Must-have della turista: l’insta-fidanzato

E’ una notizia di un paio di giorni fa, quindi non freschissima ma senz’altro succosa da commentare. Un’agenzia di viaggi americana ha lanciato per le turiste single che visitano Roma un nuovo imperdibile benefit: l’insta-boyfriend, un fotografo professionista che accompagnerà nei luoghi cult della città eterna. Scatterà dei finti selfie semplicemente perfetti e, all’occorrenza, si presterà a essere immortolato in pose romantiche talmente cool da far il pieno di like su Instagram e schiattare di invidia amiche e nemiche.

Ovviamente in questo triste mondo in cui nessuno regala nulla, e l’equilibrio emotivo fra uomini e donne è sempre più precario, anche l’insta-fidanzato ha un prezzo. Per affittarlo si parte da un pacchetto di 3 ore, in cui si volteggerà insieme in tutti i luoghi più instagrammabili e mitici della capitale, al costo di 350 €.

L’agenzia che ha lanciato l’idea sostiene che siano soldi estremamente ben spesi. A sostegno porta alcune riflessioni socio-sentimentali.

  • L’insta-fidanzato è molto meglio di quello vero perchè per contratto non si scoccia mai. Non deve ammirare i monumenti, farsi incuriosire da niente, bere o mangiare. E’ sempre pronto per scattare finti selfie e foto sexy. Sempre disponibile, con il sorriso sulle labbra.
  • Può capitare di avere un marito o fidanzato tanto caro ma poco fotogenico, cioè non instagrammabile. Un vero peccato perchè rovina il reportage delle vacanza. Mentre l’insta-fidanzato è sempre all’altezza.
  • Poi, essendo un fotografo professionista, non commette quegli irritanti errori da principiante che rovinano le foto e anche la vacanza perchè fanno tanto bisticciare.
  • Con l’insta-fidanzato non si rischia, ad esempio, di avere un brutto e indelebile ricordo vicino a splendidi e storici monumenti. Magari a causa di un poco gentile fuck you, che può sfuggire al vero american boyfriend esasperato perchè, in mezzo alla folla imbizzarita, non si riusciva a trovare un angolino bello per un selfie.
  • Poi tornando negli States si possono raccontare alle amiche una serie di storie romantiche ed esotiche con protagonista l’insta-fidanzato senza rischio di venire mai smentite.

Ma da cosa è nata l’idea dell’insta-fidanzato?

  • Siamo schiavi di instagram.
  • Tutto oramai si può affittare, perfino i nipoti.
  • I fotografi, in un mondo in cui tutti rubano le foto, vivono una grande crisi professionale. E devono adattarsi.
  • Le turiste americane dopo aver visto Vacanze Romane e la Dolce vita non si sono più riprese.

E mio figlio lo chiamo come un filtro di Istagram

Mentre noi, in Italia nel 2015, siamo stati banali e nella top ten dei nomi più gettonati per i bambini abbiamo scelto Sofia, Giulia, per le femmine, Alessandro e Leonardo per i maschi, negli Stati Uniti i neo genitori hanno osato di più e si sono lasciati trascinare dalla fantasia. I più hipster hanno battezzato i loro pargoli con i nomi dei filtri di Instagram. Quelli da usare per migliorare le foto, renderle più luminose, sature o anche a effetto seppia.

A me Instagram piace un sacco e posso capire anche l’entusiasmo di chi lo usa, ma farsi ispirare per il nome del bambino mi sembra un’opzione un pochino azzardata.

Sembra follia, invece è vero. Circa 300.000 genitori hanno voluto omaggiare il loro filtro preferito e così i bebè si chiamano Lux, Valencia, Juno, Reyes, Ludwig (questo andrebbe anche bene), Amaro e Willow.

Per i neo papà e mamme più tradizionali i nomi preferiti rimangono Sophia e Jackson, ma i nomi mutuati da Instagram stanno facendo tendenza alla grande. Nel 2014 c’è stato un incremento di nomi-da-filtro del 75%.

Se poi per questi bambini l’adolescenza sarà turbolenta, non sarà neanche necessario dare la colpa agli ormoni, basterà colpevolizzare l’idiozia dei genitori.

