Gauguin: racconti dal Paradiso, un po’ al buio

Come ho già scritto, martedì scorso sono stata all’inaugurazione del Mudec e oltre alla mostra di Barbie, ho visto anche quella di Gauguin, che ha come sottotitolo “Racconti dal Paradiso” perchè il pittore francese ha passato gli ultimi anni della sua vita in Poinesia, dipingendo molti paesaggi e moltissime bellezze del luogo e prima aveva anche vissuto in Martinica, luogo altrettanto paradisiaco.

E’ una mostra molto interessante di circa 70, oltre a quelle di Gauguin ospita anche quadri di Pissarro, Cezanne e Van Gogh. E c’è anche il famoso Autoritratto con Cristo Giallo, prestato dal Musèe D’Orsay di Parigi.

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Tutto meraviglioso, peccato che le sale siano così buie che si fa fatica a vedere, sono penalizzate soprattutto le sculture. Devo ammettere che quando ho visitato la mostra era ancora in stato di allestimento, per cui le schede messe di solito di fianco ai quadri in un luogo un po’ luminoso, erano ancora appoggiate per terra e di fianco ai quadri c’era solo lo scotch che indicava il luogo esatto dove porle. Ma a parte questo, era veramente troppo buio.
Ho sentito (giuro) una collega esclamare, esasperata: “Ma qui non si vede una cippa!”
E non potevo certo darle torto.
Più che ammirare una mostra sembrava di cercare qualcosa in cantina. Ma il buio fa tendenza, anche nei negozi alla moda, il primo a sperimentare questa mancanza di luce è stato Abercrombie&Fitch, per essere fichi si sconfina nella tenebra!

Dal virtuale al reale

Era un po’ che ne parlavamo e finalmente ieri ce l’abbiamo fatta. Un’altra amica blogger che ho potuto conoscere dal vero. Agrimonia e la sua famiglia son venuti a Milano a trovarci.
Abbiamo scelto un territorio “neutro” dove trovarci per permettere ai ragazzi di socializzare meglio e magari anche di non annoiarsi da morire. Così ci siamo incontrati al Museo della scienza e della tecnologia, dove c’erano come al solito interessanti laboratori. I nostri hanno scelto robotica e uno sull’alimentazione dove si insegnava a fare il gelato.
La scelta è stata azzeccata perchè Prince, il figlio dodicenne di Agrimonia, e le mie si sono divertite. E noi tutti abbiamo passato un pomeriggio molto piacevole. Agrimonia e suo marito sono molto simpatici e alla mano. Non ci sono stati momenti di imbarazzo. Prince è intelligente, educato, bello e meno “legnoso” delle mie ragazze che si sono finalmente un po’ sbloccate con lui solo a fine giornata. Quando era ora di salutarci, per intenderci. Ma la vera star del pomeriggio è stata la Bimba meravigliosa di Agrimonia. Dieci mesi e ha passato tutto il pomeriggio sorridente a gorgheggiare e a farsi spupazzare da me e anche un po’ da Anita ed Emma. Neanche un capriccio, neanche un urletto. Così al naturale: senza ciuccio e senza pollicione in bocca. Felice e serena come un angioletto, al massimo si ciucciava un calzino, come dice Bart. Io, che adoro i Simpson, non osavo crederci: ho pensato che fosse proprio perfetta.
E i laboratori? Su quello di robotica non mi permetto di commentare vista la mia ignoranza abissale in tutto ciò che è scientifico-fisico-matematico-informatico. Ma ai ragazzi è piaciuto.
Sui gelati e l’alimentazione invece c’era un nutrizionista che partendo appunto dalla ricetta del gelato voleva incentivare nei bambini l’idea del mangiar sano. E a fine laboratorio c’era per questo la possibilità di far domande e chiedere spiegazioni. Peccato che tutto il tempo sia stato “rubato” da alcune mamme prevaricatrici che facevano domande tipo: ma se scongelo il gelato per darlo a mio figlio, poi posso rimetterlo in frigo? O è meglio il freezer? Cosa rischio? Potrei far star male mio figlio? E altri simpatici dubbi del genere: ma è meglio fior di latte o crema?
(sembrava di essere a una riunione di classe tanto i quesiti erano interessanti)
E così i bambini continuano a mangiar schifezze…fuori dal laboratorio c’era una sorta di “muro del pianto” una bacheca dove i ragazzini erano incoraggiati a mettere i loro post it con le riflessioni e i propositi sul mangiar sano in futuro.
Il più bello e realistico era questo: la cioccolata è buona e fa venire il buon umore!

P.S. L’unico lato negativo di questo museo, sempre interessante, è stata la grave mancanza di ascensori (solo uno) e passaggi in grado di agevolare chi ha un passeggino o è in carrozzella. Scale e gradini ovunque: Agrimonia e suo marito hanno un fatto un sacco di sollevamento pesi!