altero cane polena. Un pastore australiano.
“Che bello! Che meraviglia di cane alfa!”

Eravamo veramente ammirate, e ovviamente abbiamo pensato che quel fichissimo cane fosse altamente instagrammabile. Così ho perso di vista un attimo l’equipaggio per cercare nella borsa il telefono e paparazzarlo.

E’ stato un attimo ma è successo di tutto.

Il cane Alfa appena sbarcato ha annusato l’intrusa: Lola!

Come si permetteva di sostare nella sua spiaggia?

Come una furia ha zampato verso di noi per farci capire di chi fosse il territorio.

Mentre ancora lo cercavo all’orizzone, come capitano della sua barchetta, l’australiano Alfa rovesciava la ciotola, zampava sabbia sulle nostre stuoie, tentava di pisciare sul nostro guinzaglio, abbaiava e rincorreva Lola.

Ma soprattutto suscitava l’emulazione di un altro cucciolo del suo branco, un simpatico meticcio bianco che non era polena e quindi in barca doveva stare schiscio e umilmente seduto all’interno dello scafo. Un cane più giovane e insicuro che, vendendo Alfa comportarsi così da bullo, cercava di imitarlo.

Insomma l’inferno.

Lola che ha oramai una certa età (9 anni-il tempo vola!) ed è anche un po’ milf e ancora sicura del suo fascino, non si è lasciata impressionare. Gli ha abbaiato e ringhiato dietro.

Alfa non voleva sentire ragioni, infatti ha detto: “Qui è mio e comando io!” e cominciato ad alzare compulsivamente la zampa su tutto quello che era posato sulla spiaggia nel raggio di 50 metri. Anche sullo zaino di un ignaro bagnante che si era allontanato un attimo per prendere un gelato.

Una sorpresa…. piuttosto marrone

Oggi avrei voluto scrivere della bella inziativa che c’è a Londra: cani al cinema con i padroni. Invece dopo un giretto bonus con Lola all’ora di pranzo, una passeggiata non strettamente necessaria per i bisogni fisiologici ma garantita dal mio buon cuore, sono stata vittima di uno scherzo che mi ha fatto cambiare idea sul tema del post.

Allora, ero con Lola nel giardino sottocasa, lei correva libera e io pensavo cosa mangiare a pranzo… quando la chiamo per salire in casa, mi accorgo che il suo pelo è stranamente appuntito con un effetto gel (ottimisticamente questa è stata la prima cosa che ho pensato). Guardo meglio, vedo tracce marroni, annuso e purtroppo no, non era gel.

Era cacca. Con un istinto primodiale da predatore, Lola aveva identificato una cacca interessante e anche di vaste dimensioni, considerato il risultato.

“Rotolarsi nella cacca altrui è un ottimo espediente per non venire scoperti mentre si caccia, la preda non avvertirà il nostro odore e…. zac! Si cattura!”

Questo ha pensato Lola mentre attuava il geniale piano per mimetizzarsi nella giungla del prato sottocasa.

Io invece ero disperata, poi ho incontrato un’amica di area cani che mi ha consigliato di pulire Lola con acqua e aceto (come fosse l’interno del frigorifero).

Così sono salita in casa, l’ho trascinata in terrazza e ho cominciato la disinfestazione, mentre lei pensava che fossi antipatica e soprattutto impazzita.

Alla fine della procedura non era più marrone ma puzzava come un cetriolone sottaceto.

Ho telefonato al suo salone di bellezza, il Coppola dei cani, dove di hanno detto: “Eh no, (sciocca) signora al sabato per la toeletta bisogna prenotare, così all’improvviso non c’è posto”

Anzi, erano anche un po’ scandalizzati dalla mia richiesta improvvisa!

Così ho deciso che avremmo fatto la doccia insieme.
L’ho chiamata ma lei offesa del mio trattamento all’aceto non si è spostata dal suo fichissimo cuscino-cuccia. Si è anche voltata dall’altra parte per mostrare ostilità, arrivando a negare di chiamarsi Lola.

