Suinando?

E alla fine ce la siamo presa!
Anita è a letto con la febbre, indolenzita, gli occhi arrossati e mal di testa.
Sarà suina?
Penso di sì, anche se adesso con le classi scolastiche decimate non si dice pubblicamente, perchè il vaccino non è ancora pronto. E dopo mesi di notizie allarmistiche e terroristiche, adesso che moltissimi bambini sono a letto, febbricitanti, si fa finta di nulla. O al massimo si ascoltano i consigli di Topo Gigio.
L’altro ieri sono andata alla riunione scolastica di Anita.
Il bello delle medie è che non si conoscono tutti gli altri genitori. C’era infatti una signora sconosciuta seduta a fianco a me.
“Sei la mamma di…?”
Ho scoperto che suo figlio era il compagno di banco di Anita, che ci eravamo già parlate al telefono a proposito di una festa e soprattutto il suo pargolo era a casa con la febbre a 39. Così è cominciato il count-down e infatti ieri sera ci sono state le prime avvisaglie. Anita aveva la febbre. Ora stiamo tranquilli e vediamo come procede.
Ieri, per lavoro, ho intervistato il medico milanese che è stato il primo vaccinato in Italia.
Gli ho chiesto se per caso fosse giusto ripristinare l’obbligo del certificato medico al ritorno a scuola dei bambini inflenzati. Mi ha detto di no.
Quindi non si saprà mai che virus sia quello che ha allettato tutti i bambini in questi giorni. A meno di complicanze. Dita incrociate.

Suina: here we come!

Andiamo o non andiamo? Il dubbio era amletico. Prima pensavamo di no, poi di sì. Cancellare voleva anche dire smenarci. Alla fine ci siamo decisi. Domani mattina partiamo per la Scozia: è più di un anno che sognamo di andarci. Edimburgo è la prima tappa, poi andiamo a York a trovare una mia vecchia e carissima amica che si chiama Anita (che mi ispirò il nome della pargola) e poi se non ci becchiamo la suina gireremo qua e là in balia del freddo e del vento. Anita (grande) mi ha detto che lassù stanno tutti benissimo e sono i giornali a seminare il panico. Non è che la prospettiva del tempo infame mi attizzi molto, sono un tipo da spiaggia, mentre Sant’ più la furia degli elementi si scatena più si ringalluzzisce. Ho messo nella borsa, oltre a felpe su felpe, il termometro, la tachipirina e affini: ho tutto per curare dal mal di gola alla bronchite. Andrà a finire che verrà a tutti una botta di dissenteria, visto che su quello non siamo coperti. I primi tre giorni siamo in un albergo dove c’è la connessione poi si vedrà. Vabbè, per favore ricordatemi così: serena, coraggiosa, infreddolitia e con le dita incrociate.