Ritratto di famiglia

Invece di fare i compiti ieri Emma ha creato questo “plastico”: da destra, Sant’ con il telefono in mano (sempre connesso?), io con un croissant (toppi carboidrati?), Anita con una spazzola per capelli (troppo davanti allo specchio?) e l’autrice che aveva in mano un topo (da omaggiare a Pepe?) ma poi l’ha tolto dall’opera finita.

Oggi le ragazze escono prima da scuola perchè c’è sciopero dei docenti che protestano per gli errori che il Ministero dell’Istruzione, capitanato sempre dalla grande Gelmini, ha infilato in ben 976 domande delle oltre cinquemila che gli insegnanti che vogliono tentare il concorso per divenire presidi hanno dovuto studiare.
Quindi oltre a togliere il tempo pieno la ministra purtroppo riesce anche ad accorciare le mattinate scolastiche.

Domani scade il giveawy del manuale Così calmo il mio bambino, ultima chance di far smettere di piangere il vostro bebè!

Lego life

Aver la casa piena di mattoncini, andare in pellegrinaggio a Legoland , essere fra i maggiori clienti della Lego (a cui abbiamo sacrificato ahimè molto del nostro budget familiare), festeggiare il compleanno con una torta rettangolare, non è stato certo casuale.
Ora finalmente “la grande passione” di Emma ha avuto il suo naturale sbocco. La mia secondogenita ha prodotto il suo primo “corto”.
Da fan delle storie poliziesche, lettrice accanita delle avventure della Banda Bassotti e soprattutto una che se ne frega di tutto ciò che il mercato giudica femminile, il plot del suo debutto cinematografico racconta di un bandito che fugge di prigione e fa subito un’altra rapina.

Per l’editing ha avuto il (più o meno gentile) supporto della sorella maggiore.

Si parte!


Per celebrare degnamente i dieci anni di Emma, ce l’abbiamo messa tutta: ho copiato l’idea da Natalia e ho fatto downshifting per addattarla alle mie capacità culinarie. Anita ha abbracciato l’idea, cospirando con me nella sorpresa e ricoprendo la Lego-torta di glassa.
Il risultato finale ha rialzato la mia autostima come cuoca, dopo i recenti flop di cui ben sapete.
Emma era felicissima, lei è ossessionata dai mattoncini Lego. Quando rimaniamo sole in una situazione un po’ intima, come nel lettone, le brillano gli occhi mentre mi chiede: “Mamma, di cosa parliamo? Di Lego?”
Quando ha visto la torta era troppo felice.
E domani per festeggiare io e lei ce ne andiamo a Legoland, a Billund in Danimarca.
Un weekend lungo nel mondo di Lego, sarò off-line, mi disintossicherò dalla rete e mi immergerò nei mattoncini.

Regalone del cavolone

Ieri ho passato una giornata in allegra solitudine. Non accadeva da mesi.
Le bambine e il papà sono andate a trovare il nonno e la zia.

Emma da più di una settimana ripeteva come un mantra:
…”poi c’è la stazione di polizia con le vetrate, gli uffici e tutti i particolarini…”
“…è proprio un Lego bellissimo…cosa mi consigli la piazza cittadina? O l’aereoporto? Forse è meglio la stazione di polizia…”
“…ma dici che per Babbo Natale sia troppo…l’anno scorso Anita ha chiesto le scarpe con le ruote…quanto costano le scarpe con le ruote? Tantissimo, vero? “
“…te l’ho detto che c’è il tavolo degli interrogatori…ma tu cosa mi consigli di chiedere?…Hai visto il parcheggio?…Hai visto le vetrate?”
Una nenia incalzante e monocorde capace di innervosire anche Padre Pio.