Allora ho preso il cuscino-cuccia l’ho alzato con lei sopra e, tenendolo abbastanza in alto in modo che non decidesse di saltar giù, l’ho trasportata di peso in bagno.

Lola era sbalordita dal mio comportamento da umana imbizzarrita e appena ho aperto incautamente un attimo la porta del bagno è scappata via. Ma io l’ho rincorsa, ero già nuda ma l’ho rincorsa fino in sala, dove lei cercava di nascondersi sul divano.

L’ho presa e siamo entrate in doccia, e lei ha pensato “fiuuuuu l’acqua tiepidina e il Baby Johnson (che certo, non è adatto ai cani) non sono neanche così male”.

Il brutto è arrivato dopo, al momento del phon: non lo sopportatava e cercava di ribellarsi.

Per calmarla, invocando lo spirito di emulazione, le facevo vedere che anch’io mi phonavo le gambe per asciugarmi. Ma lei niente, cercava di nascondersi dietro al water e sotto il bidet. Alla fine l’ho lasciata mezza bagnata e molto molto molto offesa.

Non ci parliamo più.

Allarme randagismo in Lombardia

In questa allegra atmosfera pre-natalizia condivido questa notizia preoccupante che mi è arrivata dalla Lega del Cane di Segrate (dove ho adottato Lola).

Dopo anni in cui il fenomeno del Randagismo era stato ampiamente arginato tramite gli strumenti microchip e Anagrafe Animali, stiamo assistendo ad una preoccupante controtendenza: gli accalappiamenti di cani rinvenuti sul territorio sono numerosissimi ed ormai si può parlare di vera e propria emergenza.
Nella maggior parte dei casi si tratta di cani che vengono portati dal Sud al Nord Italia tramite staffette, cani non microchippati che vengono poi fatti accalappiare nei Comuni del nostro territorio e poi accolti dapprima nei canili sanitari e successivamente nel nostro Rifugio.
Ciò ha delle ripercussioni onerose su più fronti:
sanitarie, con la diffusione di gravi patologie come ad esempio la Leishmaniosi e la Giardiasi. Si tratta di malattie endemiche nelle zone del Sud Italia che appunto si stanno propagando anche al Nord;
economiche: i Comuni si trovano ad affrontare spese improvvise ed in taluni casi gli Enti Comunali cercano una soluzione convenzionandosi con strutture private che si propongono al ribasso delle spese. Queste spese non previste e le disponibilità economiche limitate portano i Comuni a negare il consenso nei casi di richiesta di cessione dell’ animale da parte di cittadini in difficoltà, famiglie disagiate, ecc.
gestionali: in quanto le strutture, come il nostro Rifugio, non riescono più a lavorare in modo ottimale, programmando la propria attività;
-benessere animale: un viaggio spesso di diverse ore sottopone questi animali a notevoli stress con conseguenze sulle loro condizioni fisiologiche.

Inoltre, diversi di questi animali “deportati” sono cani problematici: malati, diffidenti, fobici… cani destinati a rimanere in Canile o di difficile adozione. Cani che qualcuno cerca di salvare ma che in realtà vanno ad aggravare una situazione di gestione già problematica.
Inoltre, purtroppo, vi è anche un aspetto lucroso, qualcuno ha infatti trovato un nuovo business su cui fare leva, facendosi pagare per dei viaggi su mezzi non autorizzati.
Occorre che i Comuni attuino un piano d’ azione atto a verificare la veridicità degli accalappiamenti, soprattutto a ragione del fatto che spesso i nominativi delle persone che segnalano i cani “randagi” sono gli stessi in diverse zone, nel Milanese, nell’’hinterland, e in tutta la regione.
Occorre un protocollo d’ intervento urgente, controlli più rigidi ma anche azioni coordinate tra Regioni e Ministero, la predisposizione di un’ Anagrafe Canina Nazionale in quanto la stessa Anagrafe è attualmente su base regionale, azioni mirate a combattere il randagismo territoriale e locale del Sud Italia, per fare in modo che non venga esportato ma contrastato efficacemente dalle Istituzioni preposte, esattamente com’era avvenuto al Nord Italia.
Infine, un’ ulteriore criticità che i Canili si trovano ad affrontare è rappresentata dal crescente numero di cani morsicatori, spesso molossoidi di proprietà di privati non in grado di gestirli, persone inesperte che con superficialità sottovalutano l’ impegno gestionale che questo tipo di cani comporta.
Cani che finiscono spesso nei Rifugi dove sono destinati a rimanere a vita, in quanto potenzialmente pericolosi e quindi non adottabili.
Queste sono le nuove realtà che gli operatori si trovano ad affrontare e che stanno annullando i progressi fatti in questi ultimi anni in materia di prevenzione del randagismo.

