Guida affetuosa al piacere del vino

Il vino mi è sempre piaciuto. Ma quando una ventina di anni fa è diventato contagioso il wine testing, cioè l’arte di degustare, con il fiorire di tutti gli espertoni che prendevano il bicchierone e annusavano, annuivano, confutavano (il più delle volte senza capirne nulla ma scimiottando un comportamento alla moda) decisi, per reazione, di bere birra.

Per questo motivo scoprire questo piccolo manuale scritto dalla mia amica Barbara Summa mi ha fatto un immenso piacere. Leggendolo sono riuscita a riconciliarmi con il buon vino. Barbara, sommelier e quindi avrebbe potuto infierire, è riuscita invece ad affrontare l’argomento in un modo estremamente competente evitando la presupponenza degli antipatici esperti (di cui sopra).

Ha scritto infatti questa guida nel suo stile più tipico, divertente e coinvolgente, riuscendo però a fornire tutte le informazioni, anche le più tecniche, sulla cultura del vino italiana e straniera.

Racconta di vitigni, di amore per la terra, dei vari tipi di uva e anche degli abbinamenti ideali fra il vino e il cibo.

E ci aiuta anche a decifrare le etichette, spesso bellissime ma alquanto sibilline, ci parla dei solfiti, del significato della denominazione e anche della differenza fra DOCG e DOC.

Poi spiega, proprio in maniera affettuosa come promette il titolo del libro, anche i fondamentali della degustazione: come scoprire aromi e colori, riconoscere un buon vino e costruirsi un sistema sensoriale che aiuti a bere meno e meglio.

Perchè infatti sentirsi degli intenditori non vuol dire aver scovato la scusa perfetta per inciuccarsi, significa piuttosto usare i nostri sensi per apprezzare e riconoscere il vino di qualità.

Quindi questa guida, potrebbe essere interessante anche per gli astemi curiosi, quelle persone gentili che di solito dopo una serata alcolica, guidano l’auto e riportano tutti a casa sani a salvi.

(Anche se in Romagna dicevano “guida poco che devi bere!“)

 

 

 

Il coniglio che voleva addormentarsi

La privazione del sonno è una tortura, lo sapevano a Guantanamo e lo sanno i genitori dei pupi che si svegliano più volte durante la notte. Lo so bene anch’io perchè la mia secondogenita non mi ha fatto chiudere occhio per tre anni. I primi tre anni sono critici per il ritmo sonno/veglia e lei non mi ha fatto lo sconto neppure di un giorno!
Per questo i manuali che insegnano ad addormentare il bebè (senza droghe) sono sempre bestseller. Peccato che qualche volta predichino anche strategie un po’ crudeli come lasciar piangere il piccolo insonne un tot di minuti, sperando che sia una strategia a scalare. Poi magari si addormenta disperato ma un decennio e passa più tardi, arriva la vendetta.
Servita fredda. E’ un adolescente che vi odia. Naturalmente non solo perchè non l’avete coccolato quando piangeva durante la notte, anche per mille altri motivi…che non elenco per non farvi stare male troppo presto.
Allora per non rischiare è meglio cercare di risolvere il problema della mancanza di sonno con un metodo più soft. L’ultima strategia che funziona è in questo libro, scritto da uno psicologo svedese e divenuto un cult fra i genitori disperati, inizialmente grazie al classico passaparola sul web. Poi è stato pubblicato e da poco è disponibile anche in Italia. Già il titolo Il coniglio che voleva addormentarsi, promette bene, è infatti la storia interattiva che mamma coniglia racconta al suo cucciolo che, guarda caso, ha qualche problemino di sonno.
La lettura della favola deve essere fatta con alcuni accorgimenti tecnici (spiegati ai genitori nel libro) per coinvolgere il più possibile il bambino, farlo rilassare al massimo, fino al momento in cui si addormenterà.
E se per caso a metà libro già ronfa, non bisogna lasciarsi andare all’euforia e piantare a metà la storia, meglio contenere la gioia e continuare la lettura con voce suadente fino all’ultima pagina. Tra l’altro il libro è bellissimo, stampato con una carta pregiata e illustrato con disegni magnifici. Però c’è anche la versione ebook, magari per quando si viaggia. E si pianificano delle gran dormite fuori casa.