Blogger ad alto rischio 2

Ho deciso di prendere una piega horror e farvi paura!
Questo video me l’ha girato Sant’ sul filmato della batteria del Mac Book Pro che espolde. Come dice la voce narrante, la batteria ha ben 7 “celle” e a distanza di pochi minuti esplodono tutte.
Per evitare una tale apocalisse è meglio cercare di non surriscaldare il computer (niente letto, spiaggia, auto, ecc) e buona soppravvivenza!
Se invece volete liberarvi di qualcuno…adesso con la bella stagione le temperature si stanno alzando!

Una gran botta di sf….

Doveva pubblicare un libro fra pochi mesi, ma è morta fulminata sulla tazza del water…

…stava per succedere. Mi sono salvata per un pelo.
Un paio di orette fa, ero qui tranquilla a lavorare, quando improvvisamente ho sentito un boato fortissimo proveniente dal bagno.
Sono andata a vedere e ho scoperto (nel buio con la torcia, perchè il bagno è cieco ed era saltata la luce) che la piccola plafoniera di vetro bianco era scoppiata, proprio sopra il water spargendo ovunque frammenti di vetro più o meno grandi.
L’asse era rotta e l’acqua dalla pressione così forte che aveva fatto scoppiare il lampadario, zampillava dal soffitto con la forza di un geyser e già aveva allagato mezzo corridoio.
…..immaginatevi una bella riga di porconi e imprecazioni…..
Sono corsa dalla vicina di sopra che dopo cinque scampanellate prolungate mi ha aperto dicendo (si potrebbe anche leggere cadendo dal pero):
“Forse è la mia lavatrice, non mi sono accorta di nulla. Da me è tutto a posto”

Qui vi rimando a un ripasso della vicenda di Rosy e Olindo, che a me, amante della cronaca nera e in stato di alterazione, è subito venuta in mente.

Comunque poteva veramente andare peggio, un quarto d’ora prima della bomba ero nel bagno (denominato affettuosamente in casa “bagnetto delle bambine” perchè lo usano/vano loro) a stendere mutande e calzini. Sarebbe stato il concretizzarsi della vendetta del calzino spaiato di Panz: potevo essere ferita gravemente con tutto quel vetro sparato in aria. Ma se mi fosse “scappata” sarebbe stata veramente l’ultima pipì.

Ora metà casa è senza luce (questa metà) e quando la batteria finisce: ciccia.

Aspettiamo i tecnici. E l’acqua in terra l’ho asciugata.

Patinoire

Ieri pomeriggio un’amichetta di Emma festeggiava il compleanno al patinoire.
Tutti gli invitati dovevano pattinare sul ghiaccio. La mamma che ha organizzato il compleanno ha un’altra figlia (ex compagna di scuola di Anita) che è una quasi campionessa di ice-skating e quindi pensa che tutti nascano “pattinati”.
Da noi, purtroppo, non è così. Dopo un breve “periodo roller” le mie figlie si sono innamorate dello skateboard e quindi soprattutto per Emma l’esperienza di pattinatrice è praticamente nulla. Quindi ero un tantino perplessa.
Ma non si poteva rifiutare l’invito.
(Il maledetto bon-ton dei compleanni merita un post ma sarà per un’altra volta).
Molti bambini volteggiavano leggiadri, altri come le mie figlie, andavano come i pazienti ospedalieri dopo l’anestesia, un po’ anchilosati.
Ero preoccupata e ansiosa soprattutto per Emma e invece a un certo punto è caduta Anita e non riusciva ad alzarsi.
Porcoqui, porcolì, porcolà!
Non si è rotta la gamba per fortuna ma comunque ha il ginocchio blu e gonfio. L’ho imbottita di arnica e ghiaccio. Non è andata a scuola perchè zoppica vistosamente e adesso è spalmata sul divano. Ho pensato che la prossima festa di compleanno la organizzo sulle rampe da skate o al maneggio per una sessione di salto a ostacoli.
(Le “crocette” da saltare sono solo di 30 centimetri, che ci vuole?).
L’inconveniente è particolarmente irritante anche perchè domani abbiamo programmato una vacanzina in montagna di quattro-giorni-quattro.
Ne ho veramente bisogno, è da agosto dell’anno scorso che non stacco.
Ho deciso di provare anche ad allontanarmi dal blog.
Ieri sera a cena per sdramamtizzare la situazione, ortopedicamente mesta, ho lanciato a tavola questo giochetto: facciamo a chi indovina più mamme blogger?
Sant ha accettato, Anita, alla quale ogni tanto concedo l’onore di leggermi, pure mentre Emma giocava in squadra con Sant perchè non è autorizzata a leggere (anche perchè a volte forse si offenderebbe).
Anita ama le mamme artigiane e quindi ha debuttato, urlando: “Mammafelice!”
Sant l’ha guardata dritta negli occhi e le ha detto: “GloGLo”
“Italianmom!”
“Mammamsterdam!”
“Worldwidemom”, ha scandito bene Sant.
“Piattini circensi”, rilancia Anita.
“Non vale! Hai sbagliato!”
“Rossana!”
“Ms!”
“Emily!”
“Alle!”
“Casa nella prateria”, Anita ama la natura.
Il gioco è andato avanti per un po’ sempre più entusiasmante…i concorrenti erano paonazzi ed eccitatissimi…snocciolavano nomi su nomi, in un crescendo di delirio web…poi si sono arenati, nonostante i miei criptici suggerimenti…
“cosa dicono i bambini quando sono felici?”
Ma a Filastrocche e Jolanda non ci sono arrivati.
Poi eravamo già (letteralmente) alla frutta, quando Emma ha gridato: “Panzallaria!”, portando la squadra alla vittoria.
Capite ora come sono ridotta. Per 4 giorni non toccherò tastiera.