Christmas sfavillante per i nostri pet

La mia ascesa professionale, è iniziata proprio lì al Grand Hotel et de Milan uno degli alberghi più eleganti di Milano. Un milione di anni fa, sono andata lì a fare l’interprete per la settimana della moda per una stilsita inglese e poi sono andata a Londra a lavorare per lei, mi ha portato alle sfilate e sono diventata giornalista…

Quindi è un luogo che ho nel cuore e sapere che il prossimo 5 dicembre, dalle 17,30 alle 21, ospiterà un evento speciale mi rende molto felice.

Proprio in questo bellissimo hotel avrà luogo Sparkling Vip, un cocktail di beneficienza che aiuterà a finanziare la Lega del Cane di Milano, il rifugio dove ho adottato Lola.

Tra le iniziative benefiche degli infanticabili volontari di questo questo rifugio e di Laura Rossi, la fondatrice, ci sono già stati eventi molto glamour a cui Lola ha partecipato. Ma purtroppo non si è dimostrata un cane con un savoir faire social.


In questa occasione quindi rimarrà a cuccia, anche perchè il programma dell’evento è molto ricco ed entusiasmante e forse per lei sarebbe un’emozione troppo forte!

Durante la serata si brinderà con il Rosè Brut della rinomata Cantina Le Torri, e si potranno ordinare bottiglie da regalare con la personalizzazione delle eleganti etichette con le divertenti immagini dei nostri adorati amici a quattro zampe!
Le bottiglie “Sparkling V.I.P.” sono confezionate in eleganti scatole di cartone nero lucido con serigrafia personalizzata.

Poi durante l’evento, si potranno acquistare i calendari da tavolo e da muro, realizzati con immagini di alcuni degli ospiti del Rifugio di Segrate, i Panettoni e i Pandorati, prodotti con prezzo amico dalla pasticceria, La Torinese, azienda artigianale italiana vicina alla lega del cane e anche comprare il libro ‘’Trittico del cane’’ di Alberto Neri, presentato in anteprima per l’occasione.

Sarà anche possibile acquistare accessori e abbigliamento creati per i nsotri amici pelosi dal brand Nina wears Nina. E tutto il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto per sostenere il Rifugio della Lega del cane di Milano.

 

Lola in beauty farm?

Lola ed io stiamo progettando una fuga, non abbiamo ancora le idee molto chiare ma ci piacerebbe scappare da qualche parte. Fare qualche giorno di vacanza lontane dagli altri simpatici membri della nostra famiglia.

Lola odia le partenze, le mettono ansia perchè traumatizzata dal precedente abbandono, che ormai risale a molti anni fa, ma continua a temere che qualcuno la dimentichi a casa …
Per questo motivo quando scorge delle borse e delle valigie si stressa moltissimo. Per evitarlo qualche volta ho fatto la valigia di notte e l’ho nascosta sul pianerottolo per non fargliela vedere. Un’altra volta invece è stata lei a giocare d’astuzia e ha cercato di mimetizzarsi in mezzo ai borsoni. Il suo piano era “sono un bagaglio e quindi mi porteranno con loro”
E come mostra la foto, era un progetto quasi perfetto. Sembrava una sacca nera a forma di banana.

