Andy Warhol in mostra a Bologna

Una mostra che funziona quasi come la macchina del tempo: si torna a ritroso nel passato di oltre trent’anni.

(Nel periodo in cui i leggings erano famosi per la prima volta e si chiamavano fuseaux!)

Si torna agli anni ‘80 che si aprono con l’elezione dell’ex attore Ronald Reagan a Presidente degli Stati Uniti. L’economia si trasforma in finanza e si accumulano ricchezze inimmaginabili. John Lennon muore ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980. La borsa di New York crolla e materialmente anche il Muro di Berlino. I fatti di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e l’impazzare dell’Aids negli USA.
Nel giro di poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo Robert Mapplethorpe mentre Basquiat muore distrutto dalla droga.

Quando l’economia “tira” la pittura ne è il primo segnale: nel 1980 The Times Square Show è la prima mostra sulla generazione di graffitisti, anarchica nello spirito ed estremamente provocatoria.

 

Oltre la pittura, Jeff Koons rappresenta il perfetto trait-d’union tra arte ed economia: dopo l’esperienza come broker a Wall Street, Koons riflette sugli status symbol della nascente classe dirigente americana analizzando impietosamente kitsch e banalità. (E pensare che prima lo consideravo solo il marito-artista-eccentrico di Cicciolina!)

Letti troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, gli anni ‘80 hanno un loro modo di fare politica in un’esplosione di colori e figure dove l’arte non è solo esperienza visiva.

A raccontare il fermento irripetibile di un decennio che ha visto combinarsi arte, musica, cinema e letteratura – nel momento in cui gallerie e mercato internazionale decretano il clamoroso successo del ritorno alla pittura – a Bologna arriva questa mostra di Warhol, Haring, Schnabel, Koons, Basquiat e molti altri.

 

Sono visibili 36 opere e 38 polaroid Andy Warhol che, dopo essere stato vittima nel 1968 di un terribile attentato, proprio all’inizio degli anni ‘80 torna al centro della vita artistica e sociale di New York.
Tra pubblicità, commercio, beni di consumo – dai Duty Free ai Levi’s Jeans – il nuovo Andy guarda ancor di più al modo della comunicazione e dei media, avvicinandosi così alla  generazione di giovani artisti degli anni ’80 che in lui hanno visto un anticipatore, un vero e proprio guru.
Trasformando in arte i feticci dell’immaginario collettivo americano e anticipando l’instaurarsi del potere dei mass media, Warhol rese icone i personaggi dello star system e i simboli del consumismo: Liza Minelli, Marilyn Monroe e Mao accanto a Campbell’s Soup, Brillo Boxes e il Dollaro, tutte presenti in mostra a Bologna.

Guerra fra madri e adolescenti

Il dramma materno di Madonna, di cui ho già parlato, continua con nuove toccanti puntate. La cantante ha il cuore spezzato per l’abbandono del figlio Rocco, che preferisce il padre, piange e dichiara il suo amore live on stage. Trasformando sempre di più questa storia triste in un ghiotto pettegolezzo.

Fra i tanti commenti che ho letto al riguardo, questa è un’analisi approfondita e completa che travalica il caso Madonna e spiega bene il bisogno adolescenziale di indipendenza. Puntualizza gli errori che le madri fanno, più o meno in buona fede, in nome dell’affetto, producendo invece un effetto catastrofico.

 

Le feste in famiglia sono dure per tutti: Madonna docet

La tradizione vuole che le feste natalizie siano passate in famiglia con grande gioia e condivisione. Peccato che spesso i ricongiungimenti famigliari si rivelino un po’ pesanti.
La mia dottoressa ha detto che in questo periodo il consumo degli psicofarmaci balza alle stelle. Ma fortunatamente è un fenomeno molto democratico: colpisce i poveri mortali e anche i vip. Capita anche ai più famosi e invidiati.
Prendiamo Madonna che proprio in questi giorni ha dovuto ricorrere al giudice perchè il rapporto con il figlio quindicenne Rocco si è guastato. L’adolescente non voleva passare il Natale con lei, la critica come educatrice ed è arrivato anche all’affronto più grande per una madre 2.0: l’ha bloccata su instagram!
Ma Madonna per quanto anapologetic bitch è sempre una mamma e cosa ha fatto oggi?
Ha postato oggi una foto, tenera-tenera, sul suo profilo instagram: lei qualche anno fa, felice e poco truccata, con tutti i suoi pargoli.
A questo punto cosa farà Rocco, si ricrederà?
Bannerà su instagram la matrigna (seconda moglie del padre) e ri-accoglierà Madonna?
Dopotutto i social sono comodi per cambiare idea su una persona: basta un click!
Rocco pensaci.

Madonna, l’irriducibile

L’ebbrezza pericolosa dei soldi che danno potere e regalano una visione distorta della realtà. Di brutti esempi di questo tipo nei abbiamo visti molti, soprattutto nella cronaca recente.
E’ un errore in cui di solito incappano gli uomini. Perchè sono loro in genere i più ricchi e potenti.
Qui però è triste perchè c’è un brutta versione al femminile.
Madonna quando ha scelto di girare questo video (e atteggiarsi, trent’anni dopo l’inizio della sua carriera, ancora da giovane sexy e maledetta) avrà fatto una cavolo di riunione con qualcuno del suo staff, un brain storming per spiegare la sua grande idea, per illustrare dove voleva andare a parare. Perchè nessuno ha avuto il coraggio di dirle che magari non era il caso di fare finta di essere coetanea di Miley Cyrus? Nessuno le ha detto che sarebbe stata ridicola? Nessuno ha tossicchiato insistentemente quando lei spiegava come avrebbe twerkato?
Ovvio, sono stati tutti zitti, tutti yes men, tutti conniventi perchè lei è il capo.
E ha sempre ragione. Ha potuto anche comprarsi gli artisti che sono apparsi nel video e andare avanti con il suo progetto.
Madonna mi è anche simpatica, conosco tutta la sua biografia, abbiamo figli più o meno della stessa età e per un mesetto l’ho anche seguita su istagram, quindi mi dispiace vederla conciata così.

