Dreaming Obama

Ieri siamo stati alla Triennale, uno dei miei luoghi preferiti in città, a vedere la bellissima mostra di Roy Lichtenstein . A me piace molto la pop art, che è allegra e divertente e facilmente assimilabile anche dai bambini. Lichtenstein poi con il suo stile fumettistico è piaciuto molto anche a Emma e Anita.
Poi abbiamo visto anche un’altra mostra Green Life sulle città sostenibili. Un’utopia di buoni propositi e sogni di vita in spazi urbani vivibili, in mezzo al verde anzichè alla puzza di smog che ci attanaglia. C’erano un sacco di piante, tanto per farmi sentire in colpa e poi alla fine un bel prato verticale dove abbiamo visto che una ragazza, forse una modella, bella, palliddissima, truccatissima e magrissima, si faceva fotografare. Così ci siamo fatte la foto anche noi. Spero sia di buon auspicio per rinverdire il mio pollice!


Stanotte invece ho sognato Obama.
Un mezzo incubo nella mia fase rem.
Eravamo in un bagno di un luogo pubblico. L’avevo già sognato altre volte, anche con Michelle e le figlie, quindi non ero particolarmente emozionata. Gli ho ribadito la mia stima, lui ha minimizzato e ha continuato a guardare in un cassetto che si trovava proprio sotto i lavandini.
Ravanava nel cassetto piuttosto concentrato. Poi nel bagno è entrata una signora con una divisa: era una sua assistente. Quando l’ha vista Obama ha tirato fuori l’intero cassetto dal mobile del bagno e l’ha passato alla solerte assistente. Ho allungato il collo e dato una sbirciatina: era pieno di blush, terre e fondotinta. In polvere, solidi e liquidi. Anti-age e a effetto seta. In varie tonalità. C’erano anche pennelli e spugnette.
Obama ha detto alla sua assistente: “Penso che questi possano andare”
Lei ha dato un’occhiata e ha annuito seria.
Obama mi ha fatto un sobrio cenno di saluto e si è avviato, seguito dalla sua fedele collaboratrice, verso l’uscita del bagno .
Sono rimasta in piedi vicino ai lavandini perplessa domandandomi se veramente fra il nostro Paese e gli Usa ci sia così tanta affinità.
Chiedendomi, con angoscia, se anche Obama sia schiavo del fard.