A Lola è sempre piaciuto mimetizzarsi, ha uno spirito un po’ da camaleonte. Nei primissimi tempi che era con noi ha tentato di nascondersi sul letto di Emma in mezzo ai pupazzi. In quegli anni erano tanti e colorati. Proprio per questo forse spiccava come una macchia nera e così è stata sgamata.

Tornando al nostro viaggetto, dove potremmo andare e soprattutto con che mezzo di trasporto?

La nostra fuga potrebbe essere molto comoda in treno, anche perché finalmente ho capito quale siano le regole per trasportare i cani. Spesso viaggiando ho incontrato persone con cani al seguito e alcune volte ho chiesto informazioni, ma incredibilmente tutti mi avevano dato indicazioni diverse. Anzi una volta andando in Francia, sul Thello, avevo trovato un signore, con bassotto al seguito, che sembrava tanto carino e normale, quando gli ho chiesto:
“Scusi ma il suo cane ha dovuto pagare il biglietto?”
Ha iniziato a rispondermi, a parlarmi del trasportino e poi improvvissamente, lui e il bassotto si sono guardati negli occhi e ha cambiato voce, ha cominciato a coccolare il cane, vezzeggiandolo con:
“E chi è che viene sempre in viaggio con me?!?!? Chi è il cane più bravo del mondo…eh sì che sei tu! Sì, che sei tu!”
Grondavano amore!
Li ho lasciati nel loro idillio, senza disturbarli più.

Sulla meta Lola ed io dobbiamo scegliere bene. Con attenzione e cura.
Il 50% degli hotel in Italia si dichiara “amico degli animali”, però è un’etichetta un po’ generica, di solito si riferisce ai cani di piccola taglia (quindi con Lola non ci dovrebbero essere problemi). A volte il soggiorno per il cane è gratuito, mentre in qualche struttura è previsto un sovrapprezzo. In alcuni hotel il cane è solo tollerato e non proprio il benvenuto. Nella scelta poi è importate valutare che intorno all’albergo ci sia una zona verde per passeggiare, annusare con gusto e correre.
Nelle mie ricerche ho scoperto l’hotel senz’altro più bello dove andare con il proprio cane (un luogo dovi garantiscono una sistemazione degna di un capobranco). Si tratta di Fonteverde, nella campagna senese . Dove non solo c’è una meravigliosa spa per noi umani ma i cani non vengono discriminati, anzi sono coccolati alla grande.
Piscina termale anche per loro, “cuccia” con il padrone, corse nel parco a volontà e all’occorenza (nella spiacevole ipotesi di separazione) c’è anche il dog sitter. Insomma il paradiso per una fuitina romantica cane-padrone.
Io e Lola abbbiamo cominciato a sognare (e a risparmiare), magari ci facciamo un regalo di Natale. In fondo sarebbe anche una buona azione infatti prenotando qui, una percentuale della spesa della vacanza viene devoluta alla LILT.

Nell’area cani

Vi propongo questo post che ho scritto questo post per per il n° 37 di Futura che è uscito esattamente un mese fa, il 15 agosto scorso…

Ci si incontra, annusa e spesso scatta la scintilla. Fa caldo, bisogna muoversi tra la polvere e l’erba un po’ secca. Le code fremono e le zampe scavano.

«Come si chiama?»
«Lola»
«Anche la mia, allora è un bel casino!»

Mi stupisco e vorrei conoscere il motivo della preoccupazione del mio interlocutore, ma non faccio in tempo a chiederlo perché gli squilla il cellulare. Risponde ma si accorge che deve anche fare altro: «Ho incontrato un altro cane che si chiama Lola, ma non posso raccontarti niente, adesso devo tirar su la cacca…»

Un po’ ansioso ma educato. Non mi dispiace, tenendo conto che nell’area cani, dagli umani, ci si può aspettare di tutto. Perché mentre i cani pascolano più o meno vivacemente e seguono i loro istinti, i padroni hanno comportamenti antropologicamente molto interessanti. Mostrano un gran ventaglio di emozioni. Possono essere tutto e il contrario di tutto.