Mi fa tristezza con quella brutta tinta nei capelli e con quel vestito stampato animalier, che sarà anche costato una cifra, ma non la fa apparire ironica e ribelle, solo patetica.
E leggendo i commenti, cattivissimi, sotto il video ho capito che molti condividono la mia opinione.

Toyboy?

In questo periodo in cui le accuse di moralismo vanno per la maggiore, mi permetto un’osservazione che può catalogarmi, forse, come puritana babbiona.
Magari anche invidiosa.
L’altro giorno in un settimanale di pettegolezzi, ho visto le foto e letto le didascalie sotto i ritratti di un venticinquenne ballerino brasiliano definito l’attuale fidanzato di Madonna. Non ho memorizzato il nome, fisicamente era uguale a quello precedente ma non si chiamava Jesus. Perciò era un altro: simile ma diverso.
Ho pensato: “Poveretta, deve continuare a farsi tutti questi ballerini per far finta di non avere cinquant’anni”
Venticinque anni in anticipo, usa la stessa collaudata tecnica di mIster B.
Da lei si chiamano toyboy(s) da noi escort. (la “s” del plurale non la metto perchè la parola oramai è italianizzata visto l’uso frequente)
Deve essere dura e penso che lo faccia per l’immagine.
Per apparire sexy e invidiabile.
Magari un po’ di divertimento lo porta anche a casa.
Ma tenersi in forma a una certa età è dura.
Lo so anch’io.
La manuntenzione è continua, anche se si hanno i miliardi.
Sono sicura che i ritocchini e i botulini siano sempre una gran rottura di scatole.
Poi che gusto c’è ad avere un “amore” che sta con te solo per interesse?
I ballerini brasiliani non li intercettano ma magari se lo facessero si potrebbero sentire dei commenti cattivi.
Ok, il sesso ginnico.
L’occhio appagato.
L’aver ragione sempre e comunque, senza discussioni.
Forse la sindrome/fascino di Mrs. Robinson ne Il laureato.
Nella vita vera, per me, una cinquantenne può sentirsi lusingata dalle attenzioni libidinose di un venticinquenne se, e solo se, si parte da una certa equità: sono colleghi di pari grado, vicini di casa di appartamenti della stessa metratura, guidano auto con la medesima cilindrata…altrimenti c’è sempre da sospettare che il più giovane qualche bieco interesse materiale ce l’abbia.
Poi comunque, fossero anche rispettate queste tassative condizioni, lui ha senz’altro problemi irrisolti con la figura materna.
Quindi la relazione sarebbe foriera di guai.
Povera Madonna, dopo due mariti presumibilmente intelligenti, idonei e glamorous, se la deve fare con i ballerini per sentirsi all’altezza.
Dovrebbe invece cercare un bel vip dai trentacinque in sù.
Le faccio i miei più sinceri auguri per trovarlo, perchè non è bello che le donne mutuino sempre dagli uomini i comportamenti più biechi.
Nel frattempo domenica andrò in piazza con le mie figlie.

La favola di Madonna

Sono andata a cercare succosi pettegolezzi sul divorzio di Madonna sui tabloid inglesi, che adoro, e ho avuto grande soddisfazione.
Se siamo frustrate sul lavoro, ci lamentiamo di nostro marito, abbiamo problemi con i bambini, ci sentiamo troppo grasse, golose o rugose, la fiaba di Madonna è un vero toccasana per l’umore. E insegna soprattutto a comportarci meglio.
Sapere che la donna (forse) più famosa del mondo e senz’altro tra le più ricche, ha fatto un tale pasticcio, ci può consolare e spingere a essere più indulgenti con noi stesse. E magari a migliorare qualche strategia esistenziale.
Dai tabloid apprendo che:
-Il maritozzo Guy Ritchie, 40 anni e tanta invidia perchè brilla di luce riflessa, dice a Madonna, 50, che sul palco lei sembra la nonna delle sue ballerine.
-Lei non lo ammazza dopo questa bella frase, anzi è così paranoica sull’avanzare degli anni che va a letto coperta da una crema miracolo da 500 sterline e avvolta nella pellicola trasparente. Poveretta, proprio lei che da 25 anni ammicca e mima movimenti erotici nei suoi video.
Ma chi farebbe sesso con una mummia di domopack?
Poi mangia quintali di quinoa (è buonissimo e piace anche a me) beve solo latte di riso e quando Ritchie la portava fuori per cenette romantiche lei beveva solo acqua: non si fidava della cucina dei ristoranti più elitari e modaioli di Londra.
-Il piccolo Rocco, 8 anni, frutto dell’amore dei due divorziandi, non ha mai potuto strafogarsi di zuccheri e torte al cioccolato, neanche per la sua festa di compleanno. Questo perchè Madonna è fanatica di un’alimentazione iper salutistica.
-La sorella maggiore, 12 anni, quella con il nome da santuario, è già un’irrimediabile fashion victim e vuole trascorrere più tempo con il padre biologico, il personal trainer cubano, simile a Fabrizio Corona. La ragazzina ha ragione: forse proprio lui è il più normale del gruppo.