Una storia a lieto fine

Urlaub 2009 067
Proprio l’anno scorso in questi giorni avevo scritto di Nikolaj un bambino ucraino che era nato con una grave malformazione alla vescica ed era stato abbandonato in un orfanotrofio, lasciato lì senza neanche i documenti. Anche Mammamsterdam seguiva il suo caso e abbiamo diffuso la sua storia nella speranza che qualcuno potesse aiutarlo.
A gennaio, finalmente questo bellissimo bambino è stato portato in Germania e operato, poi è riuscito anche a trovare una famiglia che si prendesse cura di lui. Fortunatamente è stato adottato dall’urologo che l’ha operato e sua moglie, anch’essa urologa. Quindi anche in caso di problemi legati alla sua precedente patologia, è senz’altro finito in ottime mani. Quindi finalmente un po’ di felicità, ora Nikolaj ha anche un fratello maggiore, Felix da cui è inseparabile.
Sono già commossa e quindi mi fermo qui. Ho scelto di mettere la foto perchè è stata diffusa dalla sua famiglia e fa veramente piacere vedere come oggi sia un bambino sereno.

Sentiero killer

“Mamma vuoi fare uno scarichino?”
Oramai le mie figlie sapevano dove accompagnarmi per farmi felice: a girare intorno al bar dove c’e’ il free wifi. Troppo nervosa per bere ulteriori caffè mi limitavo a girare l’angolo del locale, tirare fuori il telefono, mentre gobba e furtiva come una tossica guardavo se c’era rete. Ma da oggi l’aria è cambiata: Sant’ ha trovato la mediateque dove possiamo conneterci con un abbonamento di pochi euro. Quindi eccomi qui…
Prima bellissima notizia: il piccolo Nikolaj, il bambino ucraino -senza pisello- come lo chiamava Mammasterdam, dopo essere stato operato con successo in Germania lo scorso gennaio, ora ha finalmente trovato una famiglia addottiva. Ha anche un fratellino e piano piano potrà fare tutti i ritocchi estetici necessari. Sono felicissima per lui!
Sarei l’anima fitness della mia famiglia, cosi’ l’altro giorno ho convinto tutti ad affrontare il sentiero litoraneo, un percorso bellissimo inerpicato tra le rocce e la pineta, a picco sul mare, che collega il paese in cui ci troviamo a quello successivo. Lo facevamo anche 2 anni fa con grande soddisfazione, anche perché all’arrivo, in paese, c’é una creperie dove ci si puo’ strafogare di crepe alla nutella senza sensi di colpa, per reintegrare tutte le calorie eventualmente perdute nella scarpinata.
Questa passeggiata è lunga circa cinque chilometri: mentre le bambine sgroppavano allegre, io a un certo punto credevo di morire. La meta, una baietta deliziosa dove avevamo previsto di fermarci per fare bagno e merenda, sembrava diventare un miraggio: sempre più lontana e irraggiungibile.
Di solito nelle passeggiate io e Anita ne approfittiamo per raccontarci i libri che abbiamo letto. Non avevo più fiato e quindi è stata la mia primogenita a raccontare. Per distrarmi, mi ha parlato di L’isola in via degli uccelli, romanzo di Uri Orlev, che narra la storia di un ragazzino ebreo che viveva nel ghetto di Varsavia. La sua lotta per la soppravvivenza, le sue paure e finalmente il lieto fine. Una vicenda toccante, scritta in modo delicato, adatta agli adolescenti. Ad Anita é piaciuto molto e a me ha aiutato a sentirmi un po’ meno distrutta. E soprattutto a non pensare ossessivamente che non sarei mai arrivata viva alla meta.