L’importante è condividere: dritte sull’addestramento, sulle abitudini dei loro cani ma soprattutto confidenze, anche personali.

Non è come per i genitori che portano al parco giochi i bambini e si ritrovano ad ammazzare il tempo davanti all’altalena, mentre tengono d’occhio i pargoli. No, gli scambi di esperienze genitoriali, per quanto sinceri e realistici, sono meno disinibiti. Perché nell’animo dei genitori c’è sempre il tarlo, anche minuscolo, dell’insicurezza. La paura dell’inadeguatezza, il timore di venir giudicati. Quindi ci si confida, ma fino a un certo punto.

Fra padroni di cani invece, fra un latrato e un biscottino, ci si lancia senza paracadute nelle rivelazioni. Anche quelle più intime e nostalgiche.

Ci si sente meno vulnerabili perché il punto di partenza della conversazione è «solo» un cane, non un figlio.

Allora si chiacchiera a ruota libera con sconosciuti a cui magari si è solo chiesto: «Maschio?» e poi si racconta di tutto. Svelando che quello è «il secondo o quarto cane…», si ricorda e si visualizza un passato canino. In cui però vengono ripescati anche aneddoti biografici. Parlando della propria famiglia, degli studi e del lavoro.

Si fa outing, ammettendo anche errori imbarazzanti: «Giravo sempre con un marsupio pieno di wurstel per farmi obbedire quando lo chiamavo, in estate era un inferno».

Oppure si rievocano episodi che riavvolgono la matassa dei ricordi fino all’infanzia.

«Sembra un nome strano ma l’ho chiamato come il mio pupazzo preferito da piccolo, quello che mi aveva regalato mio padre quando… blah… blah…»

I proprietari di cani con il pedigree sono generalmente meno logorroici, ma tendono a fare gli esperti: sanno tutto sulle vaccinazioni e si dilungano in pillole molto dettagliate di psicologia canina.
Mentre i padroni dei meticci hanno storie più interessanti da raccontare.
Epopee di cani, nati male, a cui è stata offerta una seconda possibilità. Forse per questo le padrone dei cani non di razza spesso pensano di essere diventate madri dei loro pet.

È una sindrome abbastanza comune, nell’area cani. È facile conoscere signore dall’apparenza impeccabile, magari anche professioniste, che si presentano come «la mamma di Luna… Neve… Chicco».

La sorpresa invece, nel mare magnum della community canina, è stato l’incontro con una simpatica cinquantenne che, dopo essersi accomodata sulla mia panchina, ha attaccato bottone dicendo di essere «la zia di Nanette» e con orgoglio mi ha indicato un cocker cucciolo molto vivace.

Non ho osato chiedere ulteriori dettagli sulla loro parentela.
In Italia ci sono sette milioni di fortunati proprietari di cani: è logico che i legami comincino a diversificarsi!

Mentre nella finzione dei romanzi rosa e nelle commedie romantiche, il cane è ancora raccontato come un cupido peloso utile a fare incontrare, magari attraverso l’incidente di un guinzaglio impigliato e un’orma fangosa, il bello e la bella della trama, dopo anni di passeggiate canine posso garantire che, nella realtà, è molto improbabile che succeda. Almeno non nell’area cani, dove l’amore fra cane e padrone è così diffuso e condiviso da offuscare qualsiasi altro tipo di velleità sentimentale banalmente troppo umana.

Trova la tua dog beach

Anche se l’esercito dei proprietari di cani, in Italia, è arrivato a sette milioni di padroni felici (secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark 2017), nei mesi estivi nella maggior parte dei lidi è vietato portare cani sulle spiagge. Tuttavia, grazie a una crescente sensibilità nei confronti dei nostri amici, sono sempre di più le spiagge che si attrezzano per diventare “a misura di cane”.

