#Blackfriday non è solo shopping

A me è successo una settimana fa: il blog era sotto attacco e stavo per perdere tutto. Colpa di un “attentato” al server su cui  extramamma è ospitato negli USA. Ovviamente gli hacker non volevano colpire me, ma sono stata vittima perchè sparando nel mucchio (per carpire magari dati sensibili di altri siti magari di e-commerce) ho beccato la classica pallotola (virtuale) vagante.

Poi fortunatamente siamo riusciti a ripescare il database, nove anni di vita non sono andati in fumo, e sono ancora qui!

Comunque quando si vede comparire Error 404 è sempre frustrante e soprattutto traumatico.

Perciò combattere questa scritta, soprattutto in ambiti ben più importanti del mio blog (!), e difendere la libertà di informazione è fondamentale. Purtroppo in tante parti del mondo viene bloccata troppo spesso, quindi bisogna continuare a diffondere la consapevolezza dell’importanza dei diritti di informazione cartacei e digitali.

Quelli digitali sono più facili da boicottare e bloccare. Lo sa bene Access Now,  un’organizzazione internazionale nata per la difesa di questi diritti, che domani lancia una campagna globale #KeepItOn per combattere contro i blocchi governativi di internet.

E Lush, brand etico sempre sensibile alle cause umanitarie, a supporto di questa iniziativa, domani Black Friday, il giorno dedicato agli sconti prima dello shopping natalizio, venderà (online e nei negozi di 40 paesi al mondo) una bomba da bagno in edizione limitata che si chiama Error 404.

L’intero ricavato di queste vendite andrà a costituire un vero e proprio fondo per supportare campagne a favore dei diritti digitali nel mondo e l’obiettivo della campagna #KeepItOn è quello di raccogliere £250,000.

Lo staff Lush e associazioni locali partner della campagna inviteranno inoltre i clienti a firmare questa petizione  per chiedere ai leader mondiali di non interrompere la rete internet.

La campagna si concluderà mercoledì 7 dicembre, giorno in cui le petizioni verranno consegnate ai leader dei governi presenti all’Internet Governance Forum (IGF 2016) a Guadalajara in Messico, durante il quale i delegati delle Nazioni Unite si riuniranno per dialogare sulle questioni di politica pubblica relative allo sviluppo di un ecosistema internet aperto. Più di 30.000 esponenti del settore pubblico e privato parteciperanno al Forum, che diverrà un momento cruciale per i leader di governo per contrapporsi a qualunque blocco di internet.

Nel solo 2016 Access Now ha registrato e documentato più di 50 blocchi di internet in tutto il mondo. Quando le persone vengono zittite, è il momento di parlare ad alta voce.

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#ForFukushima

Era l’11 marzo di cinque anni fa quando la popolazione di Fukushima ha subito uno dei più grandi terremoti al mondo, cui sono seguiti uno tsunami e l’orrore del disastro nucleare.
Da allora la popolazione di quel territorio lotta ogni giorno per la propria rinascita.
Per aiutare Lush Giappone supporta il Minamisoma Agricolture Regeneration Council, nella prefettura di Fukushima, la produzione dell’olio di colza.

Quello che rende speciale questo olio sono le sorprendenti capacità della colza di rimuovere dal suolo alcuni radioisotopi, tra cui il cesio radioattivo, presente in grandi quantità nei terreni contaminati dopo il disastro nucleare. Gli elementi radioattivi infatti vengono totalmente assorbiti dalla pianta di colza, mentre l’olio che si ottiene dalla spremitura dei semi risulta totalmente privo di contaminazioni radioattive. Il raccolto della colza permette così ai coltivatori di Fukushima di decontaminare i terreni e rigenerare i campi per l’agricoltura.

A partire da questo incredibile olio, Lush ha creato un sapone, si chiama Tsunagaru Omoi, “Cuori che connettono” in giapponese, simbolo della speranza nel futuro, dell’importanza della connessione tra le persone, della rinascita di una comunità ferita che solo insieme riesce a essere più forte.
In occasione del lancio del sapone, in vendita solo in Giappone, Lush ha promosso una campagna globale per supportare questo progetto. Così in tutti i negozi italiani i clienti saranno invitati a scattarsi una foto con la cornice “Connecting Hearts”, gialla come i campi di Fukushima risplendenti di fiori della colza, e a postarla sui propri canali social per mostrare il proprio sostegno con l’hashtag #ForFukushima.
L’iniziativa parte oggi fino a lunedì 14 marzo, giorno in cui in Giappone si celebra il White Day, una festa durante la quale gli innamorati si scambiano regali esattamente un mese dopo San Valentino. Una ricorrenza che connette cuori in tutto il paese e rappresenta ancora l’occasione perfetta per ribadire la speranza di una rinascita.

Una doccia per salvare il pianeta

Ieri sono stata invitata da Lush per un evento un po’ speciale: il lancio di un nuovo coloratissimo scrub per doccia in polvere chiamato Dirty Deal, sporco patto e mai nome fu più azzeccato perchè la vendita di questo prodotto, (in edizione limitata: nei negozi solamente da ieri fino al 1 ottobre) va a sostenere il movimento contro il TTIP, il Paternariato transatlantico per il commercio e gli investimenti.
Ovvero un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato tra gli USA e l’Unione europea. Oltre al movimento italiano, per la raccolta delle firme contro l’approvazione del TTIP, hanno unito le forze altre associazioni come Climate Revolution di Vivienne Westwood, la stilista inglese che da sempre è sensibile alle cause ecologiche, in questo caso ha disegnato la confezione di Dirty Deal, e War On Want, un’organizzazione che si batte per un equo uso della giustizia e contro le discriminazioni sociali. “Il TTIP è una minaccia per il lavoro, i servizi pubblici, la sicurezza del cibo, gli standard ambientali”, sostiene John Hilary direttore esecutivo di questa associazione.
Nella nostra (vecchia) Europa abbiamo norme molto più rigide e protettive per quanto riguarda la produzione alimentare, l’agricoltura, i prodotti cosmetici, i contratti di lavoro, per nominare i settori più vicini al mercato consumer, mentre negli Usa, nel nome del dio capitalismo, sono molto più “disinvolti” e votati alla deregulation selvaggia. In teoria il TTIP dovrebbe essere un toccasana per superare la crisi, ma sembra una scorciatoia estremamente pericolosa.