Due appuntamenti importanti a Milano

Dedicati a genitori e bambini, totalmente gratuiti.
Il primo è lunedì prossimo, (19 ottobre alle 20,45 all’Auditorium Don Bosco, in via Melchiorre Gioia 48) ci sarà una lezione del pedagogista e scrittore Daniele Novara per la Scuola dei genitori. In particolare il tema della serata sarà come preservare l’autonomia di coppia mentre si crescono ed educano i bambini. Novara è specialista nella gestione dei conflitti, familiari e non, quindi se vi piace litigare è la serata giusta per voi.
Per i bambini invece, alla Rotonda della Besana, sempre lunedì 19, parte la settimana della fattoria in città. Alla mattina ci saranno attività per le scuole e al pomeriggio l’ingresso per le famiglie. I temi sono la produzione dell’olio e la riscoperta dei cibi antichi, ma oltre a parlare di cibo e fare merenda, ci sarà il contatto con gli animali: la mucca da mungere, l’asinella da accarezzare e la cagnetta che sa fare la raccolta differenziata (dovrò dirlo a Lola!). Poi si potrà provare il gioco dell’Oca più grande d’Italia.

L’evoluzione del lettone

Ammetto che è una bella soddisfazione sapere che le mie figlie nonostante la loro veneranda età (13 e mezzo e 10 anni) litighino ancora per addormentarsi nel lettone. A volte mi chiedo se sono un caso patologico come le madri che allattano fino a quattro anni, ma poi mi rassicuro pensando che oggi l’uso che facciamo del lettone non è più quello di quando erano piccole. Adesso quando planano tra le lenzuola lo fanno per le chiacchiere e le confidenze pre nanna. Emma è particolarmente fissata su questo punto, perchè le sembra che quando Anita dorme con me si chiacchieri di più.
Allora quando è il suo turno nel lettone arriva con una bella pila di Topolino, ma anche tanta voglia di tirar tardi a parlare.
Da parte mia gioco un pò sporco.
Dico: “Adesso leggiamo”, tiro fuori il mio libro e spero nell’autonomia. Ma non la scampo mai.
Al momento di spegnere la luce: “Bene, buonanotte, bacio”
Emma mi guarda e dice: “No, adesso parliamo. Con Anita parli e ora lo fai anche con me!”
So di non avere scelta.
“Ok, però spegnamo la luce così c’è più atmosfera”
Conto sul buio per tagliar corto e ronfare al più presto.
“Va bene, di cosa vuoi parlare? Vuoi dei pettegolezzi sui miei compagni?”
Emma sa che amo i pettegolezzi e quindi mi vuole allettare.
Accetto, congratulandomi per l’idea.
Si parte: “Mamma lo sai che Coso….”
“E invece Cosa….”
“Davvero?” e intanto la palpebra mi si appesantisce. Il problema è che siamo a metà settembre e queste storie sono un pò vintage perchè le più fresche risalgono a giugno.
“Vuoi che ti faccia l’elenco di tutti quelli che…”
“Nooooooo….non ci credo!”
Cerco di darle un po’ di soddisfazione. Anche se non sono più notizie nuove. Domani comincia la scuola e sono contenta perchè finalmente avremo merce fresca…
“Perchè poi la maestra l’ha beccato…”
Zzzzzzz…
“Mamma mi ascolti?”
Continua implacabile a raccontare: elenca nomi e dettagli, ricreazione dopo ricreazione….Mi dispiace deluderla ma oramai sono in dormiveglia. Faccio uno sforzo per ritrovare un pò di lucidità, la bacio, le prendo la manina e confesso: “Ti voglio tanto bene, ma adesso basta, pietà!
Sono stanca me lo racconti domani, ti prego….Zzzzzz”
Cado in catalessi, sognando bidelle che rincorrono alunni esagitati.

Bebé più o meno vecchi

Per tutti gli eco-genitori, e per chi vuol diventarlo, a Milano da domani ci sarà Fa’ la cosa giusta, salone, ampiamente e giustamente pubblicizzato, da tutti i media. Per le mamme con bambini piccoli, all’interno del salone c’è lo SpazioMeno9+1, uno stand della mia amica Mammarsupio e della cooperativa Focus, dove i genitori dei bambini, con meno di un anno, possono trovare asilo e conforto: vale a dire un fasciatoio, una sedia per allattare, qualcosa da bere…ma anche la possibilità di chiacchierare con “esperti” sui temi della genitorialità e di lasciare il passeggino e provare una fascia per portare più comodamente con sè il bebè nei meandri della fiera.  

Sempre sul tema bebé: quello che ho a casa io, già un po’ stantio, di quasi nove anni ha ancora una pazza voglia di dormire con me. Il tema del lettone è molto “caldo” e non solo chez moi. L’anno scorso avevo fatto per Insieme un sondaggio sull’argomento, in cui traspariva una leggera condanna al libero e indiscriminato accesso al lettone (atteggiamento dogmatico della maggior parte degli psicopedagogisti). 
E’ successo un finimondo: mamme che hanno scritto e mandato e-mail di protesta. Anche simpatici insulti: 
“Ma chi è qual genio che ha formulato questo sondaggio?”.  
Quasi per nessuna il lettone doveva essere off limits. Poi c’è stato anche Umberto Veronesi che aveva pubblicato su Ok Salute un articolo pro invasione dei figli nel talamo nuziale. 
Perciò oramai il lettone è sdoganato. 
Si può passare dal letto della mamma direttamente a quello del fidanzatino/a.
A casa mia, è ancora una gara per dormire con me. E questo devo dire che mi lusinga molto. Anni fa, per mitigare l’entusiamo e la ressa, avevo anche creato una tessera con dieci ingressi che timbravo (con un cuore a biro) ogni volta che Anita o Emma dormivano con me.
Erano gli anni bui in cui Sant’ lavorava lontano da casa, le bambine erano piccole e sempre malate, leggevo i diari di Sylvia Plath e pensavo che infilare la testa nel forno forse non fosse neanche una così cattiva idea. Quindi avere un corpicino (o due) caldo e scalciante a fianco a me la notte era di grande conforto. Adesso invece le cose vanno molto meglio, però in tre non si può più dormire perchè non siamo dei punkabestia  (anche se a volte lo sembriamo).
Così ieri sera mi sono accasciata alla nove e mezza e Emma furtivamente si è infilata così per una chiacchieratina. Alle 7.30 di stamattina ci siamo riviste, eravamo più o meno nella stessa posizione. Gli altri due membri della famiglia se la sono sbrogliata da soli.  Che bravi!