Riporto uno studio di Volagratis.com che ha preso in considerazione alcune delle mete più gettonate dell’estate italiana, identificando alcuni bagni che possono essere considerati a tutti gli effetti “pet-friendly”.

EMILIA ROMAGNA

Con la sua Riviera, l’Emilia Romagna è una delle mete estive più frequentate. Già rinomata per essere a misura di famiglia e di bambini, la Regione è all’avanguardia anche per quanto riguarda gli amici animali con oltre 30 bagni attrezzati, tra strutture private e spiagge libere. In tutta la regione non è concesso agli animali di fare il bagno, ma da Rimini a Riccione, da Cesenatico a Ravenna, sono molteplici i servizi in spiaggia a disposizione degli animali: aree dedicate, veterinario, educatori cinofili tra gli altri. In particolare, si distinguono: la Dog Beach del Bagno81 di Rimini, il Bagno Corallo di Cesenatico e Beach 33 di Rimini.

TOSCANA – SPIAGGE LIBERE

Anche la Toscana è tra le Regioni con più spiagge dog friendly. La provincia con più spiagge per cani è quella di Livorno, seguono la provincia di Grosseto e le province di Pisa e di Lucca. Ecco un elenco di spiagge libere dove i cani possono fare il bagno tutto il giorno a patto che siano al guinzaglio e che il padrone sia munito di secchiello e paletta. C’è la spiaggia di Capocavallo, Cecina, la spiaggia nella zona compresa tra la Chiesina di San Cerbone e il pontile del porticciolo, Golfo di Baratti. Poi la spiaggia comunale di Felciaio, Isola d’Elba e quella di Torre del Lago Fraz. Torre del lago Puccini 55049 Viareggio.

Nelle altre regioni più gettonate in estate, ecco le spiagge più ‘a misura di animali’:

LIGURIA – Baba Beach, Alassio.

SARDEGNA – Tilliguerta Dog Beach, Cagliari.

PUGLIA – Santos Bau Bau Beach, Torre Canne Fasano Brindisi.

 SICILIA

Con le sue innumerevoli spiagge da sogno è purtroppo in fondo alla classifica italiana per quanto riguarda l’accoglienza dei pet. Tuttavia, a Catania è possibile trovare una vera “dog beach”, al Lido Azzurro, dove i cani potranno correre liberi dentro il parco giochi e fare il bagno in acqua, ovviamente sotto la responsabilità del padrone, e dove è disponibile anche un servizio di “dog sitting” per i padroni che vorranno lasciare il proprio cane (per mezza giornata). La Bau Bau Beach di Priolo, in provincia di Siracusa, offre anche percorso di “agility” per mantenerli in forma e farli giocare, mentre la splendida Vulcano, presso il Lido sabbie nere e acque calde, permette anche ai cani di fare il bagno godendosi l’acqua fresca e cristallina.

Porta il cane in ufficio

Da oggi fino al 23 giugno si potrà portare il proprio cane in ufficio, invece di lasciarlo solo a casa sul divano, magari anche senza aria condizionata.
C’è il giorno in cui si portano i bambini e per non discriminare adesso è arrivato anche il momento dei nostri animali domestici.
La cui compagnia in ufficio rende la giornata lavorativa più piacevole e proficua. Se fino ad alcuni anni fa era impensabile ipotizzare un ufficio abitato da cani e gatti, attualmente sta diventando un’usanza quasi normale.
Mars (azienda che si occupa di prodotti per animali) è stata tra le prime a inaugurare questa buona pratica, facendola diventare una consuetudine.
La presenza di pet in ufficio, infatti, favorisce il benessere, riduce lo stress, aumenta il livello di attività fisica, la produttivitàe la serenità.
Questi i principali risultati dell’ultima ricerca del The Banfield Pet Hospital (rete di cliniche veterinarie negli USA) effettuata su 1.000 dipendenti e 200 responsabili delle risorse umane. Lo studio ha infatti evidenziato che proprio la presenza di pet sul posto di lavoro ha un impatto positivo complessivo sui dipendenti. In particolare, l’umore migliora per il 93%, stesso dato per la riduzione dello stress e per 91% incide sulla diminuzione del senso di colpa nel lasciare a casa il proprio peloso. E poi, non da meno, il piacere di farsi un selfie alla scrivania con il proprio pet!

