Native digitali

Da quando siamo tornati, alle ragazze è scoppiata la video-maker mania. Anita ha cominciato a produrre “tutorial” su alcune mosse da skater e si sta appassionando. Nel montaggio mette sigle ed effetti speciali. Emma-Fellini filma e, di solito, fa la voce narrante.
Magari la prossima settimana, (adesso ho le figlie in post-production) metto qualcosa sul blog.
Questo prologo per raccontare cosa è successo ieri sera.
Dopo la cena in pizzeria, tornando a casa a piedi, Anita ha cominciato a dire a Emma:
“Basta! Stammi lontana, brutta cozza! Non ne posso più, mi hai rotto le scatole!”
Niente di nuovo sotto il sole.
Se la lite non degenera, oramai non mi immischio e faccio finta di non conoscerle.
Entriamo in casa.
Le litiganti si dividono in stanze diverse. Cessano i tafferugli.
Dopo mezz’ora, Anita un po’ imbarazzata viene da me con la video “camerina”, me la porge dicendo:
“Guarda cosa ha fatto Emma”
Parte un filmatino sulla pancia della mia secondogenita (ma che era proprio quel punto lì si è scoperto solo dopo, anzi l’ha confessato Emma, dicendo che voleva filmarsi il viso e poi ha avuto un guasto tecnico).
La sua voce, accorata, nel video dice:
“Anita scusa se ti rompo sempre. Voglio giocare sempre con te, perchè ti voglio bene. Cercherò di essere meno fastidiosa”

Boicottaggio

“Tu non sai tirare la palla!”

“E tu ti senti fichissima con le tue magliette!”
“Non è verooooo!”
“Mamma! Emma mi prende in giro!
“Nooo! E’ Anita che mi prende in giro!”
“Lasciami! Mi ha fatto male… brutta cacca!”
“Sei tu una brutta cacca!”
“Mamma! Anita mi ha detto brutta cacca!”
Riempio la lavastoviglie sorridendo e mi disinteresso completamente al problema. 
Entrambe le mie figlie hanno ragione: una non sa giocare bene a palla, l’altra si cambia le t-shirt troppo spesso e con troppa attenzione alla griffe.
Ma ora è scattato il turno. Ore 14.30: le ragazze sono ufficialmente sotto le giusrisdizione di Sant’ che le porterà a trovare il nonno e la zia. I litigi fra sorelle se li smazzerà lui. 
Mentre io mi dedicherò a una pulizia approfondita del nostro focolare domestico.
A casa Sant’ (bravissime persone percarità) vige un (a me) fastidioso senso si superiorità genetica. Pensano che il loro Dna sia da premio Nobel. Qualsiasi attività intrapresa da un membro della dinastia è, di default, una genialata. Perciò, per reazione, io mi batto per instaurare un certo understatement all’inglese.  Non mi va che le imprese, scolastiche o sportive, delle mie figlie vengano sbandierate come logico corollario alla superiorità intellettuale del casato. Tendo a sminuire e a boicottare. Perciò quando le saluto faccio le mie raccomandazioni:
“Ragazze, se vi chiedono che sport fate,  ricordatevi: “Propedeutica lap-dance!”
Sant’ vorrebbe strangolarmi, ma mi salvo chiudendo velocemente la porta a due mandate!