Buon compleanno blog


Che emozione, domani extramamma compie un anno (quella vera molti di più il prossimo giugno, ma ne parliamo un’altra volta)! Un anno fa ho fatto il primo post con un po’ di timidezza e mi sono lanciata nella blogosfera. Ero piuttosto scettica, ma ho provato. All’inizio ho comunicato il debutto del mio blog ad alcune amiche e nessuna ha mostrato particolare attenzione. Non mi sono depressa e ho avuto ragione perchè questo diario on line mi ha letteralmente cambiato la vita: mi ha fatto conoscere la mia futura socia di milanoperibambini, altri amici e tante altre madri blogger, con cui ho scambiato e condiviso risate e malumori. Ragiono bloggando e spero anche di bloggare ragionando. Il Sant’uomo, pioniere dell’informatica e fino all’anno scorso sposo e padre eternamente connesso alla rete, ora è meno on-line di me. Tanto che come regalo di compleanno del blog mi ha girato questo link dove si spiega che, secondo una recente statistica il 46% delle donne costretta a scegliere tra due settimane senza sesso e altrettante senza internet, non ha dubbi e sacrifica con allegria i momenti erotici. Anzi la frase: “Vengo subito a letto, ma prima devo ancora vedere una cosa su internet”, ha soppiantato la classica: “Tesoro, scusa ma ho un gran mal di testa”. Devo leggere fra le righe?

Rischi e rapimenti

Gli alunni potranno tenere acceso il cellulare dalle 19 alle 22.
Così recitavano le istruzioni per l’uso passate dagli insegnanti ai genitori dei ragazzini che sono andati in gita. Ieri sera alle 19.01 guardavo il Tg3, friggevo l’ovetto per Emma, verificavo che milanoperibambini non fosse stato oscurato dal troppo traffico (ah! ah! ah!).
Ieri c’era la notizia della nostra esistenza su Vivimilano online e la mia socia mi aveva appena chiamato per dire che il sito non si apriva più. E con la quarta mano chiamavo Anita al telefono.
Segretaria: era spento.
Ore 19.15 pure, anche alle 19.30, alle 20, alle 20.30, alle 21.
Emma ha commentato: “Anita è proprio una ciuccellona, se tiene il telefonino spento non può neanche dare la buonanotte…”
“Certo, hai ragione non può neanche fare quel rito che dura una mezz’oretta, vero Emma?”, le ha risposto mio marito un po’ sarcastico.
Alle 21.30 avevo visualizzato le seguenti ipotesi:
a- Si diverte troppo e si è dimenticata di accendere il cellulare
b-E’ stata rapita
c-Uno tsunami si è abbattuto sull’agriturismo anche se in collina

Mio marito, da maschio pragmatico, ha anche aggiunto: forse non c’è campo.

Avrei potuto chiamare il fisso dell’agriturismo o il cellulare di un insegnante ma reminiscenze della mia vecchia adolescenza me l’hanno impedito. Ho continuato a rodermi nel mio brodo.
Alle 21.45 arriva una chiamata da uno strano numero sconosciuto: forse stanno già telefonando per chiedermi il riscatto?
“Mamma ciao, ho lasciato il cellulare in camera e le insegnanti ci hanno proibito di salire…questo me l’hanno prestato…tutto bene?”
“Certo tutto bene, divertiti…” volevo anche aggiungere perfidamente per vendetta: “Solo una cosa…è sparito Ia…” ma fortunatamente mi sono trattenuta.

Ho appena sentito al Tg 1 che in una scuola inglese, nello Yorkshire, è stato trovato da una bambina un pericolosissimo e ultravelenoso ragno del Brasile in classe. Il suo morso è letale. In una cassa di banane arrivata a scuola dall’Africa (e non dal Brasile) ne hanno trovato un nido. Con tanti baby ragnetti sterminatori.
Allora che facciamo? Oltre a non mandare più i pargoli a scuola e in gita ce li rinfiliamo in pancia tanto per non rischiare?