Fuori onda: i segreti dei truccatori


Mercoledì scorso sono stata ospite a Parliamone in famiglia, la trasmissione contenitore su Rai2 dove ero già stata anche lo scorso anno. Il tema era “caldo”: carriera o famiglia? Sono venute fuori come al solito statistiche poco confortanti e più o meno è stato sviscerato il solito dilemma: possono le donne avere tutto? Carrriera e famiglia felice?
Secondo me, purtroppo, no. Secondo altri invece è possibile. Non ho avuto molto spazio, ma è andata bene.
Come al solito, essendo estremamente superficiale, ero anche preoccupata di come potevo apparire in video. Dal davanti, tutto ok, di profilo una certa pappagorgia. E vabbè, non si può fare nulla, ma c’è di peggio.
Voglio essere zen e prendere il lato positivo dell’esperienza.
Ad esempio, ho imparato un segreto utilissimo dalla truccatrice Rai, a cui avevo esposto il dramma della mia vita: ho le occhiaie, scure come quelle di Scamarcio e i correttori in crema, (ho provato una quantità numerosa di marche più o meno prestigiose) dopo poco dall’applicazione mi fanno sempre “le righette”. Cioè dei rivoletti di prodotto che si concentrano nelle pieghe della pelle. Un effetto schifoso che fa quasi decidere di ostentare le occhiaie.
E allora questa santa donna, questa professionista del make-up, mi ha spiegato, come ovviare al problema: basta asciugare il prodotto, tamponandolo con un piumino “imbevuto” di cipria e le maledette “righette” spariscono.
A casa ho provato e funziona! Lo condivido con voi e mi sento quasi meglio di Clio make-up!

Mai più senza

Vado spesso in profumeria a sperperare soldi.
Compro quello che mi serve e quando generalmente la commessa, furbona, mi chiede se ho bisogno di altro, non ce la faccio a trattenermi e ammetto con nostalgia e struggimento:
“Un eyeliner grigio argento”
Mi guarda perplessa.
Non succede mai che la risposta sia: “Sì, ce l’ho”
L’eyeliner grigio argento per me è l’equivalmente della pietra filosofale per l’alchimsita.
L’ingrediente magico e introvabile.
Soprattutto introvabile e perciò l’oggetto assoluto del desiderio.
Circa 4-5 anni fa, lo incontrai per caso in un espositore di Guerlain.
Fu amore a prima vista. Quando cominciò a diventare denso e a produrre sopra le mie palpebre una linea frastagliata e grumosa tipo venature su vecchia ceramica, capiì che dovevo sostituirlo e provai a ricomprarlo.
In quel momento iniziò il mio tormento.
Scoprii che ra stato una special-edition, uno di quei cosmetici che le case produttrici fanno solo per una collezione (bastarde). Così, anno dopo anno, profumeria dopo profumeria, espositore dopo espositore, commessa dopo commessa, ho cominciato a cercare un sostituto.
Inutilmente: non ho trovato nulla di simile.
Non sono mai uscita da una profumeria senza avere il dorso della mano pieno di righette grigie e glitterate fatte da inutili tester. Ho provato i brand più glamorous ma anche quelli del super.
In compenso, troppe volte, mi sono fatta abbindolare dalle venditrici:
“Perchè non prova questo? E’ simile/ E’ appena uscito/ E’ molto bello”
E così sono tornata a casa con matite, matitoni, matitine iridescenti, grigie, verde smeraldo, moirè, marroni tendente al grigio, grigio tendente al marrone, nero perla…
Ho abbinato anche due nuances una sull’altra. Ma niente mi ha mai soddisfatto.
Compulsivamente ho speso in eyeliner più glitter di un albero di Natale, oppure viola, azzuro cupo, verdino, smeraldo, grigio fumo, canna di fucile, canna del gas.
Ma nessuno prodotto era come lui, il magico, mitico eyeliner argentato-ma-non-troppo.
Adesso ho detto basta, dopo aver cacciato, proprio ieri, inutilmente gli ultimi, troppi, euro ho deciso di smettere.
Per sempre.
Forse.