No alla legge Ammazza blog


Di solito non mi occupo di politica ma questa volta la situazione mi sembra grave e quindi sento il dovere di esprimermi in merito.
Nella corsa alla legge che vieti le intercettazioni telefoniche, la prossima settimana i nostri parlamentari vogliono approffitare per approvvare in una norma che tolga la libertà alla rete, introducendo anche a siti e blog le regole che valgono per la carta stampata.
In particolare l’obbligo di rettifica entro 48 ore, pena una multa di 12.500 euro.
Sono arrabbiata e disgustata da questo attentato alla libertà di espressione, perciò aderisco a un’iniziativa che si sta sviluppando in rete.
Sono giornalista da più di vent’anni e mi è anche capitato di essere querelata per diffamazione quando mi occupavo di cronaca nera, (vi vorrei anche raccontare da chi ma è gente cattiva e non vorrei che mi ribeccassero). A quei tempi l’azienda per cui lavoravo mi ha difeso attraverso l’ufficio legale preposto a tutelare i giornalisti. E quindi me la sono cavata.
Sui giornali l’informazione purtroppo è sempre manipolata, anche in temi neutri come il costume, il cinema, la moda, i prodotti per l’infanzia, ecc. Tutto dipende, se non dai padroni/editori, dagli inserzionisti, che non possono mai essere scontentati. Gli introiti pubbliciatari fanno vivere la testata e quindi guai a metterli in pericolo. La forza della rete invece sta proprio nella libertà: nel poter esprimere quello che si vuole.
Senza padroni, senza bavagli. Non ho mai accettato di mettere banner a pagamento, di fare marchette sul blog proprio per godere di questa autonomia, per poter continuare a scrivere qui con entusiasmo.
Pretendere il diritto di rettifica, equiparando alla carta stampata, significa veramente imbavagliare e manipolare blog e siti. Speriamo che non succeda, mobilitiamoci e condividiamo perchè non accada.