Sul rossetto non si scherza

Non posso vivere senza rossetto, sono così assuefatta che se lo dimentico a casa avverto subito le labbra che si screpolano. Forse è solo un timore psicologico, ma scovare il lipstick perfetto nel colore, nell’idratazione e nella consistenza è molto difficile. Ultimamente poi ho notato un preoccupante abbassamento nella qualità, spesso anche i rossetti delle marche più famose hanno problemi di tenuta. Sia nel rimanere sulla labbra che nel restare intatti. Ed evitare quello spiacevole effetto “Torre di Pisa”, infatti anche rossetti griffati ultimamente hanno cominciato a rompersi e piegarsi. Non faccio nomi ma giuro di non esagerare. Credo dipenda dal risparmio sugli ingredienti utilizzati oltre che dalla manifattura.

Allora per un po’ ho optato per i gloss, ma spesso sono poco idratanti. I peggiori, quelli più a buon mercato sono addirittura collosi. Ho provato anche le matite (matitoni) ma in genere sono troppo secche. Una disperazione insomma. Ma non demordo nella mia ricerca del rossetto perfetto. E poi vogliamo parlare di quando la nuance preferita non viene più prodotta e nel display di fianco al triste spazio vuoto ci sono invece miriadi di colori improponibili?

In questo panorama un po’ desolante ho accolto con gioia la notizia dell’arrivo dei nuovi rossetti di Lush (sono di parte perchè adoro tutti i prodotti di questo brand) però i nuovi rossetti mi sembrano molto promettenti, sia nelle tonalità che nel formato. Una prima particolarità è che sono “nudi”, cioè privi di packaging, totalmente cruelty free e vegani.

Invece di utilizzare la cera d’api (le povere api sono a rischio estinzione!) Lush utilizza cera candelilla, cera di rosa damascena e cera di girasole. Ingredienti freschi e benefici per la pelle, ricchi di pigmenti intensi per un colore che dura a lungo, i nuovi rossetti sono l’ideale per nutrire e idratare le labbra grazie all’olio di semi di broccoli, dalle proprietà illuminanti, idratanti e ringiovanenti sulla pelle. E poi questi rossetti possono essere inseriti come refill in contenitori di lipstick finiti, vuoti e puliti. Potranno così essere riutilizzati e non gettati: un aiuto concreto nella riduzione dell’inquinamento da plastica. Un gesto in perfetta sintonia con la mission ecologica che contraddistingue Lush.

Fuori onda: i segreti dei truccatori


Mercoledì scorso sono stata ospite a Parliamone in famiglia, la trasmissione contenitore su Rai2 dove ero già stata anche lo scorso anno. Il tema era “caldo”: carriera o famiglia? Sono venute fuori come al solito statistiche poco confortanti e più o meno è stato sviscerato il solito dilemma: possono le donne avere tutto? Carrriera e famiglia felice?
Secondo me, purtroppo, no. Secondo altri invece è possibile. Non ho avuto molto spazio, ma è andata bene.
Come al solito, essendo estremamente superficiale, ero anche preoccupata di come potevo apparire in video. Dal davanti, tutto ok, di profilo una certa pappagorgia. E vabbè, non si può fare nulla, ma c’è di peggio.
Voglio essere zen e prendere il lato positivo dell’esperienza.
Ad esempio, ho imparato un segreto utilissimo dalla truccatrice Rai, a cui avevo esposto il dramma della mia vita: ho le occhiaie, scure come quelle di Scamarcio e i correttori in crema, (ho provato una quantità numerosa di marche più o meno prestigiose) dopo poco dall’applicazione mi fanno sempre “le righette”. Cioè dei rivoletti di prodotto che si concentrano nelle pieghe della pelle. Un effetto schifoso che fa quasi decidere di ostentare le occhiaie.
E allora questa santa donna, questa professionista del make-up, mi ha spiegato, come ovviare al problema: basta asciugare il prodotto, tamponandolo con un piumino “imbevuto” di cipria e le maledette “righette” spariscono.
A casa ho provato e funziona! Lo condivido con voi e mi sento quasi meglio di Clio make-up!

Mai più senza

Vado spesso in profumeria a sperperare soldi.
Compro quello che mi serve e quando generalmente la commessa, furbona, mi chiede se ho bisogno di altro, non ce la faccio a trattenermi e ammetto con nostalgia e struggimento:
“Un eyeliner grigio argento”
Mi guarda perplessa.
Non succede mai che la risposta sia: “Sì, ce l’ho”
L’eyeliner grigio argento per me è l’equivalmente della pietra filosofale per l’alchimsita.
L’ingrediente magico e introvabile.
Soprattutto introvabile e perciò l’oggetto assoluto del desiderio.
Circa 4-5 anni fa, lo incontrai per caso in un espositore di Guerlain.
Fu amore a prima vista. Quando cominciò a diventare denso e a produrre sopra le mie palpebre una linea frastagliata e grumosa tipo venature su vecchia ceramica, capiì che dovevo sostituirlo e provai a ricomprarlo.
In quel momento iniziò il mio tormento.
Scoprii che ra stato una special-edition, uno di quei cosmetici che le case produttrici fanno solo per una collezione (bastarde). Così, anno dopo anno, profumeria dopo profumeria, espositore dopo espositore, commessa dopo commessa, ho cominciato a cercare un sostituto.
Inutilmente: non ho trovato nulla di simile.
Non sono mai uscita da una profumeria senza avere il dorso della mano pieno di righette grigie e glitterate fatte da inutili tester. Ho provato i brand più glamorous ma anche quelli del super.
In compenso, troppe volte, mi sono fatta abbindolare dalle venditrici:
“Perchè non prova questo? E’ simile/ E’ appena uscito/ E’ molto bello”
E così sono tornata a casa con matite, matitoni, matitine iridescenti, grigie, verde smeraldo, moirè, marroni tendente al grigio, grigio tendente al marrone, nero perla…
Ho abbinato anche due nuances una sull’altra. Ma niente mi ha mai soddisfatto.
Compulsivamente ho speso in eyeliner più glitter di un albero di Natale, oppure viola, azzuro cupo, verdino, smeraldo, grigio fumo, canna di fucile, canna del gas.
Ma nessuno prodotto era come lui, il magico, mitico eyeliner argentato-ma-non-troppo.
Adesso ho detto basta, dopo aver cacciato, proprio ieri, inutilmente gli ultimi, troppi, euro ho deciso di smettere.
Per sempre.
Forse.