Tante piccole sedie rosse

Nel 2012, il 6 aprile, a vent’anni dalla Guerra di Bosnia, dall’inzio dell’assedio di Sarajevo, lungo gli ottocento metri del corso principale della città, furono messe in fila 11541 sedie rosse a simboleggiare il numero delle vittime cittadine del conflitto. Mentre 643 sedie più piccole rappresentavano l’orrore dei bambini morti nelle sparatorie dei combattenti.

Questa descrizione angosciante è, più o meno, l’incipit di Tante piccole sedie rosse, il più recente romanzo di Edna O’Brien, la scrittrice irlandese, oggi ottantasettenne, che ha firmato diciassette romanzi. E ha fatto anche molto scandalo, parlando di sessualità femminile, tanto che sei delle sue opere sono state inzialmente messe al bando.

Non avevo mai letto niente di questa magnifica autrice (sto cerando di rimediare in extremis) e sono rimasta stregata dal suo talento.

Tante piccole sedie rosse, inizia un po’ in sordina, con la descrizione di un piccolo paese irlandese immerso nella natura. Un luogo bello e sonnolento. Tutti si conoscono e la vita scorre tranquilla e monotona, fra un incontro al club del libro e una bevuta al pub, finchè non arriva uno straniero bello e misterioso.

E’ uno slavo, “the dark silent type”, si dichiara pranoterapeuta, guaritore e sessuologo. E apre uno studio in paese.

La sua professione suscita un certo scandalo fra i compaesani. Ma alla fine “il medico” viene accettato anche perchè è molto gentile, carismatico e affascinante. Le signore sono  incuriosite dalla sua presenza e anche le suore della piccola comunità non sono indenni da qualche brivido.

Edna O’Brien riesce a descrivere l’atmosfera effervescente, la ventata di nuovo portata dall’avvento del misterioso straniero, con uno stile intimo, ironico e coinvolgente. Cattura completamente il lettore nella storia prima di infierire con i colpi di scena. Il primo è ababstanza prevedibile: Fidelma, la signora più bella del paese si innamora dello straniero, a cui si rivolge per curare i suoi problemi di sterilità.

Lui li risolve alla grande: diventa il suo amante e la mette incinta. E da qui la situazione precipita. Dopo che, per una serie di coincidenze fortuite, si scopre la vera identità dello straniero.

E’ un criminale di guerra, reduce dalla guerra dei Balcani. E allora la trama del romanzo da sentimentale diventa cruda, incalzante e brutale. Per fare un salto del genere bisogna essere un grande autore e la O’Brien può permetterselo.

Il dramma personale della bella Fidelma, la sua storia d’amore andata a male, é l’espediente per narrare una tragedia corale che abbraccia temi scottanti e attuali. Come la guerra, l’intolleranza e il razzismo.

 

Brooklyn: un film che fa bene all’amore

Una ragazza irlandese ventenne che negli anni ’50 emigra negli Stati Uniti, a Brooklyn, in cerca di un futuro. La storia non è originale ma il film che la racconta è un piccolo capolavoro di freschezza, ironia e romanticismo.

Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore irlandese Colm Tòibìn, riesce subito a coinvolgere  completamente lo spettatore nelle vicende della protagonista Eilis, ragazza semplice e timida, ma determinata a migliorarsi e farsi prendere sul serio. L’attrice che la interpreta, Saoirse Ronan è bravissima (a 10 anni aveva già vinto l’Oscar con Espiazione), cresciuta veramente vicino a Enniscorthy, il paese dove si svolge la parte irlandese della storia, ha raccontato di essere stata felicemente stupita di ritrovare tanti suoi compagni di scuola, che facevano le comparse, nelle scene più corali del film.

Dal paesello a Brooklyn è come atterrare su un altro pianeta, nell’America degli anni’50 in full swing (le ricostruzione degli ambienti, le musiche, i costumi sono perfette), Eilis è sveglia in pochissimo tempi trova un lavoro e anche l’amore. Poi una tragedia famigliare scombussolerà il suo destino e farà stare in ansia gli spettatori.

Sono andata al cinema di sabato pomeriggio, e come sempre la platea era piena di vecchietti , c’era un pubblico maturo. Gente che probabilmente era giovane proprio negli anni’50, ex ragazze che avevano ballato il boogie-woogie e portato le gonne a ruota. Ex giovanotti che quando avevano i capelli si erano messi la brillantina.

Forse per questo quando la pellicola è finita e sono apparsi i titoli di coda, alzandosi, molte coppie si sono prese per mano. Brooklyn potrebbe essere un toccasana per le legami in crisi, una storia d’amore per rinsaldare matrimoni.

Io mi sono commossa, ma essendo per natura allergica a troppa melassa, ho cercato di occultare la lacrimuccia che mi avrebbe tradito.