Lola l’infedele

Lola è molto socievole, forse troppo. Quando usciamo a fare la nostra passeggiatina nei giardinetti sotto casa tutti la salutano:

“Guarda c’è la Lola!”

“Ehi, Lolina, come va?”

“Ma che bella che sei Lola!”

Insomma un gran entusiamo quando lei corre avanti da sola, poi in coda arrivo io e l’atmosfera si raggela.

Un “Buongiorno/Buonasera” un po’ striminzito é tutto quello che mi dedicano.

Insomma Lola é molto più popolare di me, tra i padroni dei cani e forse per questo si è montata la testa.

E ha perso di vista il precetto fondamentale di ogni cane che si rispetti: la fedeltá verso il padrone.

Ogni volta che andiamo in qualche locale pubblico, bar o ristorante, Lola tenta di sedurre altri umani. Inizia a fissarli con gli occhioni tristi e se questi abboccano, si esibisce nel suo personalissimo show “cane carino&coccoloso”

Se me ne accorgo in tempo riesco a evitare che si butti anche in terra a pancia in su per farsi fare i grattini.

Imbarazzante e anche un po’ zoccola.

Poi non è come nei romanzi o nelle commedie d’amore che attacca bottone con qualcuno di intrigante e meraviglioso.

No, gli obiettivi di Lola sono le pazze gattare a cui cerca di far cambiare sponda.

Quando la colgo in flagrante, faccio un sorriso di circostanza alla gattara che sta cercando di sedurre, poi con una tiratina energica di guinzaglio cerco di distogliere Lola dal tradimento.

Quando usciamo dal bar la rassicuro dicendedole che le voglio bene, che so che anche lei mi é affezionata e non deve cercare di farsi adottare da nessun altro padrone. E le racconto anche di quei bei cani dignitosi che incontro spesso al bar; al guinzaglio con i loro padroni, fermi e tranquilli. Aspettano che i loro umani finiscano di bere il caffè con lo sguardo fermo e innamorato del cane fedele. E non cercano di intortare il primo avventore che passa loro di fianco!

Lola mi guarda annoiata, pensando che sono troppo tradizionalista e monogama. Poi punta qualche altra umana a cui scodare sfacciatamente!

Il mio cane è una top model?

Stamattina ho aperto il giornale e mi ha venuto un colpo.
C’era lei, bella, con lo sgaurdo profondo, sparata a tutta pagina. Lola che pubblicizzava una collana di libri sugli animali.
Bellissima iniziativa, ma cosa ci faceva il mio cane in copertina?
In questo mondo fatuo dove tutte sognano una vita patinata anche Lola è cascata nel tranello di un’esistenza da jet set, feste mirabolanti, guadagni facili, e poi alla fine ci si sposa con il cane di una rock star, un primo ministro o addirittura Trump?

Dalla sorpresa, mista a sgomento, ho urlato e poi verificato.
Era lei? Con le orecchie un po’ così da fricchettona? Mi hanno rubato una foto? Si tratta del famoso furto di identità di cui si parla tanto?
O è solo una sosia?

I natali si Lola sono oscuri, è nata in un campo rom e poi è stata adottata da un’altra persona, poi lasciata alla Lega del cane e finalmente ci siamo incontrate. Magari ha una sorella gemella/modella che invece dal campo rom è andata direttamente sui set fotografici.

Devo chiederglielo.

