Sentiero killer

“Mamma vuoi fare uno scarichino?”
Oramai le mie figlie sapevano dove accompagnarmi per farmi felice: a girare intorno al bar dove c’e’ il free wifi. Troppo nervosa per bere ulteriori caffè mi limitavo a girare l’angolo del locale, tirare fuori il telefono, mentre gobba e furtiva come una tossica guardavo se c’era rete. Ma da oggi l’aria è cambiata: Sant’ ha trovato la mediateque dove possiamo conneterci con un abbonamento di pochi euro. Quindi eccomi qui…
Prima bellissima notizia: il piccolo Nikolaj, il bambino ucraino -senza pisello- come lo chiamava Mammasterdam, dopo essere stato operato con successo in Germania lo scorso gennaio, ora ha finalmente trovato una famiglia addottiva. Ha anche un fratellino e piano piano potrà fare tutti i ritocchi estetici necessari. Sono felicissima per lui!
Sarei l’anima fitness della mia famiglia, cosi’ l’altro giorno ho convinto tutti ad affrontare il sentiero litoraneo, un percorso bellissimo inerpicato tra le rocce e la pineta, a picco sul mare, che collega il paese in cui ci troviamo a quello successivo. Lo facevamo anche 2 anni fa con grande soddisfazione, anche perché all’arrivo, in paese, c’é una creperie dove ci si puo’ strafogare di crepe alla nutella senza sensi di colpa, per reintegrare tutte le calorie eventualmente perdute nella scarpinata.
Questa passeggiata è lunga circa cinque chilometri: mentre le bambine sgroppavano allegre, io a un certo punto credevo di morire. La meta, una baietta deliziosa dove avevamo previsto di fermarci per fare bagno e merenda, sembrava diventare un miraggio: sempre più lontana e irraggiungibile.
Di solito nelle passeggiate io e Anita ne approfittiamo per raccontarci i libri che abbiamo letto. Non avevo più fiato e quindi è stata la mia primogenita a raccontare. Per distrarmi, mi ha parlato di L’isola in via degli uccelli, romanzo di Uri Orlev, che narra la storia di un ragazzino ebreo che viveva nel ghetto di Varsavia. La sua lotta per la soppravvivenza, le sue paure e finalmente il lieto fine. Una vicenda toccante, scritta in modo delicato, adatta agli adolescenti. Ad Anita é piaciuto molto e a me ha aiutato a sentirmi un po’ meno distrutta. E soprattutto a non pensare ossessivamente che non sarei mai arrivata viva alla meta.