Pollice verso

Ieri è stata una brutta giornata:  ho letto questo articolo su Bin Laden papà. La sua ex moglie ha pubblicato un libro dove lo racconta in versione domestica. Nonostante Sant’ spesso mi paragoni, nella mia simpatia domestica a Himmler o Gobbels ho scoperto, ahimè, di avere più punti in comune con Bin Laden.

Anche lui odia l’aria condizionata, la televisione e pretendeva di curare l’asma del figlio con la cipolla. Io l’ho provata solo con la tosse, ma non si può negare una  certa comunanza di vedute!

Ma le delusioni di ieri hanno avuto il colpo di grazia, quando Anita tornata da scuola mi ha detto che avevo preso solo 6 1/2 nel testo Una casa maledetta.

Una settimana fa Anita aveva questo compito e mi aveva detto:

“Non voglio scrivere dei soliti fantasmi, mi dai qualche idea?”

“Certo Anita, ci penso io! Ghe pensi mi”, come avrebbe detto anche il nostro Premier.

Così abbiamo inventato una bella storia di maldicenze di paese e ragazzini spaventati. Una villa sulla collina, cespugli di more e una porta che si apre all’improvviso. Mi sembrava perfetta. Non dico il Pulitzer ma almeno un 8 poteva darcelo. Un voto così basso in italiano non l’avevo mai preso neanche al liceo!

Sant’ ha commentato:

“Avrà nasato che non era lo stile di Anita e l’ha manifestato con il voto!”

“Ma è una prof nuova che non aveva mai letto niente prima!”

Quindi ce l’ha proprio con me!