Cinquanta sfumature: un film comico

Ieri sera ho partecipato al flash-mob organizzato da Rossella Calabrò, autrice di “Cinquanta sbavature di Gigio, il film” davanti al cinema Orfeo dove proiettavano le letali Cinquanta sfumature. C’erano parecchie signore e signorine pronte a sbeffeggiare la pellicola. Ma la vera sorpresa è stata che in sala anche le spettatrici “normali”, ragazze e donne più o meno giovani, ridevano e si spanciavano commentando la ridicola performance dei due, totalmente inespressivi, protagonisti.
Su tutti quotidiani sono apparse recensioni che hanno demolito il film, ma un conto è riportare le reazioni snob della stampa, un altro e vedere sul campo l’effetto ridanciano sul pubblico pagante, senz’altro lettrici del best-seller.
Anastasia, Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffin e Don Johnson, ha dei gran occhioni blu, la bocca come la madre e un insopportabile aria da minus habens. Tanto che anche allo spettatore veniva voglia di strattonarla un po’ per scuoterla e provocare qualche reazione. Lui, Jamie Dorman, è un ex modello e si vedeva. Sembrava di plastica e, nonostante gli addominali scolpiti, non riusciva a coinvolgere/turbare neanche un po’.
I dialoghi erano surreali.
Il migliore: lei gli chiede: “Ma perchè sei così?”
E lui: “Ho dentro cinquanta sfumature di perversione!”
Mavà?!?!
Neanche la peggio fiction del pianeta è recitata così male. L’erotismo è totalmente assente, la famose stanza proibita, quella delle corde, delle fruste e dei cavetti, dove lui finalmente (dopo più di mezzo film) la legava era così patinata e poco proibita che mi ha ricordato le macchine su cui si fa Pilates. Per dire, il Reformer è molto più sexy e pericoloso.
Comunque anche se uscendo tutte le spettatrici ridevano e commentavano che forse Grey essendo a soli ventisette anni, un tycon, che suonava benissimo il piano, guidava da Dio l’aereo, (e tutte le sue auto sportive), aveva una cabina armadio da paura, una casa di mille stanze senza un granello di polvere, putroppo non aveva avuto troppo tempo per allenarsi a diventare un bravo fustigatore.
“Quei colpetti con la frusta erano così mosci”, rilevava delusa una signora con l’amica, che era d’accordissimo: “Hai ragione. Il mio fisoterapista, non è per niente fico, ma mi strattona con molta più convinzione”
Alla fine comunque, nonostante tutto, il film ha già fatto il botto planetario anche al botteghino e la signora E.L.James è più ricca di Paperone e se la ride dalla mattina alla sera.