Ieri sera i miei cari sono tornati all’ora di cena ed Emma trascinava un sacchetto enorme con una scatola enorme, con dentro un’enorme stazione di polizia di Lego. Costo 100 fottutissimi euro.
La zia dopo aver ascoltato un paio di orette di mantra, l’ha portata fuori e gliel’ha comprato. Così, basta chiedere. Come se a mio marito regalassero una Ferrari. O a me dieci anni in beauty-farm (forse mi stuferei…).
Rompi le scatole una bella settimanina e ottieni un regalone da Natale, da compleanno, da festa di laurea! Alla faccia dell’educazione.

In più la stazione di polizia, una volta montata, occupa lo spazio di un box doppio. Dove ce la ficchiamo? Avete presente quando alle mamme dei maschi, girano a elica, perchè qualche simpaticone regala la mega pista delle macchinine da tenere ad aeternum in soggiorno?

Vita podalica

“…ci sono tutti gli omini, di tutti i mestieri..poi c’è il tonplan: guarda è bellissimo”. Emma da ore sta navigando sul sito del Lego. E’ in estasi.
“Cos’è il tonplan?” chiedo sospettosa.
“Questo, guarda mamma…” Emma zoomma sull’immagine di un meraviglioso plastico: una piazzetta in archiettettura yankee. C’è tutto: municipio, cinema, distributore e fontana.
Town plan, piano della città!“, spiega la maestrina d’inglese che è in me.
Emma, frenetica, ha già zoomato su un’altra pagina: “La stazione di polizia! Qui fanno le foto segnaletiche…guarda qui rinchiudono i ladri, c’è anche wanted…è bellissimo. Ho deciso di chiederlo a Babbo Natale”.
Prima di rispondere guardo il prezzo: 149 euro. Alla faccia.
“Non so se gli elfi di babbo Natale sappiano costruire anche il Lego”, commento, sperando in una via d’uscita.
“Si può anche ordinare on-line”, continua Emma la furba, imperterrita.
“Mamma, guarda ho fatto la parure“, arriva Anita e mi mostra un abitino da cocktail taglia minimea abbellito da nastri e paillettes. Con borsina uguale e abbinata.
La mia primogenita si è gettata nell’ haute couture. Da ieri. Grazie a questo libro che insegna a fare vestiti, ha iniziato una produzione a cottimo. Nei modelli da ritagliare ci sono anche i nomi in francese e Anita si sta trasformando in un St.Laurent stakanovista.
“…oppure dici che è meglio chiedere a Babbo Natale la stazione dei vigili del fuoco?”
“…o l’aereoporto? E’ bellissimo!” , Emma è una bambina di grandi passioni, compulsiva e monotematica.
Nessuno le risponde ma lei continua a fare domande.
“…tu cosa mi consigli? E se prendessi solo l’autolavaggio?”
“Mamma cos’è la pochette?”, mi incalza Anita Gaultier. ” E il bustier?”
Abbandono le bambine al loro destino e vado a fare un massaggio di reflessologia plantare.
Con una terapeuta che non sa niente di me.
Appena finito mi chiede: “Lei ha avuto problemi alla nascita?”
La domanda mi coglie impreparata, cerco di rispolverare questa presistorica memoria.
“Ero podalica e mi hanno tirato fuori senza cesareo e senza forcipe…pare che il ginecologo fosse un Dio…”, cerco anche di giustificarmi.
“C’è ancora traccia del trauma”, mi spiega la reflessologa.
Annuisco stupita e forse comincio a capire molte cose. Sono uscita con il piede sbagliato…

Swinging Lego

Seratina da teen-agers guardando video su youtube (con mia supervisione on and off).
Anita, con aria esperta, davanti a un Freddie Mercury fai-da-te: “Questo è gay!”
Allarmata, ho chiesto: “Ma papà ha messo il parental control?”
Emma: “Siiiiì, mamma…”
“?????” e ho incrociato le dita.
Alla fine abbiamo trovato questo filmato imperdibile di un geniale ventenne giapponese.
A Emma è piaciuto molto perchè ha riconosciuto in George Harrison un omino di Lego che ha anche lei, vestito con l’abito del pilota d’aereo.