E il blog Candy quindi sarà sorteggiato lunedì 2 marzo, ufficialmente, cambio la Costituzione e decreto un giorno in più di concorso.

Polifemo e mamme alfa

Ieri mi sono accecata. Per afferrare un quotidiano piegato, ho allungato troppo il braccio e poi non so come… l’ho piegato e zac! l’angolo del quotidiano (una trentina di pagine) è finito nel mio occhio destro. Ho urlato come Polifemo dopo lo scherzetto di Ulisse e ho tanto simpatizzato con il povero mitico ciclope, condividendo il suo lancinante dolore. Un male tremendo come se avessi uno spillo piantato nell’occhio. Mi sono sdraiata sul letto con l’aria di una moribonda per attirare l’attenzione della mia famiglia. 

Le ragazze hanno detto: “Povera mammina!” e hanno cominciato a raccontarmi delle storie dei Simpson per consolarmi.
Sant mi ha messo un dischetto di ovatta bagnato sull’occhio leso e Anita me l’ha fermato con due cerotti.
Emma era contenta perchè sembravo un pirata.
Per due ore ho agonizzato, poi quando Sant leggermente stufo di avere una moglie in fin di vita, mi ha proposto una gita al Pronto Soccorso, sono finalmente guarita.
Nel frattempo con l’occhio sano, ho letto quest’articolo dal solito magazine, D di Repubblica, che mi ha reso un po’ inquieta. 
Si parla di alpha moms cioè di quelle madri tecnologizzate, cultura e reddito medio alto, che rappresentano per il mercato pubblicitario italiano circa 7 milioni di clienti iper-appetibili. Perchè l’85% degli acquisti domestici sono gestiti dalle madri. Quindi le aziende considerano quest’ultime come prede ambitissime e sono a caccia di database di mamme alfa. 
Perchè l’opinione di queste signore fa la differenza. Sono dei validissimi strumenti pubblicitari. Possono creare tendenze di mercato e fare vendere prodotti ad altre madri, target che colpiscono altri target. Il sogno di ogni addetto marketing. L’evoluzione degli incontri Tupperware in salotto. Le mamme possono consigliare le altre madri attraverso anche i consigli dei loro blog…a me piace molto quando ricevo aiuto da altre blogger e sono felicissima di poter aiutare a mia volta. Ma su consigli riguardo a prodotti…nutro un sano sospetto.
E sulla storia di avvicinare le madri alle aziende perchè così queste creano prodotti a misura di mamma, la diffidenza cresce ancor più.
Prodotti salvatempo? Prodotti sicuri? Non è necessario impossessarsi di un database di nomi di madri per avere una così fulminante idea di promozione. Non credo che le aziende vogliano aiutare le mamme, penso che le aziende desiderino semplicemente aumentare gli utili.
Sono le stesse aziende che nei riguardi delle lavoratrici madri hanno sempre avuto un atteggiamento tutt’altro che incoraggiante: il part time come un chimera, il congedo maternità come un’onta, il ritorno al lavoro con tre passi indietro nello schema di carriera, lo stipendio più basso di quello degli uomini. Ma ora improvvisamente queste stesse aziende diventano paladine delle mamme sempre in corsa contro il tempo e vogliono renderle più serene e felici. Ma chi ci crede?  Le mamme alfa saranno anche di corsa, saranno anche stressate, ma mica sono cretine… Perciò vorrei che la rete, almeno nei blog, rimanesse libera, spontanea, e non cercasse di trasformarci tutte in alfa consumatrici ideali, con la scusa, meschina, della maternità che ci accomuna. Voi che ne dite?