Precious & Percy

Ho appena finito di leggere Precious, il libro di Sapphire da cui è stato tratto l’omonimo film che ha fatto meritare l’Oscar a una delle protagoniste. L’ho letto in inglese perchè da noi non è ancora uscito, cioè era uscito nel ’97 ma non è più disponibile e ora una nuova versione è stata ripubblicato seguendo il successo del film.
E’ una storia straziante, durissima, un vero pugno nello stomaco. Per tutti ma per una madre ancora di più, l’ho anche lasciato a decantare un po’ di giorni sul comodino perchè era troppo forte. Però mi sentivo vigliacca così l’ho ripreso e letto fino in fondo.
La storia di questa ragazzina obesa, disperata, violentata dal padre, resa madre a dodici anni di una figlia down, seviziata dalla mamma, che dopo la seconda gravidanza (sempre del padre) riesce a trovare attraverso la scuola un bandolo di speranza, sembra troppo orrenda per essere realistica. Invece Sapphire, la scrittrice che ha frequentato per anni in ghetti di Harlem, si è ispirata a storie di vita vissuta. Il libro è scritto volutamente in stile illetterato, lo spelling delle parole è quello della pronuncia. Difficile quindi da rendere in italiano con efficacia senza essere troppo volgari.
Infatti una cosa che odio nelle traduzioni di slang, soprattutto nei film, è quando i dialoghi “forti” sono tradotti infacendoli di parolacce e imprecazioni.

Dopo questo libro che fa piangere, vi racconto di un film che invece mi ha divertito. Dal manifesto prometteva solo di essere l’ennesimo clone di Harry Potter e invece è stata una bella sorpresa. Adatto ai bambini grandi, direi dai 9 anni in poi, è un mix surreale di mitologia e attualità. Ci sono gli dei dell’Olimpo e le Converse alate per il figlio di Mercurio, si svolge a New York e poi c’è una demenziale tappa a Las Vegas, dove ho anche cercato di intravedere (inutilmente) un indizio della presenza di wwm, c’è Ade il custode degli Inferi che sembra un vecchio rocker ma il top é l’ex bellone Pierce Brosnan trasformato in un centauro…alla fine le mie figlie erano così eccitate che tornando a casa, spettegolavano di semidei e ire dei personaggi dell’Olimpo, come se fossero i loro compagnucci di scuola. Hanno fatto sfoggio di una cultura sui miti greci che certo non sospettavo.
“…sì, perchè Giove è figlio di Crono…”, diceva Emma ad Anita.
“Ma come fai a saperlo?”, ho chiesto stupita e ammirata.
Oramai infatti ho gettato la maschera e lascio trapelare che i buchi del mio sapere spaziano ben oltre le materie scientifiche…
“L’anno scorso ho letto Ganzi Greci!”, sottintendendo “Cavolo mamma, non sai e non ricordi mai una cippa!”
Se non ripasso velocemente fra un po’ sarò fuori dal giro!