Figli Imperfetti

Oggi i genitori fanno molta fatica ad accettar le critiche ai propri figli. Per questo le relazioni fra genitori e insegnanti (dalla materna alla fine del liceo-posso testimoniarlo) sono spesso tese e burrascose. I genitori non accettano le imperfezioni dei figli e questa idiosincrasia arriva da lontano. Dai primissimi anni di vita dei bambini.

Nel recentissimo manuale Figli imperfetti, Hedemaire Brosche, insegnante tedesca, da tempo anche autrice di manuali sulla genitorialità, spiega il motivo di questo atteggiamento e soprattutto come accettare, affrontare e ribaltare in positivo, i difetti dei nostri figli. Il concetto di fondo che dà origine all’insicurezza dei genitori sta nell’avverbio troppo. Un bambino può essere definito troppo timido, troppo vivace, troppo rumoroso, troppo lento, troppo grasso, troppo magro, basso, alto, pallido…ecc.ecc.

Le persone che ci stanno attorno sin dalla nascita, spesso in buona fede, si permettono di giudicare i nostri figli, provocando dubbi e insicurezze. Con i neo genitori il terreno è fertile. Con il tracorrere del tempo è più facile cercare di non farci caso ma a volte il tarlo dell’incertezza fa breccia. E rimane.

Perchè i bambini devono essere considerati sbagliati, imperfetti, in base alle decisioni di qualcun altro?

L’autrice, attraverso esempi pratici, analisi di famose teorie psicologiche e anche esperienze cliniche accompagna il lettore a vedere le cose da una diversa prospettiva. A evitare i confronti, ad analizzare le situazioni in una luce più oggettiva. A sintonizzare aspettative e e stile educativo a seconda della diversa personalità dei bambini.

E come stare alla larga dai giudizi negativi che possono in maniera subdola influenzare per tutta la vita.

Brosche nelle pagine di questo manuale insegna a utilizzare la psicologia positiva, finalizzata a promuovere le risorse e le capacità delle persone a seconda delle loro inclinazioni. Insomma vedere le qualità dentro ai difetti. Evitare di usare il pensiero piatto, purtroppo molto diffuso, quello che per comodità, semplicità, si avvale dei preconcetti più comuni e si attacca agli stereotipi.

“Essere pronti a vedere quanto può esserci di buono in ciò che apparentemente è sbagliato ci arricchisce enormemente in lingimiranza, tolleranza e fiducia”, sottolinea la Brosche.

Imparando questa lezione, ci si rafforza, si diventa meno pavidi. Si acquista quella sicurezza necessaria per valutare senza timore anche le critiche che possono essere costruttive e aiutare a migliorare noi e i nostri figli.

Di bambini e altre magie

Comunicare è sempre difficile, con gli estranei e anche con le persone più vicine a noi. Spesso, anche quando siamo pieni di buona volontà ed empatia, i franintendimenti nascono dal fatto che non ragioniamo nello stesso modo del nostro interlocutore e quindi magari le parole possono acquistare significati non voluti e inaspettati.

Capita fra adulti ma soprattutto quando ci rivolgiamo ai più piccoli, in particolar modo ai nostri figli, dove gran parte dei problemi educativi nascono dal modo in cui parliamo con loro. Usando una modalità che si rivela sbagliata perchè parte da un nostro modo -adulto- di vedere le cose, dalle nostre aspettative che sono spesso incomprensibili ai ragazzini.
Anche a quelli più desiderosi di compiacerci.

Ci sarebbe invece un modo molto più semplice ed efficace di comunicare con i bambini ed è quello che si può trovare entrando nel mondo fantastico e immaginario della loro fantasia. Uno spazio che nei più piccoli si mescola con la realtà di tutti i giorni, li aiuta a crescere e a capire cosa ci si aspetta da loro.

E’ un mondo, più bello e ottimista del nostro, che purtroppo però spesso ci risulta incomprensibile, così alieno da creare malintesi e confusione.

Per imparare a capirlo ed entrare in sintonia con il modo di ragionare dei più piccoli, è uscito di recente un manuale: Di bambini e altre magie scritto da Elisabetta Rossini ed Elena Urso, in cui le due pedagogiste spiegano in maniera molto semplice ed esaustiva, come rapportarsi con i bambini evitando tensioni, frustrazioni e capricci.

Affrontano le tematiche e problematiche più comuni nell’educazione, affiancando alla teoria molto esempi clinici che aiutano a capire meglio come penetrare nel raggio di comprensione dei più piccoli con facilità e soddisfazione reciproca.