L’amore ai tempi di Google

La settimana scorsa siamo stati due giorni a Nizza.
Come sa chi mi legge, ho una leggera ossessione con la lingua francese.
Una sera al ristorante Sant’e io abbiamo litigato perchè lui si è rivolto alla cameriera in inglese e mi sono arrabbiata perchè come conseguenza poi ci hanno risposto nella stessa lingua e così non potevo più conversare in francese.
In litigio con Sant’ è rapidamente degenerato: lui mi ha detto che non sono normale e io, offesa, ho risposto che non lo era neanche lui con la sua fobia per le zanzare. Ero fuori tema, lo so, ma volevo comunque offenderlo.
Poi gli ho anche fatto perfidamente notare che visto che siamo stati tantissime volte in Francia avrebbe potuto anche approffitarne per imaprare un po’ il francese anche lui. Mi ha risposto che non ha tutto il tempo libero che ho io (????) e blah…blah….blah…perchè tu…perchè io…. due ore dopo abbiamo fatto la pace anche perchè le mie figlie si erano proprio rotte le scatole di stare con due genitori immusoniti.
Il giorno dopo è tornato il sereno tra noi e da quando siamo rientrati a casa Sant’ ha deciso di seguire il mio consiglio e imparare il francese. La prima parola che gli ho insegnato è stata “cache col”, tanto per darvi un’idea del livello. Ma lui ha deciso di impegnarsi.
Alla mattina lui si alza prima di me e mi lascia un bigliettino vicino alla tazza della colazione.
Primo giorno: Bonjour
Gli ho telefonato per ringraziarlo.
Secondo giorno: Bonjour mon amour
Gli ho telefonato per complimentarmi.
Terzo giorno: Bonjour mon amour bien aimé et merveilleux
Naturalmente mi sono subito riconosciuta nella lusinghiera descrizione ma ho anche cominciato ad avere i primi sospetti.
Qualcosa non tornava, ma l’ho comunque ringraziato. Lui si è schernito: “Sto imparando”
Oggi, il colpo di scena: Je vous souhaite une bonne journée ma chére.

Mi da del voi, usa verbi “strani” e azzecca tutti gli accenti.
Gli ho telefonato: “Google translator?”