Esodo

Su quanto siano intelligenti i nostri cani e soprattutto come dimostrino il loro acume, è stato scritto molto. E’ una materia molto interessante e coinvolgente, infatti gli studi continuano.
Dal mio osservatorio privilegiato (vita con Lola) posso dedurre alcune caratteristiche empiriche sugli atteggiamenti canini. Prima di tutto la caparbietà.
Perseguire l’obiettivo ad ogni costo.
Come avevo già scritto, Lola già da un po’ di tempo ha cominciato a spostare il cuscino della sua cuccia e a farlo vagare per casa. Fino a poco tempo fa lo spingeva in vari angoli della sala, direzione cucina, sempre più in mezzo al circolo magico dell’azione domestica.
Dove palpita la vita del branco.
Pensavamo fosse sinonimo di voglia di attenzione, necessità di essere più vicino a noi, al cuore del nucleo familiare.
Andava cosi: lei spingeva il cuscino sino a un certo punto, dove era decisamente in mezzo alle balle e dava fastidio, qualcuno ci inciampava e così al grido di: “Ma dai Lola!”, il cuscino veniva re-inserito in cuccia.
Lei si acciambellava, offesa, rivolgendoci la coda ma il giorno dopo il cuscino era di nuovo in giro per il pavimento della sala.
Noi lo rimettevamo dentro e via cosi. Il supplizio di Tantalo versione canina.
Qualche giorno fa ho avuto un’epifania e deciso che avrei lasciato errare il cuscino per capire quale fosse il fine ultimo del viaggio.
E ho chiesto il supporto dei miei familiari.
“Per favore, anche se inciampate lasciatelo dove si trova, è un esperimento!”
Il primo giorno il cuscino ha vagato per la sala, direzione corridoio.
Il secondo è arrivato all’imbocco dell’ingresso.
Che Lola volesse uscire sul pianerottolo e cambiare appartamento?
Era nervosa, più perniciosa del solito. Chiedeva attenzioni H24.
Probabilmente perché qualcosa era diverso dal solito, attuava regolarmente il suo piano ma noi ci comportavamo in modo strano. E non ne conosceva il motivo.
Il terzo giorno il cuscino ha girato a sinistra e preso la via del corridoio.
Il quarto si è parcheggiato davanti alla camera delle ragazze.
Emma al buio è inciampata due volte, imprecato, e minacciato di mandare all’aria l’esperimento.
Lola era sempre più strana, continuava a guardarmi per sondare la mia anima.
Ma ero impassibile. Non mostravo alcuna emozione. Fredda come un vero scienziato.
Il quinto giorno, ieri, il cuscino era davanti al bagno.
Anita è inciampata verso mezzanotte.
Oggi, sesto giorno, il cuscino è arrivato, durante la notte, nella mia camera.
Al confine della porta accostata.
Lola ha dormito lì, nella prestigiosa area capobranco.
Stamattina era euforica: è uscita sul balcone ad abbaiare nel sole quasi primaverile per dire a tutti i cani del vicinato della sua riuscita.
La storia di un cane che ce l’ha fatta.
Ci sono voluti cinque lunghi anni ma finalmente è capobranco.
Emma dice che probabilmente Lola pensa anche di scrivere un ebook, uno di quei manuali motivazionali che vendono bene.
Il titolo c’è già: Qua la zampa- Se ti impegni puoi farcela!

Vinci un weekend a Montpellier e ringrazia il tuo cane

Con le truffe alimentari, di cui si legge ovunque, c’è poco da stare tranquilli. Ne succedono di tutti i colori nell’alimentazione degli umani, figuriamoci cosa arriva nelle ciotole dei nostri animali domestici.

Qual è il lato oscuro di quelle crocchette?

E quel raffinato patè, sarà veramente così delizioso?

Per vederci più chiaro si può partecipare, fino al 30 giugno prossimo, a questo concorso e tenere le dita zampe incrociate, sperando di vincere un weekend, a inizio settembre, per due persone nel sud della Francia, a Montpellier.

Un’occasione per visitare la città ma anche il Campus di Royal Canin, di oltre 24 ettari, dove sono nate tutte le gamme di alimenti oggi disponibili per cani e gatti e anche quelle specifiche per età, taglia, stile di vita. E poter verificare di persona che tutto sia prodotto secondo le regole per la salute e il benessere dei nostri amati amici pelosi.

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