Forse la prossima tappa sarà chiamare i figli con il nome della capsula nespresso preferita: Volluto, Livanto, Arpeggio, Rosabaya e Bukeela.

Ma anche no…

Fino a qualche tempo da Instagram era il mio social preferito, sembrava più vero e spontaneo degli altri. E invece ora è diventato teatro di finzione, preda del marketing e della pubblicità come tutti gli altri. L’ultima notizia quella di stamattina: baby modella di 2 anni ha 20.000 followers e ogni suo scatto vale 400 $.
Chissà come si diverte, tutti i giorni questa bambina a posare ammiccante e spiritosa come una mini adulta. Sappiamo che per avere un’immagine che sembri naturale, bisogna avere molta pazienza. Ci vogliono scatti su scatti. Ce l’aveva raccontato, addirittura piangendo, qualche mese fa, un’altra influencer pentita.
Tante pose, per avere almeno un minimo di 400 likes a foto.
Per far colpo sulle case di moda.
Per avere tanti estimatori, speriamo tutti pieni di buone intenzioni.
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Questa notizia ricorda molto la storia di Little Miss Sunshine il film che denunciava, in maniera acuta e ironica, il mondo allucinante delle baby miss e delle loro ambiziosissime madri. Che le sottoponevano ad estenenunti make-over: capelli, trucco, depilazioni, manicure, e quant’altro. Perchè le madri, per placare le proprie frustrazioni, per dimenticare i propri insuccessi, possono diventare pericolosissime. L’ha raccontato benissimo Carol Joyce Oates in questo romanzo in cui ripercorreva la tragica storia vera di una mini campionessa di pattinaggio, trasformata dalla madre in un piccola Barbie. Perchè più era bella, più avrebbe sbaragliato le avversarie.
Il dramma raccontato in questo libro é accaduto vent’anni fa a Boulder in Colorado, prima ancora, nel 1951, c’è stato un film mitico, Bellissima con Anna Magnani nella parte della madre che sognava un futuro da star per la figlia. Allora era a Cinecittà, adesso c’è Instagram.

Pet 2.0: l’ultima tendenza di Instagram


Se da noi agosto è un mese letale per gli animali domestici, che purtroppo da tanti padroni bastardi vengono abbandonati per andare spensieratamente in ferie, graziealcielo nel resto del mondo non è così.
Per caso, nell’ozio di ferragosto, con Anita abbiamo deciso di creare a Lola un profilo su Instagram, il social network dove si possono condividere le immagini. Sapevo che alcune amiche, tempo fa, avevano fatto profili Facebook ai loro gatti ma volevo qualcosa di più incisivo!
Con grande divertimento ho scoperto l’ultima follia della rete: cani, gatti su Istagram sono celebratissimi. Le loro immagini, tenere, buffe e realistiche sono super cliccate e commentate.
Insomma da Snoopy l’evoluzione è stata radicale e veloce.
I maniaci del pet 2.0 sono i giapponesi, da sempre molto nerd, connessi 24 ore su 24, condividono le foto dei loro cani (di solito di piccola taglia), poi ci sono gli americani e i canadesi. E hanno un successo travolgente, qui sopra, la prova: un profilo che ha 54.000 follower, ok l’orgogliosa padrona che l’ha creato ha ben 15 cani, quindi probabilmente è un tantino più svalvolata del padrone base di cani o gatti (che comunque un po’ fulminato nell’amore del proprio pet lo è sempre!)

Poi c’è questa cagnetta che a una sua foto ha avuto 240 “mi piace”!


Ma non solo foto si condividono tra gli Instapets, ci sono anche le didascalie, tipo: “Guardo la TV con mio papà” e vedi un beagle spaparanzato sul divano con un tipo peloso (forse più del cane) in canottiera che si ciuccia una bella birretta. Oppure i commenti che servono a passare i momenti difficili, come quando succede di dover mettere il collare elisabettiano, non si può più annusare e si barcolla.
Leggere “Ci sono passata anch’io, lo so che è dura!”, può essere di grande conforto!

Così anche Lola, on-line da due giorni, è già popolare e il bello è che in rete anche l’atavica inimicizia cane-gatto svanisce infatti fra i follower non si discrimina, anche se al momento i felini sono ancora una minoranza. Che sia quella la ragione?