Mary Poppins ritorna

Da bambina era il mio film preferito, perciò ho accolto la nuova pellicola di Mary Poppins con molte aspettative. Con un gran dispendio di mezzi (cast stellare, musica ed effetti speciali) la nuova puntata di Mary Poppins,con la regia di Rob Marshall non è un remake della pellicola del 1964 ma un sequel. Infatti a Londra, in via dei Ciliegi 17, si vede la vita circa vent’anni dopo la prima storia. Mike e Jane, i bambini a cui Mary Poppins faceva da tata, sono cresciuti. E’ il 1929 l’anno della grande crisi e le cose non vanno tanto bene.

Jane è una sindacalista, ha ereditato lo spirito combattivo della madre che era stata una suffragetta. Mentre Mike, vedovo squattrinato con 3 figli, lavora in banca, anche se vorrebbe fare il pittore. I soldi scarseggiano, tanto che la casa, causa debiti, sta per essere espropriata dalla banca.

Ma in tutta queste sfiga arriva Mary Poppins a risolvere la faccenda. La nuova signorina Poppins è interpretata da Emily Blunt, molto carina ma poco espressiva. Sorride, guarda, canta, balla (con controfigua?) ma non trasmette emozioni. E’ un bel manichino. Il suo partner di scorribande (come da copione fantasiosi salti spaziali e temporali) è Jack. Nel primo film di mestiere spazzacamino, qui un lampionanio.

Nella prima versione era un giovane Dick Van Dyke, molto fico con un paio di magnetici occhi azzurri, qui è Lin Manuel Miranda, balla bene ma è proprio brutto. Poi c’è Colin Firth nella parte del banchiere cattivo e bugiardo, Meryl Streep in quello della cugina fuori di testa con un discriminante accento russo da pazza (se fossi russa mi offenderei) a tirare avanti una trama veramente esile.

Un musical con tante canzoni, tanti balletti, tanto colore ma niente di più.

A Natale i bambini si portano al cinema e questo è un prodotto confezionato molto bene, ricorda che i viaggi di fantasia possono sono una bella idea divertente. Peccato però che questa nuova Mary Poppins non coinvolga. E faccia rimpiangere la vecchia versione, canzoni comprese.

Mamma mia! Ci risiamo

Forse è una delle rare volte che un sequel è meglio della prima versione.

Sono andata a vedere Mamma mia! Ci risiamo e mi sono divertita moltissimo. Dieci anni dopo la prima versione cinematografica, per trovare spunti interessanti la storia fa un balzo indietro nel tempo e si torna alla giovinezza di Donna (Meryl Streep).

In questa pellicola è interpretata dalla deliziosa Lily James, e il musical racconta, con spumeggiante colonna sonora degli ABBA, l’inizio della faccenda.
Siamo nel lontano 1979: Lily-Donna si è appena diplomata e decide di esplorare il mondo. Peccato che faccia solo due tappe: Parigi e l’isoletta della Grecia dove in seguito a inaspettata gravidanza deciderà di stabilirsi.

La trama è esile e ci sono scene scontate che grondano miele ma basta lasciarsi coinvolgere e il film diventa godibilissimo.

L’ho visto a Londra, la seconda sera della vacanza quando ero molto preoccupata perchè il mio bagaglio non era arrivato con me, si era perso chissà dove, e la visione di questa commedia romantica è stata terapeutica.

In sala tutti gli spettatori si divertivano, ridevano e palpitavano per le avventure amorose della protagonista.

L’euforia era contagiosa e complice, tanto che all’uscita dalla sala, una signora sconosciuta piuttosto anziana, ha attaccato discorso, confessandomi sorridendo la sua scena preferita del film.

Con un simpatico accento irlandese ha esclamato: “Che ridere your restless groin!”

(in italiano la battuta può essere tradotta più o meno, cerco di non essere volgare, con “le tue parti basse sempre in ebollizione”. Lily James provocava questo effetto a tappeto)

La signora irlandese continuava a ridacchiare e ripetere your restless groin e il marito che l’accompagnava aveva l’aria un po’ scocciata. Non sembrava divertirsi altrettanto.

Poi ha cominciato a parlare di Cher, che nel film fa la parte della nonna, onestamente l’avevo scambiata per Lady Gaga (devono avere lo stesso chirurgo plastico perchè sono diventate identiche, due gemelle!)

Dopo aver discusso di Cher, il marito, con modi bruschi, le ha detto che dovevano andare e la nostra amicizia purtroppo è morta sul nascere. Ma sono tornata a casa felice.

Mamma mia! è un film che rende allegri e anche ottimisti.

(Infatti il giorno dopo British Airways ha comunicato di aver localizzato i miei bagagli)