Accouchement

Ho appena scritto un’intervista in francese a un esperto di apprendimento linguistico del Quebeq. E’ stato facile come un parto. Giel’ho mandata via e-mail, speriamo non mi risponda insultandomi. Mi sono anche scusata perchè nella mia tastiera non ci sono tutti gli accenti. Capirà che il mio apprendimento linguistico non è ancora finito. Ho ancora molta strada da fare. Ma mi sono impegnata. Adoro il francese e sono anni che lo studio. Vado in vacanza in tutti i paesi francofoni, leggo i libri in lingua originale, ma mi manca l’amica francese con cui conversare…L’inglese lo so benissimo perchè abitavo a Londra, ma il francese no e mi fa una gran rabbia. Mentre “francesizzavo” pensavo alle traduttrici e le interpreti le stimavo, ammiravo, lodavo mentalmente.
Quando a Insieme hanno detto: “Chi intervista l’esperto linguista canadese?”
“Ioooooo!”, ho alzato la mano come una vera secchiona.
Però poi ho dovuto tirare fuori il vocabolario e la grammaire…Non è come intervistare un’attrice, che ti inventi qualsiasi cosa. Sandrine Bonnaire, al telefono, mi aveva anche detto che aveva la figlia con l’influenza… Devo ammetterlo, nonstante non sia religiosa, il mio sogno è sempre stata la Pentecoste: una bella fiammella sulla testa e impari tutte le lingue!
Comunque sempre per lodare le traduttrici, attraverso Paola, una di loro, ho saputo che il piccolo russo Nikolaj, “il bambino senza il pisello”-come lo chiama Mammamsterdam- dopo l’operazione in Germania, sta bene. E forse troverà anche una famiglia addottiva pronta ad accoglierlo e dargli tutto l’amore che merita.

Buone notizie

Ho appena ricevuto notizie incoraggianti sulla sorte del piccolo Nikolaj, il bambino di cui avevo già parlato in un post precedente. Grazie all’interessamento di tante persone questo bambino malato è riuscito a non andare in orfanotrofio in attesa di compiere il suo viaggio delle speranza verso Regensburg in Germania dove sarà operato. Rimane in ospedale fino al 15 gennaio, poi parte e il 20 è fissata la sua operazione. Adesso teniamo tutti le dita incrociate perchè i documenti di viaggio per lui e il suo accompagnatore arrivino in tempo. Per aiutarlo comunque si può continuare a fare donazioni sul conto corrente dell’associazione di Kleine Herzen:
8.700.361 Raiffeisen Landesbank NÖ-Wien
(BLZ 32000)Swift (BIC): RLNWATWW IBAN: AT133200000008700361

Aiutiamolo


C’è un bambino in Ucraina che ha bisogno d’aiuto: si chiama Nikolaj, ha undici mesi ed è affetto da una grave malformazione alla vescica. Non è una bufala come tante che circolano in rete. Questo piccolo è orfano o è stato abbandonato alla nascita perchè era “difettoso”. Grazie all’interessamento di una rete di genitori di altri bambini adottivi russi, di alcuni traduttori di LangIt e di tante altre persone, dovrebbe presto essere operato in Germania. Dovrebbe succedere a gennaio, ma nel frattempo l’ospedale di Kiev dove è ricoverato vuole dimetterlo perchè non ha fondi per continuare a mantenerlo. Ci sono problemi burocratici, logistici, igienici (se viene ricoverato in un orfanotrofio rischia infezioni perchè le condizioni igieniche non sono sempre rispettate) e naturalmente anche economici. Nel suo blog Mammasterdam racconta tutta la storia e mette anche i riferimenti per chi vuole aiutarlo. Su facebook si è attivato un gruppo di sostegno, io se potessi me lo porterei a casa domani.

Copio e incollo i riferimenti che sono alla fine del post di Mammasterdam: per informazioni ilbimbosenzailpisello@tin.it
Invito chi può e vuole dare una mano a far girare la storia e contattare o fare una donazione a Kleine Herzen:

LändernTulbingerkogel 67,
3001 MauerbachÖsterreich (Austria)
Tel: +43 664 501 38 90 Fax: +43 2273 29357
E-Mail: office[at]kleineherzen.org

conto corrente di Kleine Herzen:
8.700.361 Raiffeisen Landesbank NÖ-Wien
(BLZ 32000)Swift (BIC): RLNWATWW IBAN: AT133200000008700361