Cambio di stagione

In questo ridente autunno in giro ci sono donne disperate che ululano, in palestra, davanti alla scuola, sui mezzi pubblici: “Devo fare il cambio di stagione!”
“Ho iniziato il cambio di stagione anche per le mie figlie, ma non so quando finirò”, raccontano le vere mamme.
“Piuttosto metto i sandali tutto l’inverno”, dicono quelle che vorrebbero vivere magari nella Grande Mela.
“Cambio di che? Uhhh, non non parlamene!”, sostengono le negazioniste.
“Ho fatto il cambio di stagione per mio marito e lui ha solo ora scoperto di avere dei maglioni che gli ho comprato tre anni fa!”, lamentano le mogli realistiche.
Perchè se noi femmine perdiamo domeniche e pomeriggi a spostare parei, cercando maglioni, gli uomini sono quelli che chiedono seriamente con preoccupazione scrutando i cassetti della bianchieria:
“Chi ha nascosto il mio pigiama?”
Una domanda che solo Winnie Pooh potrebbe fare a Tigro senza sentirsi ridicolo.
Sono gli stessi che pensano, da sempre, che ci sia un complotto maligno per occultare e rendere introvabili i loro calzini e qualche volta anche le magliette. Questi esseri, semplici e ciechi, non si sono mai ma proprio mai preoccupati dell’alternanza delle stagioni nel settore guardaroba.
Invece la popolazione femminile italiana sembra avere il maledetto dovere del cambio-di-stagione nel DNA.
Fastidioso e ineluttabile come le mestruazioni, ma almeno viene solo due volte all’anno.
So per certo, essendo vissuta in Inghilterra, che lassù tutti se ne sbattono di questo rito: indossano, e ammassano allegramente insieme nell’armadio, canotte e stivali con il pelo. Adesso con il cambiamento climatico anche le loro stagioni sono più definite ma giustamente continuano a fregarsene.
Mentre io quando tiro fuori i maglioni dal loro sacchettino e li ri-riempio con toppino di seta estivo, non posso negare di provare un certo piacere. Mi sento “giusta”, in pace con il mondo.
Ma forse potrei imparare a fregarmene e lavorare di meno.
Voi cosa ne pensate?
E chi vive all’estero mi può raccontare, come butta lì, se magari riesce a spiare nell’armadio della vicina di casa?